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A Capodimonte apre mostra ‘Cecità, accecamento, oltraggio’ di Bolognino

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Andrea Bolognino, Cecità, accecamento, oltraggio


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Il giovane artista napoletano espone 24 splendidi disegni nell’ambito del settimo appuntamento del ciclo di mostre – focus ‘Incontri sensibili’

Andrea Bolognino è il giovane artista napoletano che con i suoi disegni ha inaugurato questa mattina, 13 gennaio, il settimo appuntamento del ciclo di mostre – focus ‘Incontri sensibili’ al Museo e Real Bosco di Capodimonte.

‘Cecità, accecamento, oltraggio’ è il titolo della mostra di disegni, posti in dialogo dall’artista con uno dei capolavori più noti della collezione, ‘La Parabola dei ciechi’, dipinto del 1568 da Pieter Brueghel il Vecchio ed esposto in una delle sale del museo napoletano.

Andrea Bolognino
Andrea Bolognino

Ho incontrato Andrea Bolognino, che ha cominciato così la nostra chiacchierata:

Questa mia mostra, si basa principalmente sulla ‘visione’ e sul rapporto esistente tra arte e scienza. Mi sono soffermato su come è trattato il problema della visione nella scienza e nella medicina e come, invece, è trattato nel disegno e nella pittura.

Nel partire, quindi, da ‘La Parabola dei ciechi’, ho sviluppato questi due percorsi. Uno, rispetto alla rappresentazione scientifica e l’altro, invece, rispetto all’accecamento della sovrabbondanza di immagini. Quindi il rapporto costante che abbiamo con lo schermo digitale e con la virtualità.

Un rapporto, ahimè, diventato ormai simbiotico.

Proprio così, e che ci porta, inevitabilmente, riprendendo un po’ la tesi di Paul Virilio in molti dei suoi libri, ad un vero e proprio accecamento. La sovraesposizione e la sovrapposizione di diverse immagini non ci permettono più di vedere in modo proprio, in modo chiaro.

Nella mostra sono esposti 24 disegni, tra cui un trittico composto da tre fogli, in cui concilia disegno oggettivo e soggettivo proprio per evidenziare la relazione tra rappresentazione artistica e conoscenze scientifiche. ‘Cecità, attaccamento e oltraggio’, come lo dobbiamo interpretare?

Il tema della cecità fa parte della mia ricerca artistica ormai da molto tempo. Intendo, infatti, il disegno come un tuffo nell’invisibilità. Un cercare di tracciare un sentiero all’interno di una caverna buia.

L’accecamento, invece, si riferisce ad un graduale processo di perdita della vista. Mi sono interrogato, infatti, sulle diverse e numerose problematiche della vista umana e ho cercato di sviluppare una nuova visione che potesse comprenderle, traducendole nella forma del disegno.

Il termine oltraggio, infine, in passato indicava semplicemente un eccesso di azione, andare oltre qualcosa e lo troviamo con questa accezione anche in Dante, come eccesso di visione, come luce che acceca.

Il mio ultimo disegno, molto piccolo, si chiama proprio ‘Oltraggio’, dalla citazione del sommo poeta che usa questa parola per indicare la sua impossibilità di raccontare ciò che ha visto nell’ultimo canto del Paradiso. Non può evidenziare, infatti, la luminosità estrema che lo ha abbagliato guardando Dio. Io l’ho fatto mio e declinato come un oltraggio alla visione. Una luminosità così accecante che, appunto, non ti permette più di vedere.

Il progetto di allestimento della mostra è di Lucio Turchetta con la progettazione grafica di Francesco Giordano. Andrea Bolognino, però, come sottolinea egli stesso ne ha fatto parte integrante.

Non ho curato soltanto fin nei minimi dettagli tutti i disegni, ma anche l’allestimento, che è parte fondamentale della mostra, poiché volevo che le opere fossero esposte in modo tale da creare un linguaggio e un progetto finito e unitario. Non che fossero espositori fini a se stessi, ma che dessero vita alla mostra.

Abbiamo deciso così, di mettere un tavolo al centro, di forma circolare, e allestire la parete alle spalle proprio per coinvolgere lo spettatore e per ricordare l’idea dell’occhio, della cecità, della visione.

Una bella mostra, curata nei dettagli. Mi dica tre motivi per invogliare il pubblico a venire a guardarla.

Sicuramente per ammirare uno dei capolavori più belli del Museo di Capodimonte, ‘La Parabola dei ciechi’ di Brueghel, poi perché la mia è una mostra di disegni, una tecnica che è stata sempre un po’ bistrattata e che solo negli ultimi anni sta iniziando a risorgere, è una buona occasione, quindi, per guardare tanti disegni; infine, perché è nel Museo di Capodimonte, location incredibile, un’ottima scusa, dunque, per girare tra le sale di questo scrigno di opere meravigliose.

Io aggiungerei come ultimo motivo, anche quello di ammirare 24 ottimi disegni di un giovane emergente artista napoletano, ma Andrea è troppo modesto per dirlo.

Intanto, fa gli onori di casa, inappuntabile nella sua eleganza, il Direttore generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger.

Sylvain Bellenger
Sylvain Bellenger

Direttore, quali sono i motivi per i quali ha scelto proprio le opere di Andrea Bolognino?

Ho scoperto questo artista che non conoscevo, visitando una sua mostra alla Fondazione Morra Greco. Sono stato colpito da due cose, la qualità e la bellezza dei disegni e poi la sua scelta di lavorare con il disegno, materia tradizionale, antica come l’arte che, secondo me, non trova nella contemporaneità abbastanza visibilità.

Il disegno è una delle espressioni artistiche che preferisco, soprattutto quando è fatto con la diversità che lui riproduce nelle sue opere.

Un disegno è una macchia, ha una sua libertà di trasformazione, l’artista muove un po’ la carta e il colore si muove. È proprio questa straordinaria leggerezza dell’arte del disegno che mi ha affascinato.

Dunque interesse, opportunità e possibilità di farsi conoscere per i nostri giovani artisti.

Con questa mostra, mettendo a confronto un grande maestro del passato come Brueghel e un giovane artista napoletano come Bolognino, rapportiamo due diversi linguaggi artistici: la pittura e il disegno contemporaneo.

Mi piace pensare di porre in dialogo la contemporaneità e la collezione storica di Capodimonte. Mi piace dare un’opportunità a chi se lo merita.

L’esposizione, a cura dello stesso Bellenger e con l’assistenza di Francesca Dal Lago e di Luciana Berti, inaugurata questa mattina, chiuderà i battenti il prossimo 15 marzo 2022.

Foto Antonella di Lello

Sylvain Bellenger ed Andrea Bolognino
Sylvain Bellenger ed Andrea Bolognino
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Autore Antonella di Lello

Antonella di Lello, giornalista radiotelevisiva e sportiva, specialista in pubbliche relazioni. Etologa ed educatrice cinofila.