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Consiglio regionale Lombardia: mozioni approvate 19 gennaio 2021

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Palazzo Pirelli


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Le mozioni discusse

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Seduta pomeridiana di Consiglio regionale dedicata alla discussione di alcune mozioni.

Piano per la gestione delle risorse di Next Generation EU
Assicurare un procedimento quanto più pubblico e trasparente nell’elaborazione di ulteriori proposte per la gestione delle risorse di Next Generation EU spettanti a Regione Lombardia.

Ma anche un maggiore coinvolgimento delle Commissioni consiliari di Palazzo Pirelli, degli stakeholder, dei cittadini e degli Enti locali.

Sono i contenuti della mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle, primo firmatario il Consigliere Raffaele Erba, che ricorda come le Regioni abbiano “sottolineato la necessità di un loro coinvolgimento” nel percorso di predisposizione del cosiddetto Recovery Fund.

Next Generation EU, si ricorda nel testo:

è un progetto rivoluzionario non solo perché rappresenta il più ingente pacchetto di misure di stimolo mai finanziato dall’Unione Europea, ma anche poiché mira ad affrontare le sfide del futuro in modo innovativo, concentrandosi su tre obiettivi principali, spesso trascurati: potenziare e rendere equa la transizione verde, rafforzare la ricerca e l’innovazione, combattere le disuguaglianze sociali e di genere.

Vogliamo, ha sottolineato Erba

arricchire il meglio possibile le proposte che Regione Lombardia sottoporrà al Governo nazionale.

Il documento è stato votato all’unanimità.

A favore anche la Lega, che con il Consigliere Marco Colombo ha ricordato la

trasparenza e ricerca di condivisione, sempre dimostrata sia dalla Commissione Bilancio sia dall’Assessore Davide Caparini. Questo piano mette a disposizione risorse importanti, faremo il possibile per farle atterrare il prima possibile sul nostro territorio.

Sostegno alla proposta anche dal PD.

Ha osservato il Consigliere Pietro Bussolati:

Più si allarga il dibattito e la condivisione più si dà forza politica alle proposte di Regione Lombardia.

Disciplina della revoca negli organismi regionali di garanzia
Salvaguardare l’istituzione regionale in tutte le sue componenti, prevedendo l’inserimento della disciplina della revoca in tutte le leggi istitutive degli organismi regionali di garanzia, ad oggi solo la legge istitutiva del Difensore regionale ne è provvista.

Questo quanto richiesto in una mozione presentata da Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia, a tutela di tutti i componenti nominati negli organi di garanzia, tra gli altri Difensore regionale, Corecom, Consiglio per le Pari opportunità

considerato che si sono verificati episodi nei quali alcuni rappresentanti nominati negli organi di garanzia abbiano pubblicamente espresso opinioni o giudizi inappropriati o lesivi dell’immagine di esponenti politici a mezzo stampa o sui profili social.

Il documento, approvato oggi dall’Assemblea lombarda a larghissima maggioranza, 57 voti a favore, 1 astenuto, accoglie, inoltre, una proposta di riformulazione avanzata dal Consigliere Marco Fumagalli, M5S, che impegna l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale a predisporre una disciplina unitaria in materia di revoca, al fine di determinare un assetto di disposizioni coordinate e collegate a salvaguardia dell’istituzione regionale.

Iniziative concernenti i Medici di Medicina Generale
Un piano ampio e articolato per garantire la continuità e l’effettività dell’assistenza sanitaria di base assicurata dai medici di medicina generale.
Lo chiede una mozione proposta dal Movimento 5 Stelle, primo firmatario, Gregorio Mammì, e approvata dall’Aula con modifiche.

Il documento riporta i dati raccolti dalla Federazione Italiana Medici Medicina Generale: nei prossimi cinque anni, a livello nazionale, smetteranno di lavorare 14.908 medici di famiglia e circa 14 milioni di italiani potrebbero rimanere senza medico di base. Un quadro che vede la Lombardia in testa alle Regioni in cui sarà più pesante l’effetto dei pensionamenti: oltre 1802 i medici che lasceranno il lavoro nell’arco di tempo 2018 – 2022 e che potrebbero arrivare a oltre 4.100 professionisti in meno, considerando l’arco temporale sino al 2028. Una situazione che al momento non è in alcun modo compensata dall’arrivo di nuovi professionisti.

Casco refrigerante e continuità di cura per i pazienti oncologici
Garantire l’accesso ai reparti di radioterapia e oncologia per la continuità delle attività di diagnosi, terapia e follow-up dei pazienti oncologici e onco-ematologici. Dotare tutti i centri di oncologia di almeno un casco refrigerante, e relativo macchinario, per i pazienti che si devono sottoporre a cicli di radio e chemioterapia.

Sono gli impegni alla Giunta regionale, compatibilmente con le risorse disponibili, contenuti nella mozione presentata dalla Lega, prima firmataria la Consigliera Alessandra Cappellari, approvata oggi all’unanimità in Consiglio regionale.

Nel testo si sottolinea come nel corso della prima fase della pandemia siano state

riscontrate difficoltà nel garantire la continuità di cura ai pazienti oncologici e onco-ematologici ed è fondamentale in questa seconda fase procedere con la garanzia totale di accesso ai reparti di radiologia e oncologia per il mantenimento delle attività di diagnosi, delle terapie e dei follow-up.

Riguardo alla dotazione del casco refrigerante, viene invece ricordato che questo strumento, già sperimentato in alcuni ospedali, contribuisca a ridurre la caduta dei capelli, effetto collaterale delle cure anti-tumorali, e che

due nuove ricerche, entrambe pubblicate sul Journal of the American Medical Association, confermano la buona risposta da parte delle pazienti, con una perdita dei capelli in alcuni casi dimezzata rispetto a quella registrata nelle pazienti sottoposte alla chemioterapia, senza l’utilizzo del casco.

Ha commentato il Consigliere pentastellato Luigi Piccirillo:

Si tratta di un tema molto importante, un’ottima iniziativa. Non per polemica, ma visto che siamo ben oltre la prima fase della pandemia, potevamo occuparcene prima.

A favore anche il PD, che con la Consigliera Antonella Forattini ha confermato come il testo ammetta che

nella prima fase dell’emergenza sanitaria i malati di tumore non hanno ricevuto l’attenzione necessaria.

Sì convinto dai gruppi di centrodestra, che hanno sottolineato l’attenzione di Regione Lombardia verso i pazienti oncologici. La Consigliera Francesca Ceruti, Lega, ha ricordato fra le altre cose, il contributo di 250 euro per l’acquisto di parrucche erogato per le persone malate di cancro.

Parole cui hanno fatto eco quelle della Consigliera azzurra Simona Tironi:

Dalla nostra Regione si conferma l’impegno concreto nei confronti dei malati oncologici.

Semaforo verde pure dai Lombardi Civici Europeisti.

Ha detto la Consigliera Elisabetta Strada:

Il nostro gruppo anche in altri documenti ha voluto inserire il concetto di benessere dei pazienti e la mozione va in questa direzione.

Didattica in presenza nelle scuole superiori
Il Consiglio regionale ha respinto con 34 voti contrari due mozioni presentate rispettivamente dal Partito Democratico, prima firmataria Paola Bocci, e dal M5S, primo firmatario Andrea Fiasconaro, con la quale si impegnavano Presidente e Giunta a pianificare un parziale rientro nelle classi degli studenti.

Nei documenti si sollecitava tra le altre cose la necessità di procedere a più tamponi e ad avviare anche la programmazione dei vaccini anti-Covid per il personale scolastico e operante nelle scuole.

I gruppi di minoranza, sono intervenuti Paola Bocci, Fabio Pizzul e Jacopo Scandella per il PD, Raffaele Erba per il Movimento 5 Stelle, Elisabetta Strada per i Lombardi Civici europeisti, Niccolò Carretta del Gruppo Misto-Azione e Michele Usuelli di +Europa-Radicali, hanno evidenziato come la

scuola è una priorità perché la didattica a distanza rischia di creare grosse problematiche non solo riguardo alla dispersione scolastica ma anche per le pesanti implicazioni psicologiche.

Gli esponenti della maggioranza, Roberto Mura della Lega, Paola Romeo e Gianluca Comazzi di Forza Italia e l’Assessore Fabrizio Sala, hanno concordato sull’importanza del ritorno in classe ma hanno anche evidenziato

che tutto questo al momento è impossibile visto che il Governo ha messo in zona rossa la Lombardia che ha parametri che non rappresentano la reale situazione regionale. È per questa ragione che si è provveduto a fare ricorso al Tar per cancellare la decisione.

Patentino/tesserino di avvenuta vaccinazione Covid-19
Bocciata la mozione presentata dal gruppo Lombardi Civici Europeisti, prima firmataria la Consigliera Elisabetta Strada, che chiedeva di attivare

procedure e modalità operative per la predisposizione di una certificazione che, a completamento del ciclo di vaccinazione anti Covid-19, attesti l’avvenuta vaccinazione – ad eccezione di coloro che non possono vaccinarsi per motivi di salute – da rilasciare a tutta la popolazione lombarda vaccinata, da esibire ad esempio per l’utilizzo dei mezzi di mobilità pubblica, la partecipazione a manifestazioni pubbliche, culturali, sportive, attività socio ricreative, e affinché i gestori delle attività economiche della Lombardia che sono state maggiormente colpite, possano consentire con la certificazione l’accesso nelle proprie attività in totale sicurezza.

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