Cosa veramente merita di essere tramandato?
Sulle fondamenta di questo interrogativo, circa la natura di ciò che convenzionalmente si ritiene trasferibile alle generazioni successive, la coscienza collettiva ha plasmato, negli anni, l’idea di uomo, di società e persino di futuro a cui si è attualmente giunti.
La storia dell’educazione, infatti, può essere letta come un lungo percorso di selezione del sapere. Ciò che costituisce la base della formazione dell’individuo è il risultato di progressiva stratificazione storica nella quale le società hanno maggiormente avvalorato alcune discipline piuttosto che altre, ritenute fondamentali in relazione alle proprie esigenze, ai propri ideali e alla propria concezione dell’esistenza.
La paideia, come la cultura classica di insegna, rappresentava l’ampio progetto di formazione integrale dell’individuo e, soprattutto, del cittadino, in vista di una partecipazione civica attiva e produttiva.
La conoscenza della musica, della ginnastica, della poesia, della grammatica e della filosofia contribuiva alla costruzione di un essere umano capace di partecipare alla vita civile. Il sapere era così individuato come strumento di formazione dell’uomo e della comunità.
Nella stagione aurea del pensiero ellenico l’educazione assunse valenza prettamente filosofica: un percorso di acquisizione di nozioni finalizzato però al passaggio dall’apparenza alla virtù della conoscenza.
L’emblema del potenziale trasformativo del sapere si rinviene in una delle opere platoniche di maggiore risonanza storica, la Repubblica, che offre la rappresentazione più compiuta di tale edificante funzione della conoscenza attraverso le discipline culturali.
Educare significa sottrarre l’individuo all’oscurità dell’immediatezza e del fugace sapere fenomenico e orientarlo verso la ricerca della verità.
Il Medioevo con la sua notevole impronta spirituale ha relegato il sapere assoluto all’alveo della cultura cristiana.
Le arti liberali del trivio – grammatica, retorica e dialettica – e del quadrivio – aritmetica, geometria musica e astronomia – costituiscono l’ossatura della formazione intellettuale, riflesso di una concezione impostata sull’ordine gerarchico del cosmo e del posto occupato dall’uomo in esso.
La centralità del sapere e dell’educazione muta prospettiva nei secoli a venire quando la riscoperta dell’antichità restituisce dignità alla cultura umanistica ponendo l’uomo, la sua libertà e la sua capacità creativa al centro del processo formativo e culturale sociale.
Ma il momento storico che ha maggiormente costituito un punto di svolta nell’identificazione dell’io individuale nel processo di costituzione del sapere è il palcoscenico temporale dello Stato moderno e della società industriale che contribuirono all’attribuzione di funzione salvifica alla conoscenza, nell’ottica dell’abbattimento di atavici pregiudizi culturali.
Così, da privilegio di pochi, l’eredità culturale diviene progressivamente istituzione sociale e diritto. Non a caso si scelse fisiologicamente di affiancare alle scienze umanistiche saperi scientifici sempre più tecnici in perfetta coerenza con la complessità delle nuove esigenze civiche.
Ogni società, selezionando il sapere decretandone la sua necessaria trasmissibilità, compie implicitamente una scelta sulla propria idea di uomo e di futuro.
In questa prospettiva, tramandare il sapere non significa semplicemente preservare ciò che è stato, ma consegnare alle generazioni future la possibilità di oltrepassarlo.
I luoghi deputati all’istruzione, si configurano così come soglia tra memoria e avvenire, custodendo ciò che non deve essere perduto e, nello stesso tempo, preparando all’ignoto.
La missione, dunque, non risiede nella mera trasmissione di risposte definitive o di verità immutabili, bensì nella formazione di uno sguardo capace di interrogare criticamente la realtà, di penetrarne le contraddizioni e, attraverso la comprensione del mondo, di rivolgere incessantemente la domanda all’uomo, alla sua natura e al senso ultimo della sua esistenza.
Autore Pina Ciccarelli
Pina Ciccarelli, maturità Classica e Laurea in Giurisprudenza. Appassionata di Storia, Filosofia, Letteratura e Musica. La scrittura nasce dell'evasione, dal desiderio di donare colore alla vita, catartico abbandono all'immaginazione. Tra i sentieri nascosti del sublime, fuori dalle logiche del reale, per scoprire se stessi.













