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‘Waiting for the Sybil’ dialoga con le Sibille della Cona dei Lani

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Inaugurato il suggestivo progetto artistico in mostra alla Certosa e Museo di San Martino fino al 13 febbraio

Da stamane, 14 novembre, e fino al 13 febbraio 2022 la Certosa e il Museo di San Martino di Napoli accolgono la mostra ‘Waiting for the Sybil’, progetto artistico nato dalla collaborazione tra la Direzione regionale Musei della Campania e la Galleria Lia Rumma, che propone il film di William Kentridge in dialogo con le Sibille della Cona dei Lani.
William Kentridge è un artista sudafricano sessantacinquenne, famoso per i suoi disegni, le sue incisioni e i suoi film di animazione creati da disegni a carboncino.

È un artista versatile, ha studiato teatro a Parigi, lavorato come attore, regista, disegnatore e creato spettacoli anticonvenzionali, utilizzando pupazzi e animazione.

Nel suo lavoro unisce politica e poetica, le sue opere trattano argomenti delicati, scottanti. Parlano di apartheid, abusi, ingiustizie ma in maniera diversa; fa sognare i suoi personaggi, li fa dialogare, li rende comici, insomma, fa sì che il messaggio che essi devono trasmettere sia più incisivo, più immediato, più potente.

Ma cos’è la Cona dei Lani?

Lo chiedo al Direttore della Certosa e Museo di San Martino, Francesco Delizia.

Si ritiene che sia il più imponente complesso fittile policromo del Rinascimento meridionale. È un insieme monumentale di opere in terracotta, che facevano parte della ricca decorazione della cappella dei Lani, la potente confraternita dei macellai napoletani che nella chiesa di Sant’Eligio aveva la sua cappella di rappresentanza dedicata a San Ciriaco.

Francesco Delizia - Direttore della Certosa e Museo di San Martino
Direttore della Certosa e Museo di San Martino

Qual è la sua storia?

Nel 1943, a seguito dei bombardamenti, la chiesa di Sant’Eligio viene quasi totalmente distrutta. Quando poi, negli anni 60, si inizia a ricostruirla, si scopre, negli strati al di sotto del suo pavimento, una serie di reperti scultorei di una certa importanza.

Si continua a scavare e viene fuori, pezzo dopo pezzo, la Cona dei Lani, un rivestimento dell’altare che era stato completamente smontato quando era stata modificata la chiesa e, non essendo riutilizzabile, poiché non consono al gusto del tempo, era stato seppellito proprio sotto il pavimento.

Ricordiamo che dopo la Controriforma, inizia una grande stagione di trasformazione delle chiese napoletane, di tutta Italia e un po’ ovunque in Europa. Proprio in questo periodo la maggior parte delle chiese viene ricostruita in stile barocco, acquisendo la nuova veste con la quale, poi, sono arrivate fino a noi.

Cona dei Lani, Certosa e Museo di San Martino

Continua Delizia:

Un lungo intervento ventennale di recupero e restauro le ha restituite all’antica bellezza, dopo che grossi frammenti ne furono recuperati, 1072 complessivamente, furono trasferiti negli ambienti della Soprintendenza ai Monumenti. E, dopo numerose sovvenzioni, è stato finalmente possibile ricostruire il 30% del polittico.

Guardare La Cona dei Lani, è veramente emozionante, è una composizione di immagini sacre, costituita da sei figure di Sibille, dal Profeta Davide con la lira in braccio, dal Coro degli Angeli e dall’immagine del Redentore.

Di fronte a questa sala, sapientemente illuminata, c’è la Spezieria o Farmacopea della Certosa, nella quale è stata allestita la videoinstallazione di William Kentridge, esattamente come l’artista immaginava. Egli stesso ha disegnato lo schermo, stabilendone anche la posizione, che è stata studiata proprio per avere questo particolare asse prospettico.

 

Prosegue Delizia:

Ci siamo resi conto che era bellissimo poter stabilire questa comunicazione, questo meraviglioso effetto tra la Sibilla antica, rinascimentale e quella contemporanea.

Le Sibille della Cona dei Lani, dialogano con quest’ultima, ispirandosi al movimento e alla rotazione delle opere dello scultore statunitense Alexander Calder.

Kentridge rievoca, in questo lavoro, la figura della Sibilla, la sacerdotessa che, interrogata, trascriveva gli oracoli su foglie di quercia.

Nel video, la Sibilla è contemporanea ed è percepita come una ballerina africana. Questa figura balla sulle pagine di un libro, al ritmo della musica jazz di Kyle Shepherd ed è accompagnata, nella sua danza, dalla voce di Nhlanhla Mahlangu, coreografo, ballerino, compositore, cantante e poeta.

Sullo sfondo di pagine di vecchi libri, i disegni fatti con inchiostro indiano descrivono alberi con rami neri e foglie che mutano continuamente, si rimescolano proprio come i vaticini, riportando profezie in cui un algoritmo implacabile indica l’esito del nostro destino, come una nuova Sibilla.

 'Waiting for the Sybil'

Kentridge indica, però, qualcosa che riesce a contrastare questo automatismo che sembra guidare la nostra sorte. Sono proprio le immagini disegnate sulle pagine di quei consunti libri, che mostrano foglie, figure inanimate, alberi, forme geometriche colorate e figure in trasformazione, che restituiscono vita e umanità al tentativo di scoprire il proprio futuro e ai sentimenti di paura e incertezza che ne derivano.

La Sibilla, enigmatica veggente, viene riproposta nelle sue mille sfaccettature, che cambiano nel tempo e nella storia.

Conclude Delizia:

Il ruolo delle Sibille ha subito, nei secoli, una notevole evoluzione: da figure leggendarie, mediatrici tra il Dio Apollo e l’uomo, in grado di preannunciare eventi e calamità naturali, come erano intese nell’antichità classica, non persero comunque la loro funzione con l’avvento del Cristianesimo. Al pari dei profeti, infatti, divennero annunciatrici della venuta di Cristo.

La Sibilla contemporanea, invece, è difficile da immaginare, perché la vita moderna è molto più complessa. Viviamo di comunicazione, di algoritmi, siamo bersagliati dalle immagini, allora l’idea della Sibilla che nell’antro di Cuma scriveva i responsi su foglie di quercia e che il vento rimescolava confondendoli, non è più possibile.

Oggi è estremamente più complicato nella vita rutilante di tutti i giorni e, quindi, l’idea che ci siamo fatti della Sibilla è legata alla velocità delle trasformazioni, dei flussi di informazioni. E, secondo me tutto questo è stato recepito in maniera straordinaria da Kentridge nella sua videoinstallazione.

'Waiting for the Sybil'

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Autore Antonella di Lello

Antonella di Lello, giornalista radiotelevisiva e sportiva, specialista in pubbliche relazioni. Etologa ed educatrice cinofila.