Con l’entrata in servizio della Pelikan Eco 23 il sistema diventa infrastruttura permanente lungo il Tevere e l’Aniene
Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa della Regione Lazio.
Con l’entrata in servizio della seconda unità navale Pelikan Eco 23 completamente elettrica, la Regione Lazio implementa il Pelikan System, configurando per la prima volta un modello strutturato e permanente di gestione integrata dei rifiuti fluviali applicato al bacino del Tevere e dell’Aniene.
L’intervento segna il passaggio da una fase progressiva e sperimentale a una piena infrastrutturazione operativa del sistema, nel quale barriere fluviali, unità navali e tecnologie di monitoraggio agiscono come un unico organismo funzionale.
Il sistema, varato oggi a Roma presso la sede del Circolo Canottieri Aniene, nasce con l’obiettivo di affrontare il problema dell’inquinamento fluviale non più attraverso interventi episodici, ma mediante una struttura continua e permanente capace di intercettare i rifiuti lungo tutto il loro percorso, prima che questi possano raggiungere il mare.
In questa prospettiva il Tevere e l’Aniene diventano non soltanto corsi d’acqua, ma infrastrutture ambientali strategiche, che la Regione Lazio ha inserito per la prima volta in una logica di gestione integrata che unisce prevenzione, raccolta e analisi scientifica.
Per Fabrizio Ghera, Assessore al Demanio e Tutela del Territorio della Regione Lazio:
Con l’ingresso in servizio della seconda unità Pelikan Eco 23 andiamo ad integrare il lavoro svolto dalle barriere raccogli plastica installate dalla Regione Lazio e quelle posizionate dall’Autorità di Bacino, con l’obiettivo non solo di intercettare e rimuovere i rifiuti galleggianti, ma anche di raccogliere dati fondamentali per prevenire l’inquinamento, educare le comunità e sviluppare politiche ambientali efficaci.
Grazie a questo intervento oggi Roma compie un passo fondamentale per la tutela ambientale e la sostenibilità dei nostri fiumi e mari.
Paolo Baldoni, CEO Gruppo Garbage ha dichiarato:
Le unità navali non sono semplici mezzi di raccolta ma piattaforme operative e laboratori galleggianti che consentono di intervenire nei tratti più complessi del fiume, di monitorare in tempo reale la qualità delle acque e di acquisire dati fondamentali per la comprensione e la prevenzione dell’inquinamento.
La collaborazione con la Regione Lazio conferma la possibilità concreta di sviluppare un modello di gestione dei corsi d’acqua che unisce innovazione tecnologica, responsabilità ambientale e visione strategica di lungo periodo.
Il Presidente Massimo Fabbricini conferma:
Il Circolo Canottieri Aniene è veramente felice di questa sinergia con la Regione Lazio.
Il nostro sodalizio ha sempre avuto a cuore le sorti del Tevere, dove tra l’altro quotidianamente si allenano campioni e soci comuni. Averlo più pulito sarà un privilegio per tutti.
Il Pelikan System come infrastruttura ambientale integrata
Il Pelikan System rappresenta oggi una infrastruttura ambientale multilivello costruita attraverso l’integrazione tra opere fisse e sistemi mobili.
Le tre barriere fluviali costituiscono il primo livello del sistema e sono collocate lungo i principali nodi idrografici del bacino del Tevere e dell’Aniene: Nomentana (Aniene), Fiumicino (Tevere), Capo Due Rami (Ostia Antica).
Queste strutture operano in modo continuo intercettando il materiale trasportato dalla corrente, in particolare vegetazione fluviale, tronchi, rami e rifiuti ingombranti che durante le fasi di piena vengono convogliati naturalmente lungo l’asta fluviale.
Le barriere non interferiscono con il regime idraulico del fiume e non ostacolano la navigazione, configurandosi come infrastrutture passive progettate per lavorare in armonia con la dinamica naturale del corso d’acqua.
Il loro funzionamento consente di trattenere grandi volumi di materiale prima che questo prosegua verso valle, riducendo in modo significativo il carico di rifiuti lungo il sistema fluviale.
Le 2 unità navali come piattaforme operative e laboratori galleggianti
Le due unità navali Pelikan Eco 23 rappresentano il livello dinamico e operativo del sistema e costituiscono un’evoluzione rispetto al concetto tradizionale di mezzo di raccolta.
Esse sono concepite come piattaforme operative multifunzione e laboratori galleggianti in grado di integrare attività di intervento diretto, monitoraggio ambientale e acquisizione di dati scientifici.
Le unità navali operano con una programmazione stabile di servizio pari a 3 uscite settimanali, per un totale di circa 6 ore operative per ciascuna uscita, nella fascia mattutina.
L’equipaggio è composto da 2 operatori per unità: un comandante di bordo e un marittimo specializzato. La loro funzione si estende alla raccolta dei rifiuti galleggianti nelle aree urbane e nei tratti non raggiunti dalle barriere fisse, ma anche alla ricognizione delle aree fluviali più complesse, comprese anse, sponde vegetate e zone sotto infrastrutture.
Attraverso l’utilizzo di droni aerei, le unità effettuano ricognizioni dall’alto del fiume, individuando accumuli e monitorando variazioni del sistema fluviale. Parallelamente i sistemi ROV subacquei consentono l’esplorazione della dimensione sommersa del fiume, mentre le sonde multiparametriche trasformano le unità in laboratori mobili capaci di rilevare in tempo reale parametri ambientali come temperatura, ossigenazione, torbidità e conducibilità.
La doppia struttura operativa del Tevere urbano
Con l’entrata in servizio della seconda unità navale si definisce una copertura operativa articolata lungo due assi complementari del Tevere urbano e periurbano.
La prima unità opera nel tratto Ponte Milvio – Isola Tiberina, garantendo il presidio del centro storico della Capitale, mentre la seconda opera nel tratto Ponte Milvio – Castel Giubileo, con particolare attenzione alla confluenza Tevere–Aniene.
L’evoluzione verso la propulsione full electric
La seconda unità navale introduce un’evoluzione tecnologica significativa nel sistema, essendo la prima Pelikan Eco 23 full electric. Questa transizione riduce l’impatto ambientale delle attività operative e rende coerente la componente navale del sistema con gli obiettivi di sostenibilità.
I risultati operativi del sistema
Dall’avvio delle attività, 14 aprile 2025, fino al 30 giugno 2026 il sistema ha intercettato oltre 139.000 kg di rifiuti, utilizzando tre barriere e la prima imbarcazione Pelikan System. I materiali comprendono vegetazione fluviale, tronchi, rami, plastiche disperse e rifiuti ingombranti, tra cui elettrodomestici e bombole.
Il sistema come modello di sostenibilità applicata ai fiumi
Il Pelikan System si configura come un modello avanzato di sostenibilità ambientale applicata alla gestione dei corsi d’acqua, nel quale infrastrutture fisse, piattaforme mobili e sistemi digitali convergono in un ecosistema funzionale.
Investimento pubblico e valore strategico
Il sistema rappresenta una infrastruttura pubblica permanente della Regione Lazio, destinata a operare come modello replicabile di gestione ambientale integrata.
Struttura operativa del Pelikan System
Il Pelikan System è composto da 3 barriere fluviali operative e 2 unità navali multifunzione, di cui una Full Electric. Il sistema integra intercettazione passiva, raccolta attiva, monitoraggio ambientale e analisi scientifica tramite droni aerei, ROV subacquei e sonde multiparametriche.
Box tecnico – Unità navale Pelikan Eco 23 Full Electric
– lunghezza fuori tutto: 7,10 m
– larghezza fuori tutto: 2,50 m
– pescaggio: 0,40 m
– propulsione: 2 motori fuoribordo Mitek da 30 CV a 48 V
– alimentazione: 2 batterie da 200 Ah
– velocità massima: 15 nodi
– velocità di crociera: 6 nodi
– velocità operativa in raccolta: 3 nodi
– autonomia operativa: 8 ore
– tempo di ricarica: 12 ore













