Il rapporto tra clima, qualità dell’aria, ricerca e attività allevatoriale al centro dell’evento promosso dal Consigliere Marcello Ventura
Riceviamo e pubblichiamo.
Affrontare il tema delle emissioni in zootecnia senza pregiudizi ideologici, ma con un approccio fondato su dati, innovazione e sostenibilità concreta, è oggi una priorità non più rinviabile.
Oggi è un’occasione di confronto reale tra istituzioni, mondo produttivo e comunità scientifica, con l’obiettivo di individuare soluzioni efficaci e immediatamente applicabili.
La sfida è duplice: garantire la qualità dell’aria, riducendo al contempo le emissioni di ammoniaca, e allo stesso tempo, tutelare un comparto strategico per l’economia lombarda e per la nostra filiera agroalimentare.
Questo, in sintesi, il focus espresso dal Consigliere regionale Marcello Ventura, presidente della IV Commissione Attività Produttive e membro Commissione VIII Agricoltura, durante il convegno, ideato e promosso dallo stesso presidente Ventura, ‘Zootecnia, ammoniaca e qualità dell’aria. Soluzioni e prospettive’, svoltosi a Palazzo Pirelli e moderato da Alessandro Fantini, Direttore di Ruminantia.
In una nota Francesco Lollobrigida, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha evidenziato:
La zootecnia italiana è un asse portante dell’agroalimentare italiano. I nostri allevamenti sono tra i più sostenibili al mondo, grazie a una filiera che coniuga innovazione, benessere animale e qualità delle produzioni.
I dati ISPRA dimostrano che in meno di vent’anni, dal 2005 al 2023, le emissioni di ammoniaca sono diminuite del 18%. Le emissioni di particolato sono scese di oltre il 40% dagli anni ’90 ad oggi.
È un percorso virtuoso che intendiamo rafforzare e valorizzare, opponendoci a una narrazione ideologica che tende a demonizzare un intero settore.
L’azione del Governo è volta a difendere la realtà delle nostre aziende, che affonda le proprie radici nella tradizione e garantisce la tutela e il presidio del territorio e delle risorse naturali.
Per questo ci siamo battuti in Europa contro gli eccessi della direttiva emissioni industriali che equiparava in modo generalizzato i nostri allevamenti agli impianti industriali.
Continuiamo a batterci affinché gli allevatori abbiano a disposizione tutti gli strumenti necessari per essere competitivi sul mercato e non subire la concorrenza sleale di altri Paesi.
In particolare, rispetto al tema dell’urea, stiamo lavorando per garantire l’utilizzo di soluzioni alternative valide ed efficaci. Abbiamo già ribadito in Europa che nessun prodotto chimico può essere bandito in assenza di un’alternativa valida da un punto di vista tecnico ed economico.
Il digestato è una delle soluzioni più promettenti. Su questo filone abbiamo finanziato al CREA uno specifico programma di ricerca svolto in collaborazione con la Regione Lombardia.
Si tratta di un percorso che punta sull’economia circolare e sulla capacità di trasformare ciò che in passato era rifiuto in risorsa ed energia.
Sosteniamo inoltre la via dell’efficienza attraverso l’innovazione tecnologica, grazie a uno stanziamento senza precedenti e a un ampio ventaglio di misure del PNRR, quali i Contratti di filiera e il Parco Agrisolare, cui si aggiunge il Fondo Innovazione di ISMEA.
Dopo i saluti istituzionali di Federico Romani, Presidente del Consiglio Regionale, in cui ha rilevato:
Il tema delle emissioni di ammoniaca sia centrale: intervenire significa agire sulla qualità dell’aria. Il dialogo tra istituzioni, allevatori, tecnici e imprese può aprire una nuova fase in cui innovazione e sostenibilità diventano leve di competitività.
Insieme dobbiamo costruire un percorso che mantenga la Lombardia leader agroalimentare, tutelando lavoro, qualità e ambiente.
È intervenuto Mario Mantovani, Europarlamentare Vice Presidente Commissione Giuridica:
Siamo consapevoli che il modello green, pur necessario, ha messo in difficoltà soprattutto la nostra struttura agricola e il comparto degli allevamenti.
Per questo siamo qui non solo per evidenziare le criticità, ma per costruire modelli più equi, che tutelino un’agricoltura non industriale e il lavoro quotidiano delle nostre imprese.
Servono tre pilastri chiari: difesa e stabilità del reddito, ferma opposizione a ogni ipotesi di ridimensionamento imposto degli allevamenti e una decisa valorizzazione e protezione delle produzioni made in Italy, patrimonio riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
È seguito l’intervento di Carlo Fidanza, Europarlamentare e coordinatore Commissione AGRI, che nel merito ha dichiarato:
Qui a Strasburgo stiamo affrontando un tema cruciale per agricoltura e zootecnia come quello dei fertilizzanti: la crisi internazionale incide su disponibilità e prezzi e rischia di diventare molto complessa.
Per questo chiediamo misure rapide, a partire dalla sospensione della tassa carbonica europea ETS.
Parallelamente, con la relazione sul futuro della zootecnia vogliamo rimettere al centro il settore, superando ogni demonizzazione: la zootecnia sostenibile non è il problema ma parte della soluzione.
Serve garantire competitività alle imprese, tutelare le produzioni di qualità e assicurare reciprocità negli standard europei.
Su tale fronte, Floriano Massardi, Presidente della Commissione Agricoltura, ha evidenziato:
Il tema di zootecnia, ammoniaca e qualità dell’aria va affrontato con serietà, partendo da dati scientifici e dall’esperienza sul campo: non è corretto attribuire automaticamente al settore ogni responsabilità.
La zootecnia è parte di un ciclo naturale e le soluzioni per ridurre le emissioni esistono già, con tecnologie efficaci e sostenibili. Ecologia e allevamento non sono in contrapposizione, devono procedere insieme.
Fermare la zootecnia lombarda significherebbe bloccare metà della produzione nazionale e indebolire filiere, export e sovranità alimentare: non è un’opzione.
Dal canto suo, Alessandro Beduschi, Assessore Regionale all’Agricoltura, ha precisato come: “La zootecnia lombarda non è il problema, ma parte della soluzione: lo dimostrano gli investimenti già introdotti e un settore che negli ultimi anni ha fatto passi avanti concreti nella riduzione delle emissioni. Ora però bisogna fare un salto di qualità: riconoscere a livello normativo le innovazioni che funzionano e accompagnare le aziende con regole sostenibili, non punitive. La qualità dell’aria è un obiettivo che condividiamo, ma non può essere perseguito mettendo fuori gioco un comparto che produce valore e qualità alimentare. La sfida è tenere insieme ambiente ed economia, e la Lombardia sta dimostrando che questo equilibrio è possibile.”.
Il presidente della IV Commissione Ventura traccia poi una linea: “Oggi è emerso con chiarezza che la zootecnia lombarda non è il problema, ma parte della soluzione. Proprio per questo serve un salto di qualità: non bastano interventi parziali come la sola copertura delle vasche, occorre agire sull’intero ciclo. L’obiettivo è definire linee guida regionali che riconoscano le soluzioni innovative validate dalla ricerca, aprano un confronto con il Governo e portino in Europa proposte efficaci, capaci di tenere insieme ambiente ed economia senza penalizzare il settore.”
E’ giunto anche il contributo di Giovanni Malanchini, consigliere regionale, Membro Comitato Europeo delle Regioni. Sul versante tecnico, sono intervenuti Daniele Aspesi – Ingegnere chimico Marcello E. Chiodini, PhD – Università degli Studi di Milano Marco Acutis – Prof. Università degli Studi di Milano.
Presenti, tra i partecipanti all’evento, i rappresentanti di Confagricoltura Lombardia, Coldiretti Lombardia, AIC – Associazione Italiana Coltivatori, CIA – Confederazione italiana Agricoltori, Copagri Lombardia, ANAFIBJ – Associazione Nazionale Allevatori Frisona Italiana, Bruna Alpina, Jersey, e ARA Lombardia – Associazione Regionale Allevatori.













