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Napoli, riconoscimento per psicologi progetto ‘e tu sai ca nun sì sule’

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'e tu sai ca nun sì sule'


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Le motivazioni principali delle chiamate sono state ansia, sintomi depressivi, stress e solitudine

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Napoli.

Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e l’Assessore alla salute Francesca Menna hanno consegnato oggi, 28 aprile, gli attestati di partecipazione al progetto ‘e tu sai ca nun sì sule’ al gruppo di 18 psicologi che gratuitamente hanno prestato la loro professionalità per offrire, durante la pandemia, un sostegno psicologico telefonico di primo livello alla cittadinanza.
Il progetto è stato istituito il 12 dicembre 2020 e si concluderà il 30 aprile; alla fine di ogni intervento, lo psicologo ha compilato una scheda, i cui dati sono stati studiati dal Prof. Maldonato, responsabile del programma interdipartimentale di psicologia clinica e dal dott. Scandurra, entrambi del dipartimento di neuroscienze della Federico II.

Dai dati è emerso che sono state ricevute 750 telefonate ed effettuati 80 interventi, della durata minima di 30 minuti; il 56% da parte di donne mentre l’età degli utenti variava dai 18 ai 79 anni.

La maggior parte degli interventi sono stati rivolti a cittadini napoletani ma il servizio ha raggiunto per il 23 % anche cittadini della provincia di Napoli, e per il 4% anche utenti di altre province della regione Campania. Una richiesta di intervento è giunta anche da fuori Regione. Le motivazioni principali delle chiamate sono state ansia, sintomi depressivi, stress e solitudine.

Non sono mancate anche motivazioni più complesse che hanno richiesto una analisi più strutturata, avvenuta grazie alla rete che si è costruita, formata dai servizi pubblici del territorio ed un centro privato che si è proposto a dare sostegno psicoterapeutico gratuito.

Un dato interessante che è emerso è stato che tutti i cittadini avvertivano che, nel momento presente, la qualità della vita che svolgevano non dava percezione di futuro e dalle analisi delle parole degli interventi effettuati, emergevano aggettivi, sostantivi e locuzioni che esprimevano difficoltà che richiamavano stati ansiosi e depressivi.

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