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Yemen: Teheran chiede a Houthi di non negoziare la pace

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Il regime iraniano non vuole che si avviino trattative prima della caduta di Marib

Il Ministro degli Esteri yemenita, Ahmed Awad bin Mubarak, ha espresso il suo stupore per il fatto che l’amministrazione del Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, abbia cancellato il gruppo Houthi dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere, senza ottenere alcuna contropartita, come, ad esempio, uno scambio prigionieri, per testare le loro intenzioni.

In un’intervista al programma “L’altra dimensione” dell’emittente “Al-Arabiya”, il capo della diplomazia yemenita ha spiegato che il progetto Houthi e il suo sponsor iraniano mirano a controllare la penisola arabica e non solo lo Yemen, sottolineando che l’Iran ha consigliato agli Houthi di non negoziare con il legittimo governo yemenita prima di prendere il controllo di Marib, ancora inafferrabile per le sue milizie.

Per quanto riguarda le fonti di finanziamento degli Houthi, Bin Mubarak ha detto:

Si finanziano saccheggiando e vendendo gli aiuti internazionali e con il petrolio iraniano dato loro gratuitamente.

Tutto questo viene poi venduto al mercato nero alla popolazione locale.

Il Ministro degli Esteri yemenita ha rivelato come gli Houthi cerchino di fare il lavaggio del cervello ai bambini nei loro campi di addestramento e come attacchino i loro oppositori, per estendere la loro influenza con il genere femminile picchiando le donne.

Per quanto riguarda il ruolo del nuovo inviato dell’ONU in Yemen, Hans Grundberg, ha auspicato che possa riprendere da quanto realizzato fino a questo momento senza dover ricominciare da capo, sottolineando l’importanza delle iniziative saudite e delle Nazioni Unite come road map per risolvere la crisi yemenita.

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Autore Redazione Arabia Felix

Arabia Felix raccoglie le notizie di rilievo e di carattere politico e istituzionale e di sicurezza provenienti dal mondo arabo e dal Medio Oriente in generale, partendo dal Marocco arrivando ai Paesi del Golfo, con particolare riferimento alla regione della penisola arabica, che una volta veniva chiamata dai romani Arabia Felix e che oggi, invece, è teatro di guerra. La fonte delle notizie sono i media locali in lingua araba per dire quello che i media italiani non dicono.