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Alternativa ripida

Alternativa ripida

Quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta. Tiziano Terzani

Nell’odierno contesto di profonda polarizzazione delle scelte, operata in un sistema di forte sostituzione personale, in cui la logica dell’adattamento al preimpostato regna sovrana, il più grande atto di resistenza filosofica che anima e rinvigorisce lo spirito consiste nell’assecondare unicamente la volontà individuale producendo fatti ed eventi in continua evoluzione.

La ricchezza che deriva dalla possibilità ed i suoi molteplici sviluppi offre la giusta emancipazione intellettuale e autodeterminazione in uno spazio di costante definizione del sé.

L’incredibile bellezza dell’alternativa a ciò che esiste per convenzione, risiede nella sua intrinseca capacità di offrire esercizio critico continuo che impone di non accettare passivamente il dato di fatto ma di sondare la complessità del reale attraverso l’analisi dei bivi decisionali.

Pur vivendo gli effetti di un’epoca votata alla libertà in cui l’umano dispone di quantità infinite di possibilità, nascosta tra apparenti entusiasmi, non sfugge al pensiero critico una sottile e quasi impercettibile forma di conformismo che orienta costantemente l’azione, al limite di sentieri e percorsi già tracciati, semplici, immediati e precedentemente condivisi.

Ci si ritrova, dunque, a percorrere strade lastricate da appetibili sicurezze, avallate dalla moltitudine sociale, svilendo progressivamente la realizzazione della creatività individuale.
Così, accettiamo inconsapevolmente di seguire itinerari che altri hanno già decretato come desiderabili: una carriera ritenuta “di successo” più che realmente vocazionale, un’esistenza misurata sul riconoscimento sociale anziché sulla soddisfazione personale.

La libertà, quindi, nella sua veste contemporanea, si riduce ad una manipolazione conformista estremamente fine che suggerisce non tanto l’agire puro e la modalità di realizzazione, ma cosa sia in concreto opportuno desiderare.

La missione attuale di cui deve farsi carico la collettività, abbandonando timori e paure illusorie, si traduce nell’oltrepassare il limite di quando suggellato in codici convenzionali elevando la libertà alla sua forma suprema: sottrarsi alla rassicurante forza dell’abitudine e accettando soluzioni addirittura più incerte e metaforicamente ripide per una crescita individuale più autentica

È proprio in questa prospettiva che l’insegnamento di Tiziano Terzani acquista un profondo valore etico. La via più difficile è spesso quella che garantisce dignità al determinismo.

La discesa, il percorso sperimentato, seduce l’animo di chi cerca sicurezza e logoranti schematizzazioni vitali; l’alternativa ripida, invece, obbliga a misurarsi con i propri limiti, ad assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e a costruire, passo dopo passo, un’identità consapevole.

Le soddisfazioni più profonde non possono che nascere da tale apparente e meno conveniente soluzione, proprio perché vissuta con impegno e perseveranza, abbracciando ogni rischio.

L’alternativa ripida, quindi, diventa così metafora di una libertà autentica. La vittoria più grande non sta nell’attraversare i più insidiosi ostacoli esistenziali ma attraversarli per trasformarli in occasione di crescita, nell’affascinante ed auspicabile logica che cammino più arduo è, molto spesso, anche quello che conduce più lontano.

Autore Pina Ciccarelli

Pina Ciccarelli, maturità Classica e Laurea in Giurisprudenza. Appassionata di Storia, Filosofia, Letteratura e Musica. La scrittura nasce dell'evasione, dal desiderio di donare colore alla vita, catartico abbandono all'immaginazione. Tra i sentieri nascosti del sublime, fuori dalle logiche del reale, per scoprire se stessi.