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Medicina 4.0: Medical Revolution

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Medical Revolution


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Volenti o nolenti, l’emergenza Coronavirus sta costringendo tutti noi ad assumere nuovi comportamenti obbligandoci anche a comprendere nuovi significati che sono alla base dello sviluppo di idee, prodotti, servizi riferiti alla digital life e allo smart living.

Tutti i settori della vita privata, sociale e lavorativa sono investiti ormai da queste accezioni. Con il termine ‘smart’ vengono identificati anche recenti servizi in ambiti quali la salute e la medicina mediante applicazioni digitali, come, ad esempio, nel campo delle tecnologie robotiche, biorobotiche e nano-robotiche; dell’informatica, che si evolve con l’intelligenza artificiale; delle T.E.C.I.P., tecnologie della comunicazione, informazione e percezione, che guidano la transizione digitale verso la Medicina Smart con lo sviluppo di servizi intelligenti, contribuendo all’evoluzione di una società intelligente.

Nell’articolo, La Telemedicina avrebbe agevolato la gestione dell’emergenza Coronavirus?, mi pongo la domanda contenuta nel suo titolo. La risposta è affermativa! Perché?

La Telemedicina, l’applicazione del digitale alla medicina, prevede la raccolta di informazioni sullo stato di salute dei pazienti e la distribuzione di servizi sanitari e di assistenza tramite nuove tecnologie e consente il contatto ed il conseguente soccorso a distanza tra paziente e medico, abilitando non solo la dispensa remota di consigli, promemoria, istruzioni, ma anche, nel caso di servizi clinici più evoluti, diagnosi, intervento e monitoraggio medico.

Diventa molto utile, se non indispensabile, per il colmare un gap o la completa mancanza di strutture sanitarie e/o ospedaliere in particolari insediamenti umani quali quelli rurali o sulle isole, nel caso di assenza di mobilità veloce per l’assistenza sanitaria d’emergenza, come negli anziani o disabili, di riduzione di finanziamenti o per mancanza di personale, che possono limitare il normale accesso alle cure.

La definizione di Telemedicina comprende il concetto di Telesanità, ovvero l’impiego della Cultura Digitale per la formazione a distanza del personale medico e sanitario, per la realizzazione di simposi, incontri e seminari in telepresenza, la gestione online di informazioni e dati sanitari; consulti clinici remoti per discutere di un caso specialistico in maniera delocalizzata mediante videoconferenze ad altissima risoluzione video, la terapia fisica eseguita tramite strumenti di monitoraggio digitale, il monitoraggio domestico attraverso l’invio continuo dei dati clinici del paziente, le conferenze online tra cliente a professionista, fino ad arrivare, solo a titolo esemplificativo ma non esaustivo, alla Chirurgia robotica.

Questo nel solco della trasformazione digitale del tradizionale concetto di sanità. In un nuovo modello: il Sistema Sanitario 4.0.

I nuovi standard introdotti con l’Industria 4.0 (l’Industrializzazione digitale) che impiegano nuove tecnologie per l’automazione e il cloud computing per lo scambio di dati; i Big data, l’Internet delle Cose (IoT) e senza fili (Wireless Internet) in alta velocità (5G); la Crittografia digitale, la Realtà Aumentata e Virtuale (Augmented\AR & Virtual Reality\VR) per i Sistemi di Recupero\Consultazione\Analisi selettiva delle Immagini Digitali (CBIR: Content\Based Image Retrieval); ed altri ancora, vengono estesi nel loro impiego anche nella Medicina 4.0.

La capacità di comprenderne le enormi potenzialità ed utilità anche in campo sanitario, apre la strada ad un diverso senso di consapevolezza nelle scelte decisionali della Politica e dei suoi Amministratori rispetto ai miglioramenti che la Sanità 4.0 può apportare per favorire lo sviluppo di una Sanità più efficiente ed efficace a tutto vantaggio dei Cittadini e del risparmio degli investimenti nella Salute pubblica.

Tuttavia, secondo recenti studi internazionali, è stata individuata ancora l’esistenza di barriere e resistenze alla massiva adozione delle Telemedicina; spesso proprio in strutture sanitarie specialistiche, come i Pronto Soccorso e le Terapie intensive, oppure nella Medicina territoriale, che sono proprio le unità di specializzazione ed organizzazioni sanitarie andate maggiormente in crisi nel corso della pandemia da Covid-19.

Tra i ricorrenti impedimenti, vengono elencati:

• i problemi normativi e burocratico-amministrativi, come anche di auto-protezione dei privilegi presenti in molte strutture dirigenziali delle organizzazioni sanitarie;

• le barriere culturali, con le conseguenti resistenze all’adozione dei nuovi paradigmi forniti dalla trasformazione digitale, riscontrate, in particolare, nei professionisti sanitari, cosiddetti immigrati digitali. Impedimenti nell’adattare i paradigmi clinici per le applicazioni di telemedicina, come anche quelle che si osservano nei contribuenti e nelle conseguenti scelte della politica, o nelle compagnie assicurative, che hanno difficoltà ad accettare l’impiego di nuovi esempi, obbligando l’onere degli investimenti solo all’intraprendenza e alle capacità finanziarie dei singoli ospedali.

Nonostante nuovi modelli, metodi e tecnologie siano già mature per essere applicate in molti campi della Sanità…

Questa miope visione che affligge non solo molti operatori sanitari, ma anche gli stessi utenti, i fornitori di servizi e i decisori politici ostacolano lo sviluppo della Telemedicina…

In molti campi, quali ad esempio:

• Pronto Soccorso: il personale medico della Marina Militare statunitense è addestrato all’uso di dispositivi telematici portatili già dal 2006. Applicazioni quotidiane di Telemedicina di emergenza vengono regolarmente eseguite già in Francia, Spagna, Cile e Brasile;

• Telenursing: per servizi come telediagnosi, teleconsulto, telemonitoraggio. Il telenursing sta raggiungendo tassi di crescita significativi in molti Paesi, in particolare per la preoccupazione di ridurre i costi dell’assistenza sanitaria; l’aumento del numero di anziani e malati cronici; la copertura dell’assistenza sanitaria a distanza nelle località rurali, nelle isole, nei piccoli paesi oppure in regioni scarsamente popolate.

Tra i vantaggi, può aiutare a risolvere la crescente carenza di infermieri, ridurre le distanze e risparmiare tempi di viaggio e mantenere i pazienti fuori dall’ospedale. Ad esempio, in Australia, nel gennaio 2014, la startup tecnologica Small World Social ha collaborato con la Breastfeeding Association per creare la prima applicazione Google Glass dedicata alle neomamme per l’allattamento al seno a mani libere.

• Telefarmacia: l’azione remota di cure per il tramite delle nuove tecnologie è un esempio di Telemedicina in campo farmaceutico. I suoi servizi comprendono il monitoraggio remoto della terapia farmacologica, la consulenza al paziente o al suo caregiver, l’autorizzazione preventiva e quella di ricarica dei medicinali soggetti a prescrizione e il conseguente monitoraggio della conformità della posologia prescritta dal dottore, anche con l’ausilio di sistemi di telepresenza in videoconferenza. Tali prestazioni possono essere erogate da farmacie di territorio ed ospedaliere, da case di cura e da altre strutture di assistenza medica.

• Teleaudiologia: l’utilizzo della telemedicina nel fornire servizi audiologici può comprendere l’intero ambito di tale pratica. Questo termine è stato usato per la prima volta nel 1999 dal dott. Givens, nella sperimentazione di un sistema sviluppato negli Stati Uniti dalla East Carolina University.

• Teleneuropsicologia: l’uso della tecnologia per la Telemedicina in telepresenza per la somministrazione remota di test neuropsicologici, utilizzati per valutare lo stato cognitivo degli individui con disturbi cerebrali noti o sospetti, che forniscono un profilo dei punti di forza o di debolezza cognitivi. Una serie di studi pubblicati in letteratura scientifica sottolinea che la distribuzione in videoconferenza di molti test neuropsicologici standardizzati, porta a risultati simili a quelli tradizionali effettuati in presenza: ciò stabilisce le basi per l’affidabilità e la validità nell’erogazione e valutazione remota di test neuropsicologici.

• Teleriabilitazione: nota anche come e-Riabilitazione, è la fornitura di servizi di riabilitazione attuata attraverso le reti di telecomunicazione mobile e Internet. La maggior parte di questi tipi di servizi rientra in due categorie: valutazione clinica, per l’analisi delle capacità funzionali del paziente nel suo ambiente, e terapia clinica. Alcuni campi della pratica riabilitativa che hanno già ne hanno esplorato le possibilità sono, oltre l’audiologia: la neuropsicologia, la patologia del linguaggio, la terapia occupazionale e la terapia fisica. Può essere impiegata per elargire cure a persone che non hanno modo di recarsi in una clinica perché affette da una disabilità oppure a causa della lontananza dal primo luogo fisico disponibile per questo genere di attività sanitarie. Consente, inoltre, agli esperti della riabilitazione di impegnarsi in consulti clinici a distanza con l’ausilio di personale caregiver, debitamente istruito, presente nel luogo di residenza del paziente.

È già ampiamente usata in neuropsicologia per l’installazione remota di tutori o arti artificiali o nella patologia del linguaggio; significative applicazioni basate su Internet in campo neuropsicologico nel caso di pazienti affetti da un deterioramento cognitivo, sono state introdotte per la prima volta già nel 2001. Applicazioni Teleterapiche sono in uso nella gestione di programmi di potenziamento delle capacità cognitive di bambini nelle scuole. La ricerca pionieristica nello sviluppo delle tecnologie T.E.C.I.P, in particolare quelle applicate all’Aptica associate alla Realtà Virtuale ed Aumentata, potrà ampliare la portata delle pratiche di Teleriabilitazione. Negli Stati Uniti, l’Istituto Nazionale per la Ricerca sulle Disabilità e la Riabilitazione sostiene con grande impegno la ricerca e lo sviluppo di pratiche di Teleriabilitazione.

• Teletrauma: la Telemedicina può essere utilizzata per migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’erogazione di cure anche in un ambiente di emergenza traumatologica. Ad esempio, nel Triage del trauma, utilizzando la telemedicina, gli specialisti possono interagire con il personale presente sulla scena di gravi incidenti o di situazioni di disastro; utilizzando Centri Mobili di Controllo e Monitoraggio appositamente allestiti per determinare la gravità delle lesioni dei feriti, possono fornire valutazioni cliniche e determinare se e quali feriti debbano essere evacuati immediatamente per i trattamenti necessari.

In questo modo, gli operatori del Triage Remoto Traumatico possono fornire la stessa qualità di valutazione clinica ed un primo piano di cura come se fossero fisicamente in prossimità del paziente contuso. La Telemedicina viene anche impiegata per la formazione alla gestione del trauma. Alcuni centri specializzati stanno iniziando ad offrire lezioni agli operatori sanitari per impartire nuove conoscenze e metodi basati sulle evidenze di analisi critiche di pratiche cliniche standardizzate e consolidate confrontandole con le alternative offerte dal digitale, come, ad esempio la Telemedicina in sala operatoria: i chirurghi del trauma sono in grado di osservare e consultare i casi da una postazione remota utilizzando la videoconferenza.

Questa funzionalità consente ai partecipanti di visualizzare le azioni in tempo reale: il chirurgoremoto ha la possibilità di controllare la telecamera, gestendo panoramica, inclinazione e zoom, per ottenere la migliore angolazione della procedura in corso a distanza, mettere a disposizione la sua esperienza per fornire la migliore assistenza possibile durante una pratica operatoria di emergenza necessaria sul luogo dell’incidente.

• Telecardiologia: i tracciati elettrocardiografici possono essere trasmessi tramite smartphone o reti wireless. Già nel 1906, Willem Einthoven, l’inventore dell’elettrocardiografo, trovò un modo per inviare al suo laboratorio i dati direttamente dall’ospedale. Uno dei più antichi sistemi di telecardiologia noti per la teletrasmissione ECG è stato istituito all’ospedale di Gwalior, in India, consentendo il passaggio wireless dal mezzo mobile di pronto soccorso o dalla casa di pazienti alla stazione centrale della terapia intensiva del dipartimento di medicina. Oggi è possibile anche il trattamento remoto della fibrillazione ventricolare.

• Teleradiologia: la prassi medica che attualmente si evidenzia nell’uso più popolare di tutte le pratiche di Telemedicina, sviluppando attualmente circa il 50% in volume d’impiego delle altre, molto probabilmente perché la Diagnostica per Immagini – Radiografia, TC, RM, PET/CT, SPECT/CT, MG – è il settore che per primo si è evoluto con il Digitale, influenzando i suoi operatori con la Cultura Digitale. La Teleradiologia offre la possibilità di trasferire immagini radiografiche da una posizione ad un’altra.

Per l’implementazione di tale processo sono necessari tre componenti essenziali: una stazione di invio delle immagini, una rete di trasmissione e una stazione ricevente per la revisione delle stesse. Internet ad alta velocità consente l’uso di nuove tecnologie per la Teleradiologia.

La ricerca nella Telemedicina anche in altri campi medici è già in sperimentazione da diversi anni nella Telepsichiatria, la Telepatologia, la Teledermatologia, la Teleoftalmologia… Ma la vera frontiera della Telemedicina sarà la Telechirurgia.

La Chirurgia a Distanza è la capacità di eseguire in telepresenza un’operazione, anche se medico e paziente non si trovano fisicamente nello stesso posto. Procedure del genere combinano elementi di robotica, tecnologie di comunicazione digitale avanzate, aptica digitale e sistemi complessi di gestione delle informazioni. Mentre il campo della chirurgia robotica è già abbastanza definito, la maggior parte dei robot viene controllata ancora da chirurghi nello stesso luogo dell’intervento.

Si tratta di una delle forme più avanzate di telelavoro in cui la distanza tra chirurgo e paziente diventa irrilevante. Questa applicazione della telemedicina promette di mettere a disposizione di pazienti dislocati in qualsiasi parte del mondo in maniera delocalizzata l’esperienza di chirurghi specializzati.

Sebbene siano stati già sperimentati interventi chirurgici tra le due sponde di un oceano, fattori critici che ancora limitano l’applicazione di routine nella Telechirurgia sono la velocità, la latenza e l’affidabilità del sistema di comunicazione tra dottore e degente, così come la necessità di avere a disposizione esperti nella produzione, gestione e distribuzione in Ultra Alta definizione delle immagini.

Questo spot, che a prima vista sembra futuristico, è invece la realtà e il miglior esempio di quanto ho descritto fino ad ora.

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Vittorio Alberto Dublino

Autore Vittorio Alberto Dublino

Vittorio Alberto Dublino, giornalista pubblicista, educatore socio-pedagogico lavora nel Marketing e nel Cinema come produttore effetti visivi digitali. Con il programma Umanesimo & Tecnologia inizia a fare ricerca sui fenomeni connessi alla Cultura digitale applicata all’Entertainment e sugli effetti del Digital Divide Culturale negli Immigrati Digitali. Con Rebel Alliance Empowering viene candidato più volte ai David di Donatello vincendo nel 2011 il premio per i Migliori Effetti Visivi Digitali. Introducendo il concetto di "Mediatore della Cultura Digitale" è stato incaricato docente in master-post laurea.