Home Lombardia Regione Lombardia Lombardia, trasparenza: Aula vota non passaggio articoli proposta M5S

Lombardia, trasparenza: Aula vota non passaggio articoli proposta M5S

186
Palazzo Pirelli


Download PDF

Accantonata con il voto di larghissima maggioranza dell’Aula la proposta ‘Rischio violazione della privacy e limitazione delle libertà personali’

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Il Consiglio regionale ha oggi votato a larghissima maggioranza, 46 voti favorevoli e 10 contrari, di non discutere – attraverso il non passaggio all’esame degli articoli – il progetto di legge presentato dal Movimento 5 Stelle, primo firmatario Luigi Piccirillo, in materia di trasparenza dell’appartenenza ad organizzazioni ed associazioni private e in materia di associazioni proibite.
L’Aula ha così accolto la proposta della relatrice al pdl, la consigliera della Lega Francesca Ceruti, che già in Commissione Affari istituzionali aveva sostenuto la stessa posizione.

Il provvedimento prevedeva tutta una serie di obblighi da parte dei consiglieri per rendere conoscibile e pubblica l’appartenenza ad organizzazioni e associazioni private con finalità di carattere politico, culturale, sociale, assistenziale, religioso, ambientale o di promozione economica.

La proposta di normativa prevedeva infatti l’obbligo per ciascun consigliere regionale, per i componenti della Giunta regionale e i sottosegretari, di depositare presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio una dichiarazione illustrativa della propria appartenenza alle organizzazioni o associazioni private, con la denominazione e gli incarichi ricoperti e con l’apposizione della formula “sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero”.

Sul pdl è stato chiesto il non passaggio agli articoli perché, come ha ricordato nel suo intervento in Aula la relatrice Ceruti, l’articolo 18 della Costituzione stabilisce che

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Sono proibite le Associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare

e che pertanto la libertà di associazione è un diritto costituzionalmente garantito.

Inoltre, il progetto di legge prevedeva che è fonte di addebito disciplinare l’aver riportato condanna per il reato di associazione segreta previsto dalla legge n.17 del 1982.

Ha detto Ceruti:

Questa disposizione appare superflua in quanto già stabilita dalla legge statale, inoltre i contenuti del progetto di legge possono risultare lesivi del diritto alla privacy, con particolare riferimento alle dichiarazioni di appartenenza ad associazioni che potrebbero rivelare dati sensibili, tra i quali, ad esempio, l’origine razziale o etnica, le convinzioni religiose, le opinioni politiche, relativi alla salute o alla vita sessuale legati alla sfera privata della persona.

Le posizioni dei Gruppi
Il Movimento 5 Stelle attraverso gli interventi di Luigi Piccirillo e della Presidente della Commissione Antimafia Monica Forte ha sostenuto il pdl affermando che quello della trasparenza e della legalità è il ‘tema dei temi’ e che l’obiettivo

è quello di mettere in capo alla Regione strumenti di prevenzione per la legalità e contro il traffico di influenze.

Sia dalla maggioranza di centrodestra che dall’opposizione del PD, di + Europa e dei Lombardi Civici Europeisti, nel dibattito sono intervenuti Francesco Paolo Ghiroldi, Marco Mariani e Alessandra Cappellari della Lega; Gianluca Comazzi e Mauro Piazza di Forza Italia; Pietro Bussolati del PD, Michele Usuelli di +Europa, Niccolò Carretta dei Lombardi Civici Autonomisti e Paolo Franco del Gruppo Misto, la proposta dei 5 Stelle è stata ritenuta ‘inutile’ e anche ‘rischiosa’ perché oltre alla violazione della privacy , alla limitazione delle libertà sancite dalla Costituzione

mette in discussione l’onestà delle persone.

È stato detto negli interventi in Aula:

Le proposte contenute nel pdl gettano fango sulla politica e spargono sospetti sulle persone perché gli strumenti che propone non servono a garantire più trasparenza ma rischiano solo di alimentare un clima di odio nei confronti della politica passando dalla presunzione di innocenza alla presunzione di colpevolezza.

Print Friendly, PDF & Email