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Jersey Boys, di Clint Eastwood

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Dopo 34 film da regista e 84 anni di vita la scelta più ovvia sarebbe stata quella di adagiarsi sugli allori di una carriera in crescendo fatta di un po’ di Oscar e riconoscimenti e celebrazioni continue per le opere dirette e per quelle interpretate dalla ‘Trilogia del Dollaro’ di Sergio Leone a ‘Gli Spietati’.

Ma Clint Eastwood è tutt’altro che un uomo ovvio e banale: è il repubblicano americano più democratico che ci sia, l’oltranzista del moralismo che non ti fa mai la morale, ha girato elogi alla giustizia sommaria come ‘Il texano dagli occhi di ghiaccio’ e ‘Coraggio… fatti ammazzare’ e inni all’umanità e alla tolleranza come ‘Million Dollar Baby‘ e ‘Gran Torino’, ha raccontato la magia “drogata” del sax di Charlie Parker in ‘Bird’ e l’emblema dell’oscurantismo e della mania di persecuzione a stelle e strisce con ‘J. Edgar’ sul famigerato capo dell’FBI Hoover.

Nonostante questo, mai ci si sarebbe aspettato nella sua filmografia un musical e, proprio per questo, lui l’ha fatto: il risultato è ‘Jersey Boys’, trasposizione sul grande schermo dello spettacolo che da Broadway a Londra fa il pienone da ben 8 anni; il risultato è uno dei migliori film di genere musicale che siano mai stati girati.

Il film narra la storia di quattro ragazzi che provengono dalla parte malfamata del New Jersey, quella controllata dal gangster Gyp De Carlo; tra piccoli crimini e lavoretti al limite della legalità ad unirli, oltre all’amicizia e ad una senso di appartenenza al quartiere in cui sono cresciuti, c’è la musica.

Mentre Nick e Tommy entrano ed escono di prigione, Frankie si convince di voler inseguire il suo sogno, di voler cantare e così i tre iniziano a suonare in qualche locale fino a quando, grazie al loro amico Joe Pesci, conoscono Bob Gaudio, ragazzo atipico del Jersey, fin troppo perbene e lontano dai giri della microcriminalità degli altri, ma con un dono assoluto: la capacità di scrivere canzoni.

Con l’arrivo di Bob nel gruppo prendono forma i The Four Seasons e la storia delle loro traversie e dei loro trionfi è accompagnata da canzoni come ‘Sherry’, ‘Bye Bye Baby’, ‘Walk Like a Man’, ‘Big Girls Don’t Cry’, ‘Rag Doll’, ‘Who Loves You’, un sound che resiste nel tempo e che dagli anni ’60 ha influenzato più di una generazione di musicisti e di autori di canzoni.

La storia dei Four Seasons è affascinante, emblematica, racconta di giovani destinati a divenire manovalanza della malavita che si salvano grazie alla musica; è una storia di amicizia, di scelte, di volontà, di destini incrociati, di voglia di rivalsa e di riconoscenza.

‘Jersey Boys’ è la storia di Frankie Castelluccio, divenuto leggenda musicale come Frankie Valli, il falsetto bianco più famoso che sia mai esistito.

Frankie è il ragazzino timido con la magnifica voce che cresce tra i delinquenti del Jersey facendo il parrucchiere e sognando di diventare Sinatra e quando canta fa impazzire il gangster De Carlo che lo prende sotto la sua ala protettiva nonostante sappia che quel figlio di immigrati italiani non diventerà mai un suo picciotto.

Frankie è lo stesso che si impone con l’amico Tommy per fare entrare nel gruppo Bob Gaudio riconoscendone le potenzialità autoriali e dando così inizio alla parabola dei Four Seasons; Frankie è lo stesso che nel momento peggiore del gruppo, che coincide con il periodo di assoluta fama, decide di accollarsi tutti i debiti contratti dall’amico Tommy perché è grazie a lui che ha cominciato a cantare su un palco; Frankie è colui che, da quel momento, a malincuore, comincerà la carriera da solista, nonostante la tragica morte della figlia, continuando il sodalizio solo con Bob Gaudio che gli farà da autore arrivando a scrivergli canzoni memorabili come ‘Can’t Take My Eyes Off You’.

Clint Eastwood ha girato un ottimo film partendo dall’intenzione di svelare il lato nascosto di un gruppo divenuto leggenda, di mostrare cosa ci fosse stato prima della fama e di cosa realmente ci fosse dietro le giacche e le cravatte che indossavano in scena i Four Seasons: dai crimini e dal destino segnato legato al luogo in cui nasci e cresci, alla voglia e capacità di trovare qualcosa in cui credere e per cui lottare, ognuno a proprio modo e ognuno poi, con risultati differenti.

La sceneggiatura tratta dal libretto teatrale di Marshall Brickman e Rick Elice con le musiche di Bob Gaudio e i testi di Bob Crewe viene portata sul grande schermo attingendo a piene mani dal Cinema di Scorsese che si sposa con ‘Grease’, ovviamente hit di successo di Frankie Valli colonna sonora del film omonimo, e ‘West Side Story’, il gangster movie che incontra il musical in un’armonia che sfiora la perfezione e che in oltre due ore di film esalta e commuove lo spettatore.

Il riferimento d’obbligo a Scorsese, oltre che per la peculiarità del suo Cinema e la similitudine che nel film di Eastwood si trova con le sue opere in cui i personaggi fanno da narratori in prima persona, è necessario per la presenza nella storia di ‘Jersey Boys’, così come nella vicenda reale di Frankie Valli e dei Four Seasons, di Joe Pesci che, cresciuto nel New Jersey, era amico fraterno di Tommy De Vito e fece conoscere agli altri componenti del gruppo Bob Gaudio.

Joe Pesci, nel frattempo, è diventato uno dei più grandi attori americani, interprete feticcio di Martin Scorsese per film quali ‘Toro Scatenato’, ‘Quei Bravi Ragazzi’ e ‘Casinò’, e l’amico Tommy De Vito, abbandonata la carriera da cantante, ha iniziato a lavorare per lui.

Per terminare con le citazioni obbligate va segnalato che ad interpretare nel film il boss Gyp De Carlo è Christopher Walken che in una scena de ‘Il Cacciatore’ di Michael Cimino, per cui vinse l’Oscar,canta con gli amici la canzone più famosa di Frankie Valli, ‘Can’t Take My Eayes Off You’.

Elogi meritati per il cast, sottolineando che gli interpreti principali erano tutti all’esordio sul grande schermo: protagonista del film, John Lloyd Young riprende il ruolo con cui ha conquistato il Tony Award per il musical teatrale, quello del leggendario cantante dei The Four Seasons, Frankie Valli.

Erich Bergen interpreta Bob Gaudio, che ha composto o ha partecipato alla composizione di tutti i maggiori successi del gruppo.

Michael Lomenda e Vincent Piazza interpretano rispettivamente Nick Massi e Tommy DeVito, i due membri originali che lasceranno il gruppo per motivi diversi.

Il fascino di ‘Jersey Boys’ è nella storia narrata, nella musica che ha la capacità di coinvolgere e appassionare anche chi ha sempre ascoltato altro; è un’eccellente prova cinematografica di genere di uno dei migliori registi contemporanei divenuto da tempo punto di riferimento del Cinema classico americano.

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Autore Paco De Renzis

Nato tra le braccia di Partenope e cresciuto alle falde del Vesuvio, inguaribile cinefilo dalla tenera età… per "colpa" delle visioni premature de 'Il Padrino' e della 'Trilogia del Dollaro' di Sergio Leone. Indole e animo partenopeo lo rendono fiero conterraneo di Totò e Troisi come di Francesco Rosi e Paolo Sorrentino. L’unico film che ancora detiene il record per averlo fatto addormentare al cinema è 'Il Signore degli Anelli', ma Tolkien comparendogli in sogno lo ha già perdonato dicendogli che per sua fortuna lui è morto molto tempo prima di vederlo. Da quando scrive della Settima Arte ha come missione la diffusione dei film del passato e "spingere" la gente ad andare al Cinema stimolandone la curiosità attraverso i suoi articoli… ma visto i dati sconfortanti degli incassi negli ultimi anni pare il suo impegno stia avendo esattamente l’effetto contrario. Incurante della povertà dei botteghini, vagamente preoccupato per le sue tasche vuote, imperterrito continua la missione da giornalista pubblicista.