Home Lombardia Regione Lombardia Lombardia, argomenti discussi in seduta Consiglio regionale 5 dicembre

Lombardia, argomenti discussi in seduta Consiglio regionale 5 dicembre

785
Consiglio regionale Lombardia


Download PDF

Approvata Risoluzione su divisione farmaceutica Corte Unificata dei Brevetti. All’O.d.G. anche question time e alcune mozioni

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Aprendo i lavori della seduta odierna di Consiglio regionale, il Presidente Raffaele Cattaneo ha ricordato all’Aula come la Commissione Sanità presieduta da Fabio Rolfi, Lega Nord, abbia avviato la trattazione sui progetti di legge di iniziativa popolare relativi all’uso terapeutico della cannabis, relatore Fabio Fanetti della Lista Maroni, e all’istituzione del registro regionale del cosiddetto testamento biologico, relatore Federico Lena, della Lega Nord: su quest’ultimo progetto di legge, nella seduta del 29 novembre la Commissione aveva ricevuto in audizione i promotori del provvedimento.
Il Presidente Cattaneo ha quindi ritenuto di concedere alla Commissione altri 15 giorni per completare l’esame dei due progetti di legge, riservandosi, qualora la Commissione non dovesse riuscire ad approvare i due provvedimenti entro tale termine, di iscriverli comunque all’ordine del giorno della seduta di Consiglio regionale del 21 dicembre o, qualora tale seduta dovesse prevedere già numerosi provvedimenti in esame, alla prima seduta utile di gennaio subito dopo le festività natalizie.

Ha sottolineato il Presidente Cattaneo:

Ritengo opportuno che su questi due progetti di legge di iniziativa popolare depositati nella prima metà del 2016, il Consiglio regionale si esprima entro la fine della legislatura.

A seguire, prima dello svolgimento del question time, sulla base dell’art.70 del Regolamento generale del Consiglio, in riferimento all’inchiesta giudiziaria che sta interessando il Comune di Seregno in Brianza, ha chiesto di intervenire per fatto personale il Consigliere regionale Mario Mantovani, interessato da alcune intercettazioni oggetto dell’inchiesta.

Ha detto in Aula il Consigliere Mantovani:

Mi sono da subito messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per chiarire la mia posizione e la mia estraneità alla vicenda e lo scorso martedì sono stato finalmente ascoltato dal Pubblico Ministero: non ho mai temuto giudizi nel merito, neanche di carattere politico ma mi hanno amareggiato e colpito le parole di alcuni colleghi che hanno emesso anticipatamente le loro sentenze sulla base di qualche titolo di giornale. Sono certo però che il tempo sarà galantuomo con tutti.

La seduta è quindi proseguita con lo svolgimento delle interrogazioni e delle interpellanze previste all’ordine del giorno, consultabile sul link https://goo.gl/fQwNc6.

È seguita la votazione unanime della Risoluzione presentata dai Consiglieri Daniela Mainini, Patto Civico, e Pietro Foroni, Lega Nord, che chiede che la candidatura di Milano ad ospitare la divisione della Sede Centrale della Corte Unificata Europea dei Brevetti attualmente distaccata a Londra venga presentata e sostenuta con forza in sede comunitaria.

Nel pomeriggio l’Aula ha quindi discusso e approvato alcune mozioni, i cui contenuti sono di seguito riassunti.

Ufficio scolastico provinciale di Brescia
Riportare Brescia a sede “titolare” anziché “secondaria” degli Uffici scolastici territoriali, così come invece è stato deciso dal Ministero dell’Istruzione nella riorganizzazione operata a livello nazionale attraverso un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale nell’aprile 2015. Un declassamento che comporta la nomina annuale di un reggente dell’Ufficio scolastico provinciale, con un incarico “parziale” anziché “permanente ed esclusivo”, in una provincia che per numero di studenti, di scuole, di docenti e per la qualità dell’offerta didattica è seconda solo a Milano.

Una scelta che i Consiglieri bresciani ritengono “irragionevole e ingiustificata” tanto da chiedere alla Giunta regionale, attraverso una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, primo firmatario Mauro Parolini, Lombardia popolare, di intervenire presso il Ministero per far ripristinare “la piena funzionalità e operatività” dell’Ufficio.

Intervenendo nel corso del dibattito, l’assessore all’Istruzione Valentina Aprea, ha assicurato che, “pur non nascondendo le difficoltà di riuscita”, interverrà a livello governativo sulla questione

che dimostra come la richiesta di autonomia da parte della Lombardia su determinate materie intende proprio questo: determinate assegnazioni dipendono dalla conoscenza profonda dei bisogni territoriali.

Centro Commerciale Carosello di Carugate
Approvata a scrutinio segreto con 37 voti a favore, 18 contrari e 5 astenuti la mozione presentata da Stefano Buffagni, M5Stelle, che chiede al Presidente Maroni e alla Giunta regionale di esprimere un orientamento contrario rispetto alla nuova proposta progettuale di ampliamento del Centro Commerciale Carosello di Carugate e di declinare ogni richiesta di attivazione di Accordi di Programma volti a sostenere l’ampliamento di tale struttura.

Ha detto Buffagni:

Chi vota questa mozione dice chiaramente e fortemente il proprio no ad ogni ipotesi di ampliamento.

Buffagni ha quindi richiamato la mozione votata in Aula nel dicembre del 2014 con cui il Consiglio aveva già allora espresso il proprio parere contrario a ogni richiesta di accordi di programma concernenti l’ampliamento del Centro commerciale e ha ricordato anche alcuni provvedimenti della Giunta contenenti orientamenti contrari alla realizzazione di grandi centri e strutture di vendita.

Numerosi gli interventi di Consiglieri regionali che si sono susseguiti in Aula e che hanno preso posizione a favore della mozione. Uniche voci chiaramente contrarie sono state espresse dagli esponenti di Forza Italia Giulio Gallera e Fabio Altitonante, che hanno sottolineato i vantaggi soprattutto in termini occupazionali che l’ampliamento potrebbe generare per il territorio.

L’annuncio dell’allargamento del centro di oltre 23mila metri quadrati, su cui dovrebbero sorgere, tra le altre cose, una quarantina di nuovi negozi e un multisala, fa parlare di sé da diversi anni. Secondo la proprietà sono previsti i seguenti investimenti: 14 milioni di euro in opere destinate al miglioramento della viabilità veicolare esistente e della mobilità dolce a compensazione del previsto aumento di traffico, a cui si aggiungerà un ulteriore importo di 4,5 milioni di euro annui per opere di manutenzione.

Altri 30 milioni di euro saranno destinati alle amministrazioni pubbliche per misure compensative, oltre a 300mila euro a disposizione del Comune di Brugherio per la realizzazione di una nuova rotatoria. A tutto ciò va aggiunto, sempre secondo la proprietà del Centro commerciale, un incremento occupazionale diretto di circa 300/400 unità.

Nell’estate del 2014 i Sindaci dei due Comuni avevano richiesto a Regione Lombardia di avviare l’iter per la promozione di un accordo di programma finalizzato all’ampliamento del centro, e hanno ribadito anche settimana scorsa in Commissione Territorio il loro parere favorevole al completamento dell’iter.

Di parere opposto i comitati locali, che hanno lamentato l’assenza della firma del geologo sul progetto e hanno ribadito come a loro parere una parte dell’ampliamento andrebbe a compromettere il “Parco blu degli aironi”, soggetto a numerosi vincoli ambientali.

Stato di emergenza per la chiusura del ponte sul fiume Po a Casalmaggiore (CR)
Approvata all’unanimità la mozione che chiede e sollecita la dichiarazione dello stato di emergenza in relazione alla chiusura del ponte sul fiume Po a Casalmaggiore in provincia di Cremona, primi firmatari i Consiglieri cremonesi Lena, Malvezzi e Alloni e i Consiglieri mantovani Carra e Fiasconaro.

Come spiegato da Federico Lena, Lega Nord, la temporanea sospensione totale del traffico veicolare e pedonale sul ponte di Casalmaggiore per il riscontro di lesioni strutturali dell’impalcato sotto la corsia stradale sinistra, ha causato una grave situazione di emergenza a causa della congestione del traffico verso tutte le direttrici alternative in particolare verso il ponte di Viadana e verso quello di San Daniele Po, con significative ripercussioni economiche, ambientali e sulla qualità della vita dei numerosi pendolari del territorio.

Su richiesta dell’Assessore regionale Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione Simona Bordonali il testo originale è stato modificato e integrato: nella sua versione finale invita la Giunta regionale a valutare la possibilità di richiedere lo stato di emergenza e a valutare tutte le iniziative volte a risolvere le criticità evidenziate attraverso misure alternative allo stato di emergenza. Il documento approvato invita inoltre la Giunta a convocare un tavolo tecnico interassessorile con i Sindaci e i Consiglieri regionali del territorio per trovare una soluzione condivisa.

Consolidamento strutturale ponti sul Po in provincia di Cremona
Via libera con 49 voti a favore e 2 astenuti alla mozione presentata da Carlo Malvezzi, Forza Italia, che chiede alla Giunta regionale di intervenire presso il Governo nazionale affinché 12 dei 35 milioni di euro previsti dal Collegato Fiscale vengano destinati per un finanziamento alle province di Cremona e Parma per interventi strutturali di consolidamento dei ponti sul fiume Po a Casalmaggiore (Cremona) e a San Daniele Po (Parma) che collegano Lombardia e Emilia Romagna.

Nel dettaglio la mozione chiede che 5 milioni di euro vengano destinati a lavori urgenti al ponte di Casalmaggiore sulla strada provinciale “Asolana” per garantire la riapertura in tempi rapidi della struttura almeno a senso unico alternato; un milione di euro per lo studio di fattibilità per la realizzazione di un nuovo ponte a Casalmaggiore valutando anche la possibilità di realizzare un intervento alternativo in project financing; 3 milioni di euro per il completamento dei lavori di consolidamento del ponte di San Daniele Po con l’obiettivo di garantirne la piena e integrale accessibilità.

La mozione prevede anche, tra le opere da consolidare e su cui intervenire, il ponte tra Viadana e Boretto, in provincia di Mantova, manufatto sul quale da alcuni mesi sono in corso opere di manutenzione straordinaria della sede carrozzabile, delle pile in alveo e dei piloni in golena.

Ricorrenza 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci
Grande ventaglio di iniziative in Lombardia per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. È quanto ha annunciato l’Assessore Cristina Cappellini intervenendo sulla mozione proposta dal Gruppo del Partito Democratico e illustrata da Fabio Pizzul. La mozione, che sollecita uno stanziamento di almeno 500mila euro e la costituzione di un Comitato interistituzionale permanente per il coordinamento delle iniziative, è stata approvata all’unanimità.

Ha annunciato l’Assessore:

Sono già stati intrapresi diversi progetti, anche al di fuori della Lombardia e con il Comune di Vinci, ed è già stato sottoscritto un protocollo d’intesa fra MiBAC, Ministero Beni Culturali,e Regione Lombardia intitolato “Milano e l’eredità di Leonardo 1519-2019”.

È stato anche attivato un più ampio comitato territoriale con funzioni consultive, cui finora hanno aderito, fra gli altri, la Basilica di Santa Maria delle Grazie, la Biblioteca Vinciana, La Fondazione Stelline e Il Museo della Scienza e della Tecnologia. Quanto all’entità degli stanziamenti, l’Assessore ha affermato che le risorse specifiche saranno allocate nel bilancio preventivo del 2019 .

La Consigliera Daniela Mainini, Patto Civico, ha suggerito di tener conto dell’apporto del genio leonardesco non solo nella città di Milano, ma anche in altre località come per esempio a Villa Melzi di Vaprio D’Adda, e ha suggerito di fare riferimento, nel progetto, al concetto di “Grande Milano”.

Attuazione misure antiterrorismo del Ministero dell’Interno
Una mozione, prima firmataria Lara Magoni, Lista Maroni Presidente, per chiedere di aiutare gli Enti locali nell’attuazione delle norme del Ministero dell’Interno che prevede misure antiterrorismo in caso di organizzazione di manifestazioni. Il problema riguarda in particolar modo i piccoli Comuni che spesso hanno pochi agenti di polizia locale a disposizione e scarse risorse economiche a causa dei tagli subiti negli ultimi anni.

La relatrice ha spiegato come spesso queste piccole amministrazioni organizzano notti bianche o eventi di grande interesse pubblico e le spese di adeguamento alle misure di sicurezza sono a loro carico. Il documento chiede dunque alla Giunta di verificare quali siano gli effetti delle norme di prevenzione e contrasto degli attentati terroristici sia dal punto di vista amministrativo che finanziario. E di confrontarsi con gli Enti locali e col Consiglio regionale per individuare eventuali osservazioni da sottoporre al Ministero, per concorrere alla definizione di direttive idonee e attuabili sul territorio.

La mozione chiede inoltre alla Giunta di attivarsi per ottenere dal Governo una copertura finanziaria adeguata e di prevedere corsi di formazione per gli agenti di polizia locale con funzione di pubblica sicurezza.

L’Assessore alla Sicurezza Simona Bordonali ha sottolineato come la mozione tocchi un tema particolarmente importante e reale. Nella discussione sono intervenuti Mario Barboni, PD, Silvana Santisi Sait, Lega Nord, Vittorio Pesato, Forza Italia, Maria Teresa Baldini, Misto – Fuxia People, e Roberto Bruni, Patto Civico.

Accesso alla fecondazione assistita con il solo pagamento del ticket

La Regione provveda al più presto affinché negli ospedali lombardi si possa accedere alla fecondazione assistita di tipo eterologo con il solo pagamento del ticket.

Lo chiede la mozione approvata oggi in Consiglio con 32 voti a favore, 5 contrari e 14 astenuti, 4 i non partecipanti al voto, presentata da Chiara Cremonesi, Insieme x la Lombardia, dalla Vice Presidente del Consiglio Sara Valmaggi, Partito Democratica, e il capogruppo del Patto Civico Roberto Bruni.

Ha spiegato Chiara Cremonesi:

Ancora oggi nella Lombardia che vanta il più alto numero di centri di procreazione assistita la maggior parte delle coppie che necessitano dell’eterologa è costretta a recarsi all’estero, pagando somme di migliaia di euro che non sono certo alla portata di tutti, per una procedura che dovrebbe essere a carico della sanità pubblica.

Dopo diversi mesi da quando la pratica è stata inserita nei nuovi livelli essenziali di assistenza, continua a rimanere un diritto negato.

La fecondazione eterologa in Regione Lombardia ha un costo per ogni prestazione dai 1500 ai 4000 euro, la sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito la causa di ingiusta discriminazione. La Regione ha recepito parzialmente le disposizioni contenuto nel decreto ministeriale del 12 gennaio 2017, rinviando a successivi provvedimenti le disposizioni contenute.

L’Assessore al Welfare Giulio Gallera ha assicurato che entro fine anno la Giunta regionale approverà una delibera che uniformerà l’applicazione delle tariffe relative alla fecondazione assistita a quelle in vigore nelle regioni Emilia Romagna e Veneto.

Il Consiglio regionale ha quindi deciso di rinviare all’attenzione della Commissione “Affari istituzionali” la mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle, primo firmatario il Consigliere Segretario Eugenio Casalino, che chiedeva alla Giunta di attivarsi presso l’Inail per riconoscere una specifica tutela infortunistica ai Corpi di Polizia locale, così come già previsto per le Forze dell’Ordine. Il rinvio è stato votato a valle degli interventi realizzati dal Governo su questa materia.

Il Consiglio, come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, prima della chiusura fissata nell’avviso di convocazione per le ore 20, ha cominciato infine a discutere la mozione urgente depositata dal gruppo del Partito Democratico in relazione all’irruzione da parte di un gruppo di skinhead, il 28 novembre scorso, presso la sede della rete “Como Senza Frontiere”: sono intervenuti, dopo il capogruppo del Partito Democratico Enrico Brambilla, i Consiglieri Riccardo De Corato, FdI, e Luca Ferrazzi, Lista Maroni Presidente.

In apertura della discussione della mozione il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo aveva espresso condanna contro ogni forma di violenza e intolleranza.

Il testo della mozione esprime solidarietà all’associazione “Como senza Frontiere” e alle amministrazioni di Como e di Milano, chiede di sostenere lo studio e la memoria sulla nascita delle istituzioni repubblicane e che sui tavoli della sicurezza e dell’ordine pubblico la Regione sostenga “con maggiore convinzione” un’attenta attività di prevenzione.

Print Friendly, PDF & Email