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Verso l’Agharty

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Verso l'Agharty di Vincenzo Cacace


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Olio su tela, cm.110×80

Era un punto geografico non segnato sulle “carte”… forse perché proprio a nessuno dei tanti viaggiatori del Sogno e dell’Intelletto… a nessuno dei sempre “assorti” asceti del Pensiero “basculante” distratti nel loro cercare, da quelle cose del mondo roboanti ed invasive… ma, neppure agli “altri”… i più puri cercatori dell’Oro Filosofale, era venuto mai in mente di mettere almeno un “cippo”, una lapide, un qualsiasi cartiglio… una sfinge o un'”erma” per ricordare che fin lì ognuno arrivando, ancora insoddisfatto e non completamente “trasmutato” dalla ricerca divenuta ossessiva di un luogo “altro” in cui ognuno, proprio come un errabondo Ulisse… ormai annoiato e inquieto nella “stasi” quotidiana, poi ripartito dalla pietrosa Itaca, potesse infine fermarsi e dire… ah
finalmente ti ho ritrovata… “Calipso”… mia Bellezza del Sé…!

Ma… solo per vedere il segno e non il limite… una stazione di posta per riacquistare il fiato… fare il punto sulla geografia dell’Anima e poi.. .riprendere la Via!
No proprio no… ma forse… io penso che, alcuni viaggiatori incogniti… più avvezzi alla Regola del Silenzio, con in tasca ritrovate e nascoste “verità”… ancor di più convintamente…n on abbiano inteso lasciar alcuna traccia!

Forse ci sono tracce su un’invisibile rotta del Cielo… ma chi le sa leggere… segni che rapidamente scompaiono… suggerimenti… ma, solo per alcuni… per pochi e non per molti!

Comunque permane!
Come un “Luogo” onnipresente… mobile, che a tratti… su ogni “via” appare e poi scompare!
Era ed è… un punto di connessione…e dovunque si trovi… è un incrocio…un luogo d’incontro di eterogenei ed esotici viaggiatori che, arrivano là, ancora confusi ma, è lì che, si sentono oltretutto, disambientati… è lì che si guardano intorno approcciandosi prima in maniera incerta e poi con le mani che, convulsamente, articolano il linguaggio dei gesti… e le inaridite bocche, che emettono i loro fonemi, asciutti… disidratati… con le lingue serpeggianti… come arenate “anguille”… si dibattono tra le impolverate ed “arse” labbra… perché sono le assetate “radici”, estirpate dall’idioma “certo” del terreno natio… ed ora che, anch’io riprendo fiato prima di affrontare l’altra parte di un viaggio che immagino lunghissimo… ascolto quel confuso “cicaleggio” cercando di cogliervi almeno un senso… una direzione che possa alfine tornarmi utile….

Li sento discutere in un crescendo “mercatile”…
… oltre il mare della Terra di Mezzo…
Noo… afferma un altro con veemenza… è oltre il Centro del nostro Pianeta!
… al di sopra delle catene montuose… dove si perde il nostro sguardo… è oltre gli Urali… non ai confini del Mediterraneo alle propaggini di Atlante ma al Caucaso dove fu incatenato Prometeo… ma… no, è laggiù, in fondo, nella Terra dei Lama… verso il Tibet!
Verso quello che chiamano… il Tetto del Mondo…

Ed un altro ancora… con atteggiamento più scettici…
“Credo che sia nell’Oltre… oltre… oltre… e sempre più oltre… verso il Sogno sognato o quello progettato da svegli… comunque verso un illusione senza confini…”

Verso… verso… verso!
Verso il Mito della Città Proibita… la favolosa residenza degli Invisibili… verso le nostre più assurde paure oppure… verso i nostri virtuosi desideri di elevazione… verso lo specchio ideale… quello che non inganna mai e… spietatamente ci rifletta, restituendoci la nostra Vera, intima immagine e… quindi sappia raccontare “cose” che, come farmaci dell’Anima possano risanarci dai nostri mali interni…

Ma, quando è che, ci siamo detti: “vestiamo il mantello del pellegrino e…. andiamo?”
… cerca di ricordare qualcuno!
“Beh… sai” risponde un altro… “io cercavo il Graal e invece mi ritrovo qui… ed è già la terza volta che ci ripasso”…
“Io, invece, ho tracciato un percorso leggendo i Tarocchi… ma di questo incrocio non vi è la carta!”
“Mi hanno detto… “perché ti lamenti di non aver trovato alcunché nelle nostre “cose arcane”… nei nostri “misteri’… ma, hai guardato bene dietro l’angolo?”
Certo… ma dietro, dove il muro finisce… c’è sempre un altro angolo….! Ed ora eccomi qui anch’io….

Chiacchiericci… nei quali tutti cercano di prevalere… mentre il sole maestoso tramonta infuocando il Cielo e le sue Nubi e… dalla profondità dell’Orizzonte saetta un ultimo bianchissimo raggio di luce tagliente, come un Laser direzionale lascia intendere che ogni cammino si perde nell’Immensità ed ogni personale intento per continuare più spediti, va ripulito… alleggerito dall’inutile gravame di cui ogni “cercatore” si carica come una provvista per il “viaggio”… carico che risente di quel “plumbeo umanare”… il contraltare penalizzante ed assoluto del più spirituale “Aureo Divenire”!

Agharty… è forse a est… o a nord verso Avalon… la Terra d’Ys… o Ultima Thule… oppure ad ovest… verso una Atlantide sommersa dalle acque… spoglie queste, rivendicate anche dalle sabbie del Grande Deserto, che erode ed ammanta tutto ad ogni turbinoso Ghibli… ad ogni “mugolante” Simun…
Effetti psicodinamici degli Elementi che si fanno strada nella memoria… da affrontare come “peregrinazioni” dell’Anima!

L’Agharty attende… forse che il passo nascosto sulle vette dell’Himalaya, chetata per un attimo la perenne “tormenta”, lasci intravedere la sua valle ridente nella quale ogni pellegrino possa, infine, trovare la meta a cui aspira.

Non ho certezza, se sia la mia… ma in fede, confido che, ne sappia assumere le forme … se soltanto io stesso riuscissi ad avanzare serbando tanta di quella plasmabile sostanza, regalatami dal Sogno, nello spazio dentro di me… che, ad opera della ricerca di Conoscenza e dall’Amore che sinceramente cerco di profondere, è stato reso più capiente!

Ho saputo, inoltre, che, matite, pennelli e colori possono essere contemplati tra quelle cose che non “pesano” sull’Anima… anzi, sono da sempre considerati efficaci “strumenti” in grado di configurare efficienti “ali” per librarsi nel Cielo delle Idee… “idee-ali” appunto e… quindi… ho preparato già il mio “fagotto”.

Se… il leggendario Agharty… da qualche parte è lì che attende… ebbene, allora è lì che io vado… vado verso… anzi, anche per un certo “verso” tutto al mio interno… mi trovo già in cammino…!

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Autore Vincenzo Cacace

Vincenzo Cacace, diplomato all'Istituto d'Arte di Torre del Greco (NA) e all'Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato allievo di Bresciani, Brancaccio, Barisani, ricevendo giudizi positivi ed apprezzamenti anche dal Maestro Aligi Sassu. Partecipa alla vita artistica italiana dal 1964, esponendo in innumerevoli mostre e collettive in Italia e all'estero, insieme a Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Ugo Attardi, e vincendo numerosi premi nazionali ed internazionali. Da segnalare esposizioni di libellule LTD San Matteo - California (USA), cinquanta artisti Surrealisti e Visionari, Anges Exquis - Etre Ange Etrange - Surrealism magic realist in Francia, Germania e Italia.