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Università IULM: Borghetti a seminario di formazione con Liliana Segre

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Carlo Borghetti e Liliana Segre


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‘Solidarietà a Liliana Segre. Guarire dall’odio si può, ricordando i fatti e riconoscendo la dignità dell’altro’

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Il Vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti, PD, è intervenuto questo pomeriggio, 28 ottobre, al seminario e corso di formazione per giornalisti ‘Dal Binario 21 ad Auschwitz. Il linguaggio dell’odio’ che si è tenuto all’Auditorium dell’Università IULM di Milano, moderato dal giornalista Enrico Fedocci.

Al centro dell’incontro, il racconto di Liliana Segre, testimone sopravvissuta alla Shoah, divenuta in questi giorni vittima di attacchi personali sui canali social.

Nel portare il saluto istituzionale al seminario di formazione, il Vicepresidente Borghetti ha espresso in apertura dei lavori a nome dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia la solidarietà alla Senatrice Segre.

Ha sottolineato Borghetti:

Gli attacchi sconsiderati, gli insulti, che la senatrice è costretta ad affrontare, incentrati soprattutto su questioni come l’odio razziale, non devono capitare più.

Si tratta di meschinità che non feriscono solo Lei personalmente, ma ognuno di noi.

Nel commentare la toccante e lucida testimonianza di Liliana Segre, il Vicepresidente Borghetti ha rimarcato come

solo tenendo viva la memoria di quei tragici fatti si può evitare all’uomo la regressione alla quale siamo esposti ogni giorno. È pazzesco, infatti, pensare che si è addirittura classificata una nuova categoria di persone, quella dei cosiddetti hater, i seminatori anonimi di odio sui social network.

Il rigore, la schiena dritta che i testimoni della Shoah hanno sempre tenuto, dimostrando di non avere alcuna paura rispetto a minacce e insulti, è il vero nutrimento della nostra società. E chiama tutti noi, a iniziare dalla politica, a un di più di impegno, intervenendo con urgenza sui meccanismi di controllo dei social media, perché i reati compiuti sulla rete non devono rimanere senza responsabili.

All’aumentare della potenza dei mezzi di comunicazione corrisponde, purtroppo, una diminuzione della qualità dei contenuti. Guarire dall’odio si può, ricordando i fatti e riconoscendo che la comunicazione è relazione che si basa sul rispetto della dignità dell’altro.

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