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Una fastidiosa cefalea nelle donne

cefalea catameniale

La cefalea catameniale è conosciuta meglio con la definizione di emicrania mestruale o del ciclo.
Si presenta in alcuni soggetti, approssimativamente in 5 milioni di donne in Italia, intorno al periodo mestruale ed è determinata dalla fluttuazione dei livelli ormonali, soprattutto dal calo degli estrogeni prima dell’inizio del flusso mestruale, anche se presenta una certa familiarità predisponente e, quindi, verosimilmente genetica.

La riduzione estrogenica tende a provocare una vasodilatazione a livello cerebrale, che è la causa diretta del mal di testa con un dolore di intensità variabile, che può associarsi a nausea, talvolta vomito, fotofobia o disturbo alla luce e particolare sensibilità a rumori e odori.

Il dolore insorge tipicamente nei 2 – 3 giorni precedenti all’inizio del ciclo e talora impedisce e/o rallenta lo svolgimento delle regolari attività quotidiane, risultando, quindi, piuttosto inabilitante per il lavoro, i rapporti familiari e amicali,

Peraltro, possono anche aggiungersi altri sintomi associati alla sindrome premestruale, come dolori lombari, irritabilità e calo della concentrazione e del tono dell’umore.

Ovviamente, il primo approccio consiste nel modificare quegli stili di vita che risultano dannosi per la salute.

È quindi importante avere un’alimentazione equilibrata, povera di caffè e di alcol, un sonno regolare e ricordarsi di mantenere uno stile di vita attivo e poco sedentario, con dieta equilibrata.

Il riposo notturno e lo sport aiutano ad attenuare lo stress e, di conseguenza, parte della sintomatologia associata al mal di testa.

La cura farmacologica di prevenzione o contrasto può essere preceduta o associata ad integratori come Griffonia, Partenio, Magnesio. Tali sostanze agiscono anche sulla componente legata alle variazioni del tono dell’umore e andrebbero assunte già almeno 10 giorni prima della presunta insorgenza delle mestruazioni.

Alcune evidenze cliniche mostrano l’utilità dell’approccio terapeutico attraverso l’agopuntura e alcune forme di “attività fisica” associata ad esercizi respiratori come lo Yoga.

Il trattamento farmacologico, invece, prevede l’utilizzo di antidolorifici/antinfiammatori come paracetamolo, ibuprofene, indometacina, ketoprofene, naprossene, nimesulide, sotto controllo medico e adeguata protezione gastrica e, all’occorrenza, farmaci anti-nausea.

Utile, in particolare, un analgesico della famiglia dei triptani, che può essere usato anche come prevenzione di questa cefalea e che, in tal caso, deve essere assunto a partire da un paio di giorni prima dell’inizio del ciclo mestruale per circa 4 – 5 giorni.

Per la prevenzione dell’emicrania in generale e, quindi, anche dell’emicrania mestruale, molto efficaci sono gli anticorpi monoclonali, una nuova categoria di farmaci in grado di bloccare una piccola proteina presente in eccesso nel cervello degli emicranici e che innesca il mal di testa con la dilatazione dei vasi sanguigni.

È sufficiente una puntura al mese per ridurre di oltre la metà i giorni di mal di testa al mese.

Tali farmaci andrebbero prescritti dopo attenta valutazione dallo specialista neurologo.

La prossima volta parleremo di alcune curiosità su come viene rappresentato il mal di testa nella tradizione.

Vi aspetto!

Autore Altiero Biello

Altiero Biello, medico-chirurgo, specialista in Ginecologia ed Ostetricia, con particolare competenza in infertilità di coppia, diagnostica ecografica, medicina in menopausa. Dirigente Medico presso PMA Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (NA), specialista territoriale, pratica tutte le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Cultore di Studi Tradizionali è il fondatore dell’Associazione Culturale “Il filo sotterraneo: oltre la nebbia” alla ricerca di testimonianze di studiosi, traduttori ed archeologi indipendenti che sembrano far risalire la nostra civiltà ad un’antichissima tradizione e cultura.