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Massoneria e tegolatura

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Massoneria


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Tra errori terminologici e sostanziali

Una delle domande più frequenti che vengono poste in tema di Massoneria riguarda le modalità di ammissione.

Come si diventa Massoni?

Nonostante tante informazioni siano oggi reperibili anche in rete, molte sono le false convinzioni, tanti i pregiudizi.

Spesso, sono gli stessi ‘iniziati’ che fanno confusione, anche quelli che hanno una lunga appartenenza o ricoprono cariche di vertice.

Tradizionalmente, l’unico modo era quello di essere presentato da qualcuno che ne facesse già parte.

Solitamente un Maestro, che si presta a fare da presentatore, garantendo per il bussante.

Oggi, tutte le maggiori obbedienze hanno un sito e una procedura online per richiedere l’ammissione.

Le richieste ai siti nazionali vengono poi smistate alle città di appartenenza del candidato.

Questo come primo passo.

La procedura, però, è molto articolata.

Normalmente, da questo momento, passano anche due o tre anni prima di ricevere l’iniziazione.

Ma come funziona nel dettaglio? Posto che, per le varie Obbedienze, la procedura è molto simile?

Nel caso in cui la strada sia quella del presentatore interno, viene inoltrata domanda alla Loggia di appartenenza dello stesso, comprensiva di curriculum, carichi pendenti e casellario giudiziale, oltre che qualche foto.

Contrariamente a quanto accade per ogni organo politico ed elettivo, per essere ammessi in Massoneria bisogna avere una fedina penale immacolata.

Nel caso di procedura telematica, la persona viene smistata dagli organi regionali, di solito il Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili, ad una delle Logge che sono attive presso la città del richiedente o a quella più vicina, nel caso di centri che non ne vedono la presenza.

Delle candidature viene data ampia diffusione, perché chiunque possa dare informazioni utili all’ammissione o al rigetto.

Il Venerabile dell’Officina presso la quale è stata presentata la domanda, inoltre, nomina dei Commissari, che hanno un compito importante e delicato, quello di stilare una relazione, detta anche Tavola di valutazione.

Nella prassi, questa valutazione viene chiamata tegolatura, ma in modo assolutamente improprio.

In termini precisi, la tegolatura è, invece, la procedura di verifica delle credenziali di un visitatore, sia proveniente da un’altra Loggia che dall’estero.

Per cui, la tegolatura propriamente detta mira a verificare se l’ospite è realmente un iniziato o un millantatore, con un colloquio volto a verificare la reale conoscenza dell’Istituzione, in merito a tutta una serie di aspetti di cui dovrebbe essere al corrente solo chi è realmente Massone.

Sebbene il termine sia ampiamente usato, i regolamenti dei vari Ordini mantengono ben ferma questa distinzione.

Ma se l’uso esteso può essere compreso quando ci si trova in contesti non formali, in occasioni pubbliche e in documenti ufficiali questa sovrapposizione ci sembra imperdonabile.

Tanto più imperdonabile quanto più è alta la posizione nella gerarchia interna.

Sull’etimo del termine, l’origine è dall’inglese Tayler, che, in ambito latomistico, indica il Custode della Loggia, di solito un Sorvegliante.

Da questo deriva l’azione, ovvero to tail a visitor, tegolare un visitatore.

Il vocabolo in inglese antico per Tayler, da cui lo stesso deriva, era Tigele, che a sua volta viene dal latino Tegula.

La tegola, in questo caso, è quella che copre il tempio, lo mette al riparo da insidie esterne.

Tornando ai Commissari, il loro compito, come dicevamo, è molto importante, per cui il Venerabile li sceglie tra i Maestri più anziani ed esperti della sua Officina.

La loro relazione verrà letta durante le votazioni e darà a tutti i componenti della Loggia gli elementi per accettare o meno un bussante.

Sarebbe buona norma cominciare a fare una chiacchierata con il fratello presentatore, visto che è sicuramente una persona che dovrebbe conoscere bene il bussante.

Qualcuno ritiene che la prima intervista andrebbe fatta proprio a lui.

Ci ritroviamo.

Perché lo presenta? Che qualità ha visto nel profano? In che tipi di rapporti è con lui?

Oltre questo, cosa bisognerebbe prendere in considerazione, quando si effettua questa valutazione?

I requisiti richiesti sono quelli di essere liberi e di buoni costumi.

Come abbiamo sottolineato in un precedente scritto, alla nascita della Massoneria moderna, nel 1717, libero significava non essere in condizioni di schiavitù.

Nel mondo occidentale questo criterio non ha più senso, fortunatamente.

Non in quell’accezione.

Sicuramente non possiamo far riferimento nemmeno ad una liberazione di natura iniziatica.

Cosa significa, nel terzo millennio, essere liberi?
L’attribuzione di una qualsiasi valenza esoterica al concetto di libertà è da scartare in partenza. Chi bussa è un profano, il suo grado di liberazione non può ancora essere quello che si richiede ad un iniziato. Porta ancora la benda. Non ha ancora ricevuto, sia pure ritualmente e virtualmente, la Luce. Inoltre, quanti Fratelli, anche giunti al grado di Maestro, possono affermare di aver realmente raggiunto lo stato di liberazione in senso iniziatico?
Pietro Riccio – Riflessioni sugli Antichi Doveri e i Landmark – II parte

Una delle prime cose è l’autonomia economica sufficiente a sostenere i costi di partecipazione.

Anche qui sgombriamo il campo da ogni possibile illazione.

Le quote, dette anche capitazioni, sono più basse delle rette di una palestra di medio livello.

Molto al di sotto, dunque, di alcuni circoli considerati esclusivi.

Aspetti economici a parte, cosa altro devono verificare i Commissari?

Si è soliti dire che il compito è di capire se la persona sia adatta al percorso.

Cosa che, in sé, vuol dire tutto e niente.

Un altro pregiudizio da sfatare è quello che vorrebbe ammesse solo persone che hanno una posizione sociale importante.

Non si tratta di un requisito, e, di solito, è possibile trovare tra gli iscritti professionisti, negozianti, operai, docenti, impiegati, piccoli o grandi imprenditori.

Ma quindi, chi è adatto a diventare Massone?

Per rispondere a questa domanda bisogna prima definire qual è l’obiettivo del percorso di cui dicevamo.

Ven. Fratello 1° Sorvegliante, a che scopo ci riuniamo?
1° Sorv. Per edificare Templi alla Virtù, scavare oscure e profonde prigioni al vizio e lavorare al Bene e al Progresso dell’Umanità.
Rituale di Apertura del Lavori in Camera di Apprendista

Il primo vero Lavoro è quello su se stessi.

Quello che consente di scavare oscure e profonde prigioni al vizio, di edificare Templi alla Virtù.

La Massoneria è un percorso di elevazione spirituale.

La metafora è quella della pietra grezza, che va sgrossata.

Ognuno di noi ha tanti difetti.

Il primo passo è quello di conoscersi, analizzarsi.

Ed ammettere i propri punti deboli, le proprie paure, le asperità del proprio carattere.

Si tratta, soprattutto, di una crescita in termini di consapevolezza che, gradualmente, porta alla Gnosi, alla Conoscenza, da non confondere con quella nozionistica.

Il Sapere che il Massone insegue non è quello scolastico.

L’errore che si commette è quello di pensare che la finalità sia l’erudizione.

Non che sia da considerare un male, ci mancherebbe.

Ovviamente ci vuole anche la spinta a studiare, ad approfondire una simbologia antica e affascinante.

Ma si acquisisce veramente un simbolo quando lo si intuisce intimamente.

La Massoneria non può ridursi ad essere una rete di professionisti.

Non può limitarsi ad essere l’acquisizione di nozioni.

Purtroppo, sempre più si tende a dimenticare che si tratta di un Ordine iniziatico.

La beneficenza, il mutuo soccorso, la filantropia, sono un aspetto, una conseguenza del percorso.

Non il percorso.

Per cui, quali dovrebbero essere le caratteristiche di una persona perché possa essere ricevuta?

Continuiamo a pensare che le qualità debbano essere quelle umane.

Ad occupare le Colonne ci sono sempre più sepolcri imbiancati.

Chi vuole intraprendere il cammino iniziatico dovrebbe essere innanzitutto aperto al dubbio.

Chi è convinto di essere in possesso della verità si sente arrivato.

Non può affrontare un percorso di crescita.

Guagliù stateme a sentì: questo è il bene [disegnando alla lavagna un punto interrogativo] … e questo è il male [disegnando un punto esclamativo]. Il bene è il dubbio, quando voi incontrate una persona che ha dei dubbi state tranquilli, vuol dire che è una brava persona, vuol dire che è democratico, che è tollerante, quando invece incontrate questi qui [indicando il punto esclamativo], quelli che hanno le certezze, la fede incrollabile, e allora stateve accorte, vi dovete mettere paura, perché ricordatevi quello che vi dico: la fede è violenza, la fede in qualsiasi cosa è sempre violenza.
Luciano De Crescenzo – Così parlò Bellavista

Non mi risulta che De Crescenzo sia stato Massone.

Ma, in poche parole, riassume come dovrebbe essere un Massone.

Il candidato adatto ha dei dubbi, non delle certezze.

È una brava persona.

È democratico e tollerante.

In un percorso iniziatico non servono persone con titoli altisonanti, con incarichi prestigiosi.

O vuoti contenitori di nozioni.

Non serve chi ha sempre la citazione latina appropriata da sciorinare.

Servono persone leali, in grado di gioire delle fortune di un Fratello.

Servono uomini su cui poter contare, seri, affidabili, leali.

Che non siano in vendita per un incarico o una prebenda.

Che abbiano dignità e rispetto di se stessi, prima che delle persone che li circondano.

Il Maestro muore per mano di ignoranza, fanatismo e ambizione.

Il Potere a cui un iniziato ambisce non è quello profano, non è quello terreno.

Un iniziato deve essere integerrimo, non può intrallazzare.

Soprattutto non può pensare di usare l’Ordine per usufruire di scorciatoie.

Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi consegnato ai Giudei; ma ora il mio regno non è di qui.
Giovanni 18, 36

Cristo, uno dei massimi emblemi del Maestro, che si sia cattolici o meno.

Purtroppo, spesso, la Massoneria diventa valvola di sfogo per mediocri che pensano di riscattare la propria pochezza indossando un grembiule importante.

Magari se i Commissari facessero attenzione a questi segnali si potrebbe pensare ad una Massoneria migliore.

Non importa se si parla impropriamente di tegolatura.

È un mero errore terminologico.

L’importante dovrebbe essere il processo attraverso il quale si va a decidere chi può ricevere l’iniziazione o chi può solo danneggiare l’istituzione.

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too;
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, nor talk too wise:

If you can dream – and not make dreams your master;
If you can think – and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same;
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ’em up with worn-out tools:

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss;
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: ‘Hold on!’

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings – nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much;
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds’ worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And – which is more – you’ll be a Man, my son!
Rudyard Kipling – If

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Autore Pietro Riccio

Pietro Riccio, esperto e docente di comunicazione, marketing ed informatica, giornalista pubblicista, scrittore. Direttore Responsabile del quotidiano online Ex Partibus, ha pubblicato l'opera di narrativa "Eternità diverse", editore Vittorio Pironti, e il saggio "L'infinita metafisica corrispondenza degli opposti", Prospero editore.