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UGL: la provincia di Matera vive stagnazione del mercato del lavoro

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UGL Matera


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Elevati i livelli di disoccupazione

Riceviamo e pubblichiamo.

Bisogna attuare misure per dare speranza ai tanti giovani, solo in provincia di Matera si registra un tasso di disoccupazione più contenuto rispetto al resto del Mezzogiorno: siamo di fronte a dati preoccupanti, servono misure attive per il lavoro con politiche industriali e investimenti produttivi.


È quanto sostenuto dall’esponente UGL Matera, Pino Giordano commentando i dati diffusi nell’ultimo bollettino mensile dall’Excelsior sul Lavoro in Basilicata.

Prosegue Giordano:

Se pur lo studio del sistema informativo delle Camera di Commercio ha evidenziato che il dato di previsione trimestrale conferma la ripresa in corso rispetto all’analogo periodo del 2020, le assunzioni saliranno di 2.660 unità, e anche rispetto al 2019 il saldo risulta positivo, +1.200 unità, dove anche l’industria ricerca operai specializzati e il 57% dei nuovi contratti sarà a tempo determinato, il 21% a tempo indeterminato, per l’UGL Matera registriamo un nuovo campanello d’allarme sul fronte fallimenti PMI in controtendenza nazionale per il numero delle imprese lucane costrette a portare i libri in tribunale per chiudere l’attività con il primo semestre 2021 che segna un incremento del 53,6%, attestando la Basilicata con il valore il più alto tra le regioni italiane.

Per tale motivo da Matera parte una richiesta UGLal Presidente Bardi di aprire un tavolo istituzionale perché la provincia vive una stagnazione del mercato del lavoro, con elevati livelli di disoccupazione che possono causare danni strutturali all’economia.

Il sistema socio economico del territorio Materano si è incancrenito in una fase molto difficile in conseguenza sia della crisi economica e sociale, sia per effetto Covid-19. Da ormai troppo tempo si assiste agli effetti di un preoccupante processo di delocalizzazione sia della produzione made in Italy che dei siti produttivi. Come territorio materano ci eravamo illusi di vedere fiorire la ZES ma, lacci e laccioli vedono solo proclami senza esito.

Dalle Zone Economiche Speciali le imprese già operative o di nuovo insediamento possono beneficiare attraverso l’istituzione di zone dotate di straordinarie agevolazioni fiscali e burocratico-amministrative, attrarre nuovi investitori esterni funzionali, al mantenimento ed al rafforzamento del tessuto produttivo e commerciale del territorio.

Basti pensare a quante cattedrali nel deserto ci sono nella Val Basento, nel metapontino, a Policoro, Scanzano, Nova Siri, insieme allo spopolamento delle aree interne materane. Allora per l’UGL necessita ancora crederci nel fare sistema per la ZES Jonica e lo sviluppo lucano, non perdendo altro tempo su temi come incentivi, promozione di impresa per rendere appetibili i territori.

Tante le priorità per far decollare la ZES in Basilicata sono state suggerite dall’UGL, tra cui la riduzione della tassazione sul costo del lavoro e sugli utili di impresa, la riduzione dell’onere di trasporto, insieme all’incremento della produttività delle infrastrutture dedicate alle operazioni di handling, derivante dalla riduzione dei tempi operativi e delle procedure doganali.

Inoltre, sviluppare un’analisi di impatto della regolamentazione ad ampio spettro. E allora per l’UGL occorre puntare sulle priorità cominciando dalle infrastrutture e dalla logistica per superare il gap infrastrutturale e rendere attrattivo per le aziende insediarsi nel Mezzogiorno.

Ma occorre non perdere altro tempo, l’UGLl Matera è pronta a dare il suo contributo collaborativo per far partire la ZES in una regione che ha sete di vero cambiamento.

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