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Presidente Toscana: un museo diffuso e 50 eventi per Leonardo da Vinci

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Enrico Rossi e Sergio Mattarella

Cerimonia di apertura delle celebrazioni del cinquecentenario della morte del genio vinciano

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

La creazione di un vero e proprio museo diffuso attraverso un programma fitto di oltre 50 eventi diversi, mostre, convegni, eventi e spettacoli in ogni zona della Toscana per celebrare degnamente i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.
È quanto ha annunciato il Presidente della Regione Toscana, nel suo intervento di saluto a Vinci (FI) alla cerimonia di apertura delle celebrazioni del cinquecentenario della morte del genio vinciano.

Il Presidente della Toscana ha ringraziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sua presenza alla cerimonia, ricordando come il programma di eventi permetterà a tutti di conoscere la figura di Leonardo nelle sue diverse sfaccettature: come artista, inventore, ingegnere, architetto, botanico e padre dell’anatomia moderna.

Tra i tanti eventi ha annunciato la mostra ‘Verrocchio, il maestro di Leonardo’ promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dai Musei del Bargello, con la collaborazione della National Gallery of Art.

Dopo aver sottolineato come il Rinascimento ebbe, per la Toscana, per l’Italia e per l’Europa riveste un’importanza fondativa e che in figure come quella di Leonardo ritroviamo in nuce i problemi del mondo moderno, espressi con la forza straordinaria di una genialità che seppe applicarsi ai campi più diversi, il presidente della Regione ha osservato come non fu solo l’attività artistica la parte eminente della sua opera di uomo di ingegno, ma trovarono posto nella mente di Leonardo problemi fondamentali per l’origine della scienza e della filosofia moderne. Si poneva già implicitamente, in Leonardo, il nodo del rapporto tra scienze della natura e scienze dello spirito, che tanta importanza avrebbe rivestito nel quadro degli sviluppi successivi della cultura europea.

Ha infine ricordato come in Leonardo fosse profonda la consapevolezza della centralità dei rapporti tra essere umano e natura. E si è chiesto cosa direbbe oggi di fronte agli sconvolgimenti legati ai mutamenti climatici e alle catastrofi che hanno colpito il nostro territorio.

La politica non può ignorare questo problema. E deve adoperarsi per predisporre i rimedi che possano servire a parare le conseguenze nefaste dell’opera dell’uomo. Quindi ricordare Leonardo è importante: pensiamo agli studi sull’idraulica, sulla regimazione e sulla canalizzazione delle acque. Occorre superare un’idea di sviluppo indifferente alle conseguenze delle nostre azioni sull’ambiente, sul paesaggio.

Bisogna recuperare una tradizione, che qui in Toscana ha radici profonde, di paziente attenzione e cura del territorio. Una tradizione che nei secoli ha progressivamente costruito il paesaggio che ben conosciamo, all’insegna di un rapporto equilibrato tra uomo e natura.

La sua considerazione finale è che Leonardo è la dimostrazione che il genio italiano è sempre stato al contempo anche genio europeo e mondiale. E di questo tratto fondamentale della nostra identità dobbiamo essere sempre consapevoli e orgogliosi.

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