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Giovani talenti chiacchierano al parco

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Lucio Allocca in 'Chiacchiere al parco'


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Piacevole laboratorio teatrale per la straordinaria regia di Lucio Allocca

Sabato 11 maggio, ore 21:00, presso il Teatro La giostra di Napoli abbiamo assistito, con piacere, a ‘Chiacchiere al parco’, precipitato scenico da Alan Ayckbourn, Arnold Wesker, Stefano Benni con Luca Bucci, Maddalena Califano, Roberta Frascati, Davide Ninno, Giuseppe Palmiero, Anna Rapoli, Francesca Santaniello e la partecipazione di Lucio Allocca, assistente alla regia Luca Bucci, fonica Maura Iskra De Bonis, regia Lucio Allocca.

Il risultato di questo intenso laboratorio sui tre drammaturghi contemporanei è un delicato e delizioso spaccato di realtà, in cui si fondono e confondono vari personaggi, affetti da quelle stesse manie che, fino ad un attimo prima, hanno condannato con tacita disapprovazione nel loro interlocutore.

I monologhi ‘La Presidentessa’ di Stefano Benni, ‘Naomi’ di Arnold Wesker e gli altri tratti da ‘Confusioni’ di Alan Ayckbourn, fanno da raccordo alle storie di quotidiana normalità quelle di “figure ordinarie” che, proprio perché appartenenti ad una massa anonima, hanno una forza dirompente.

Un microcosmo, come dirà lo stesso Allocca nel prologo, ambientato in parco di una città indeterminata, sospeso tra natura impalpabile e atmosfere bucoliche da un lato, e ossessioni più o meno innocue dall’altro, appunto parco – palcoscenico trapiantabile ovunque, in cui si dipanano le diverse sfumature di una quotidianità solo all’apparenza indolore, che, al contrario, mostra piccole grandi fragilità pronte ad esplodere con conseguenze disastrose.

Il tutto condito da quella sana leggerezza che evidenzia come la riflessione su vicende importanti e considerazioni profonde può e deve essere fatta senza esasperazioni ed ingigantimenti inutili. Quella relatività del punto di vista sottolinea come la visione d’insieme sia necessariamente percepita da ognuno in maniera assolutamente soggettiva e personale e, appunto per questo, appaia ribaltabile. Come a dire, insomma, che quel che ci disturba tanto negli altri, appare, invece, caratteristica presente in ognuno di noi.

Ed è proprio Allocca ad introdurci, tramite il prologo, in quel magico mondo, scandito dalle tre unità aristoteliche, di luogo, azione, tempo. Il parco è, appunto, unico luogo in cui l’azione si snoda da mattina a sera, in cui non possono mancare allegri artisti da strada, giocolieri, prestigiatori che regalano al pubblico bolle di sapone e colorati palloncini a forma di animale. Unico intreccio, dunque: il dramma reale o presunto tale di ogni personaggio, contraltare o forse specchio del suo vicino di panchina.

Unica giornata, una bella domenica di sole, in cui rifugiarsi da solo con i propri pensieri, magari a sfogliare un quotidiano, per sfuggire ad una routine domestica claustrofobica, pur di scappare via da moglie e marmocchietto; a fare telefonate per raccomandare amici senza talento da scritturare per improbabili ruoli nel mondo dello spettacolo; a rassicurare la coinquilina in spiaggia che ci illudiamo ci consideri un’amica per scoprire, invece, che per lei siamo al pari di una domestica cui ordinare di rassettar la casa; a lavorare al pc sperando, ingenuamente, di non avere distrazioni di sorta, per cercare di recuperare, almeno in parte, ciò che in settimana non si è riuscito a terminare; a portare a passeggio il solo guinzaglio del cane, pur sapendo che l’animale domestico è dal veterinario e con finto sdegno, continuando a fare la gattamorta, convincersi che ogni uomo sia pronto a saltarci addosso; a sentirsi estraniati dal mondo, per poi tener debitamente a distanza chi, per la prima volta, cerchi con noi un contatto umano; o, ancora, la tragedia, quella vera, di una violenza domestica, cui, per il momento, si è riusciti a sottrarsi, sperando di non ricaderci.

Il bisogno impellente di aprirci con estranei, cui raccontare i dettagli più intimi della propria vita e, al contempo, la difficoltà di comunicazione reale in una società che ci impone degli standard troppo elevati che, spesso, non siamo in grado di sostenere, rimarcano, ancora una volta, come i legami, quelli veri, siano una chimera da inseguire, nonostante tutto. Se l’ambito familiare, sociale, professionale appaiono frustranti, deludenti, insoddisfacenti, quel parco, invece, diviene l’Eden rasserenante, dominato com’è, anche se forse solo in superficie, da armonia e pace interiore simboleggiati dal canto degli uccellini. Un sorriso ci accompagna durante gran parte dell’opera, così come la speranza in un roseo epilogo per l’umanità.

Una voce fuori campo, quella di Allocca, invita tutti ad avviarsi verso l’uscita, si è fatto tardi, la sera incombe, il parco sta per chiudere.

Le luci si abbassano, rientra in scena Allocca, per l’epilogo, nel ruolo di un senzatetto. Sceglie una delle panchine come dimora per la notte, estrae da una busta della Caritas un cartello che invita a non disturbarlo, un giornale da cui legge pagine di cronaca che ricordano i giochi dei potenti incuranti dei mali della collettività, quindi cita i versi che più enfatizzano il tema della brevità della vita, quelli del capolavoro di Quasimodo:

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Allocca chiude, prima di addormentarsi sulla panchina, con un brano tratto da una splendida poesia di Ferdinando Pessoa, ‘Tabaccheria’, di cui le ultime parole sono una meravigliosa chiosa della messa in scena:

No, non credo in me.
In tutti i manicomi ci sono pazzi deliranti con tante certezze!
lo, che non possiedo nessuna certezza, sono più sano o meno sano?
No, neppure in me…

Buone le interpretazioni di tutti i giovani attori, tra cui spiccano, senza dubbio, Giuseppe Palmiero, psicopatico asociale alle prese con le sue collezioni di figurine di calciatori, e Roberta Frascati, nel suo monologo di donna maltrattata dal compagno, diretti magistralmente dall’immenso Allocca, che non ci stancheremo mai di apprezzare in qualsiasi veste appaia, dato l’indiscusso carisma, l’imponente presenza scenica, la poesia che regala agli spettatori in ogni sua rappresentazione.

'Chiacchiere al parco'

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Lorenza Iuliano

Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.