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Yemen: video, Houthi nascondono mine tra gli aiuti ONU

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Il video, realizzato dalle Brigate dei Giganti, mostra come i ribelli filo iraniani abbiano nascosto armi e mine anti-uomo nei cartoni usati dalle Agenzie ONU per trasportare aiuti alimentari alla popolazione locale

I ribelli Houthi dello Yemen nascondono le mine anti-uomo che usano e che colpiscono soprattutto i civili yemeniti all’interno dei cartoni di aiuti alimentari delle Agenzie delle Nazioni Unite.

A scoprirlo e denunciarlo sono state le Brigate dei Giganti, formazione filo governativa yemenita impegnata da alcune settimane sul fronte di Marib.

Nel corso della loro avanzata nel distretto di Harib, sul fronte sud di Marib, i soldati hanno scoperto delle case con dei cartoni delle Agenzie umanitarie dell’ONU che contenevano mine e armi invece di cibo e beni di prima necessità.

Il tutto è stato documentato in un video diffuso dalla formazione armata yemenita che combatte con l’Esercito nazionale contro i ribelli Houthi.

Negli scatoloni sono state trovate le mine che i ribelli filo iraniani disseminano nel terreno prima di ritirarsi e che tante vittime stanno provocando tra i civili.

Il Ministro dell’Informazione yemenita, Muammar Al-Eryani, ha postato su Twitter il video prodotto dalle Brigate dei Giganti di depositi di mine e ordigni esplosivi lasciati dal gruppo Houthi prima di fuggire dal distretto di Harib, descrivendolo come un crimine efferato, che rivela il vero e brutto volto della milizia criminale.

Questo crimine efferato rivela i trucchi della milizia Houthi per il trasporto di armi e munizioni e ricorda il suo sfruttamento del lavoro umanitario e di soccorso come copertura per continuare a uccidere gli yemeniti e svolgere le sue attività criminali, così come ha impiegato gli aeroporti e porti per contrabbandare missili balistici e droni di fabbricazione iraniana.

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Autore Redazione Arabia Felix

Arabia Felix raccoglie le notizie di rilievo e di carattere politico e istituzionale e di sicurezza provenienti dal mondo arabo e dal Medio Oriente in generale, partendo dal Marocco arrivando ai Paesi del Golfo, con particolare riferimento alla regione della penisola arabica, che una volta veniva chiamata dai romani Arabia Felix e che oggi, invece, è teatro di guerra. La fonte delle notizie sono i media locali in lingua araba per dire quello che i media italiani non dicono.