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‘Padre e figlio sotto spirito’ al Teatro Dei Conciatori

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Padre e figlio sotto spirito


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In scena a Roma dal 22 al 27 novembre

Riceviamo e pubblichiamo.

Dal 22 al 27 novembre presso il Teatro Dei Conciatori, Via dei Conciatori, 5, Roma andrà in scena lo spettacolo Padre Figlio e Sottospiritocon Antonio Tintis. Drammaturgia e regia Mauro Santopietro. Produzione Indigena Teatro in collaborazione con Sycamore T Company

Con il sostegno del Teatro Della Dodicesima e la residenza artistica di Errare Persona/Casa D’Arte sostenuta da MIBACT e Regione Lazio. Foto di locandina Michela Amadei, Foto di scena Manuela Giusto, Promozione Martina Mecacci.

Note di regia

Scelgo di scrivere queste note di regia come se avessi la possibilità di scriverle sotto forma di pagina di diario. Scelgo di farlo perché trovo sia più consono al tipo di operazione che siamo riusciti a portare avanti, attraversando un percorso di residenza in una provincia, insistendo su un concetto di onestà, non di artificio estetico.
Poche luci, una scena reale che riesca a raccontare però anche altro, un lavoro fatto da Antonio di reale connessione con il contenuto del testo più che della forma della drammaturgia; tutti ingredienti, parentesi in cui sospendere questo spettacolo.
La volontà è stata quella di voler entrare in una stanza emotiva, sconosciuta a noi come a chi vedrà il frutto di questo lavoro. Varchiamo la soglia del quotidiano per ritrovarci in un mondo molto simile, ma comunque differente al conosciuto e per questo ancora protetto mondo teatrale; e scopriamo subito che la voce – speravamo di trovarne o ritrovarne almeno una – è differente rispetto a quella che ascoltiamo ogni giorno.
Quale voce parla? Quante voci ascoltiamo? Per entrare siamo costretti a riavvolgere il nastro dei ricordi, abbandonandoci alle suggestioni di ciò che potrebbe accadere in quel momento.
Forse le emozioni e la memoria emotiva se stuzzicata fa sì che i sentimenti siano sempre contrastanti e paradossali gli uni agli altri. Motore portante di questo nostro viaggio è quindi la storia, raccontarla nel modo più semplice, renderla affascinante certo, ma soprattutto fruibile.
Questa per me è la vera arma del teatro e della drammaturgia contemporanea.
Tornare a raccontare delle storie con un inizio, un centro e una fine. Questo è stato l’intento con cui si è rimesso mano alla drammaturgia e la base su cui costruire l’intera messa in scena.
I temi affrontati non sono però solamente il ricordo, bensì il presente e la speranza del futuro. Del futuro della mia generazione.
Non posso certo parlare per tutti, ma come tutti anche io soffro quotidianamente le criticità del mio contemporaneo e del mio comportamento. Questo spettacolo è stato l’occasione, forse più di altre, di fare un sano esame di coscienza, artistico e non.
Probabilmente nel guardarmi indietro, nel riavvolgere il nastro della vita ho cercato di compiere un primo passo di maturazione. Probabilmente negare il movimento di proiezione in avanti attraverso un movimento rivolto al passato è un processo inevitabile per crescere, per camminare in avanti. Un prendere la rincorsa e scontrarsi con il reale, accettandone i limiti, ma senza lamentarsene. Non c’è morale. Non c’è nemmeno ideologia, ma domande. Così è nata una preghiera.
Mauro Santopietro

‘Padre e figlio sotto spirito’
Teatro Dei Conciatori,
Via dei Conciatori, 5, Roma

Orari:
dal 22 al 26 novembre ore 21:15
il 27 novembre ore 18:00

Per prenotazioni:
Tel.: +39 06 45448982
info@teatrodeiconciatori.it
www.indigenateatro.com
www.sycamoretcompany.altervista.org

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