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Eleonora rivive nell’interpretazione di Annalisa Renzulli

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In scena a San Domenico Maggiore lo spettacolo di Riccardo De Luca

Il 19 febbraio, presso la Sala del Capitolo del complesso di San Domenico Maggiore, alla presenza del Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e di un folto pubblico, abbiamo assistito alla rappresentazione di ‘Eleonora Pimentel Fonseca. Con civica espansione di cuore’, con Riccardo De Luca, Gino Grossi, Annalisa Renzulli, Francesca Rondinella, Salvatore Veneruso, Maria Anna Barba, Dario Barbato, Lucrezia Delli Veneri, per la regia dello stesso Riccardo De Luca.

Lo spettacolo, presentato dalla storica esperta conoscitrice della figura di Eleonora, Antonella Orefice, è realizzato dall’associazione culturale “Stati Teatrali”, luogo “stabile” di produzione teatrale creato da Annalisa Renzulli, che raccoglie intorno a sé esperti professionisti e giovani di talento che inaugura la propria attività con la II edizione di ‘Eleonora Pimentel Fonseca. Con civica espansione di cuore’. Lo spettacolo è infatti già andato in scena nel 1999 in occasione del bicentenario della Repubblica napoletana presso palazzo Marigliano in seguito al Patto d’Intesa stipulato tra il Soprintendente Giulio Raimondi, il Presidente FAI Campania Maria Rosaria de Divitiis, la scrittrice e autrice Maria Antonietta Macciocchi e la filosofa Esther Basile.

L’opera si basa, ovviamente, sulla vita della scrittrice e rivoluzionaria Eleonora Pimentel Fonseca, ricostruita non solo attraverso le opere, ma anche attraverso scritti, atti, documenti e carteggi del tempo. Imponente, dunque, il lavoro alla base della drammaturgia, che già si cimenta nel complesso compito di mettere in scena degli eventi storici, sebbene la vita della protagonista sia stata intensa e struggente. Alla fine, a fare da sfondo sono gli eventi della Repubblica Napoletana del 1799, anche se il punto di vista è parziale, soggettivo. Ma forse quello che interessava non era far emergere un quadro completo della vicenda, quanto dare vita al personaggio, alle sue vicissitudini, alla sua evoluzione. Del resto lo stesso De Luca, nelle note di regia cita Moravia: “Io non voglio fedeltà, voglio originalità.”

Di nobili origini portoghesi, nata a Roma, arriva a Napoli a soli 8 anni e il suo impatto con la città non è inizialmente felice, scontrandosi con una realtà che percepisce come confusionaria, dura, fatta di sudditanza e di ignoranza. Si tratta della cosiddetta Napoli “lazzara”, definita dalla Renzulli come “sporca, feroce, quasi bestiale che è negli animi e negli occhi del popolo ma anche dei suoi stessi regnanti come quel re Ferdinando che la Storia ha significativamente ribattezzato il re ‘lazzarone’”.

Ma la sua fervente adesione agli ideali della rivoluzione francese, al giacobinismo, passa in secondo piano. Emerge la donna nelle sue tantissime sfaccettature; di figlia, con un padre che la spinge a farsi notare a corte per vedersi riconosciuto il suo titolo nobiliare; di moglie, sposata ad un uomo violento ed infedele; di madre, altrettanto tragica, con un figlio perso a soli otto mesi e un aborto causato dallo stesso marito; di politica, accanto, ad esempio, a Gennaro Serra di Cassano; di intellettuale, fondatrice e direttrice del Monitore Napoletano.

Gradualmente l’atteggiamento di Eleonora cambia, nei confronti dei reali, della città.
Da bibliotecaria di corte passa all’opposizione dei Borbone; dal primo impatto contrastante con Napoli all’amore per la stessa, fino a sentirsene figlia, ad abbandonare l’italiano per esprimersi in napoletano, diventando parte della gente, del popolo.

Impeccabile la regia di Riccardo De Luca, autore anche di una significativa performance in scena, alternandosi nei tre ruoli più spinosi: il re Ferdinando IV, il marito Pasquale Tria de Solis ed il giudice Vincenzo Speciale. Ma sono tutti splendidamente intensi e comunicativi gli attori, in tutte le varie espressioni utilizzate, nel canto, dove spicca una brillante Francesca Rondinella, come nella mimica, nella danza, oltre che nelle interpretazioni. Del resto l’inizio ci prepara già ad un’opera originale, con le parole della marsigliese che inizialmente irrompe sulle note di ‘Una furtiva lacrima’. Ma saranno anche altri i brani, da ‘J’entends siffler le train’ a ‘Fiume amaro’. I brani sono usati al servizio della drammaturgia, non disdegnando un approccio a sonorità molto più moderne, come quelle dei Queen. Non manca un accenno a ‘Palummella zompa e vola’ per la quale ci viene in mente una piccola curiosità e ci lasciamo andare ad una breve digressione, seppur legata alle stesse tematiche; la canzone fu utilizzata nel film “Ferdinando I, re di Napoli”, interpretata dal grande Eduardo, che la canta nei panni di Pulcinella. Nel film il regista Gianni Franciolini la fa passare come canto antiborbonico, in un altro falso storico. In effetti ‘Palummella’ è molto più recente, essendo stata scritta nel 1873 come feroce satira contro l’unità e i Savoia.

Tornando alla pièce, la varietà espressiva è palese, anche nel ricorso ad una serie di registri drammaturgici, dal grottesco al comico, dalla farsa al dramma.

L’intreccio, dicevamo, è retto da una serie di splendide interpretazioni, anche se su tutte spicca quelle di Annalisa Renzulli, che abbiamo trovato semplicemente da brividi, che appassiona, emoziona, coinvolge, con una stupefacente presenza scenica; sempre perfettamente in parte, nemmeno per un attimo sopra le righe, nonostante personaggio e intreccio potrebbero indurre in questo errore. La apprezziamo particolarmente in alcune scene molto cariche dal punto di vista emotivo, in cui tutta la sua espressività emerge in modo evidente, come ad esempio nel monologo in occasione della morte del figlio, oppure nella scena della confessione in carcere, prima dell’esecuzione, e ancora nella scena che la porta al patibolo.

De Luca e la Renzulli, in definitiva, hanno il merito di restituirci un’immagine di Eleonora Pimentel Fonseca decisamente viva, oltre l’appiattimento storiografico e il pallore di alcune versioni cinematografiche del personaggio.

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Lorenza Iuliano

Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.