Home Rubriche Menorah Un viaggio massonico nel senso profondo del costruire e demolire

Un viaggio massonico nel senso profondo del costruire e demolire

costruire e demolire
Basilica di Santa Caterina a Galatina (LE)

Il proverbio napoletano Chi fraveca e sfraveca nun perde tiempo custodisce una saggezza antica che trova eco potente nella tradizione massonica ed esoterica.

Nella sua apparente semplicità, questo detto racchiude il senso del lavoro incessante, dell’impegno costante e del valore dell’esperienza, anche quando essa sembra vanificata da un apparente fallimento o dalla necessità di ricominciare.

Un vero Massone sa che ogni atto, ogni tentativo, ogni costruzione e perfino ogni distruzione sono passaggi indispensabili per la crescita interiore e la ricerca della Luce.

Nulla è davvero vano. Nulla è tempo sprecato.

Il cammino massonico si basa sulla continua lavorazione della propria pietra grezza, che rappresenta l’uomo imperfetto, con le sue passioni, limiti e vizi. L’obiettivo dell’Iniziato è trasformarla in pietra cubica, simbolo di perfezione, equilibrio e armonia.

Ma chi lavora la pietra sa bene che, a volte, un colpo sbagliato costringe a riprendere da capo. Questo processo di fravecatura e sfravecatura non è un fallimento, bensì un momento prezioso di apprendimento.

Così come l’arte muratoria insegna, è scolpendo, sbagliando e correggendo che si affina la mano e si purifica lo spirito. Ogni frammento che cade dalla pietra è un piccolo pezzo di imperfezione eliminato.

Il racconto di Hiram Abif, il mitico architetto del Tempio di Salomone, illumina profondamente questo tema. Hiram, maestro sapiente e simbolo dell’arte muratoria, lavorò con dedizione a un’opera grandiosa, pur sapendo che la sua vita sarebbe stata minacciata da chi cercava di strappargli il segreto della Maestria. Quando i tre compagni lo aggredirono, non rivelò la parola segreta, rimanendo fedele al suo giuramento fino alla morte.

In quel sacrificio, la leggenda ci insegna che anche ciò che sembra distruzione, la morte del Maestro, è, in realtà, passaggio verso un livello superiore di coscienza.

Fravecare – costruire – e sfravecare – distruggere – sono dunque le due facce di un’unica medaglia: quella del perfezionamento dell’Uomo.

Come mostra l’arte muratoria

Labor et silentium
lavoro e silenzio.

La pazienza nel ricostruire dopo ogni errore e la capacità di tacere, osservare, meditare sul proprio operato, sono qualità essenziali.

Il Massone sa che ogni azione è un mattone posato nel Tempio interiore. Anche se un progetto si interrompe, se un’illusione crolla, non è tempo perso: l’esperienza accumulata diventa base per il futuro.

La Loggia stessa, nella sua forma rettangolare orientata Est-Ovest, rappresenta un perenne cantiere spirituale. Ogni fratello è, al tempo stesso, architetto e operaio del Tempio dell’Umanità.

Le colonne Boaz e Jachin, i tre Grandi Lumi, gli strumenti come la squadra e il compasso: tutto ci ricorda che l’opera massonica è un processo dinamico. Non esiste un punto d’arrivo definitivo.

Ogni tornata rituale è un atto di costruzione; ogni meditazione, un colpo di scalpello. Ogni riflessione sui propri limiti è una demolizione degli ostacoli interiori.

E, come recita un motto latino caro alla tradizione:

Per aspera ad astra

Attraverso le difficoltà si giunge alle stelle.

Il tempo come maestro

Un Massone non perde mai tempo perché sa che questo è il primo Grande Architetto, il costruttore universale. Il ritmo della vita, come il metronomo di un cantiere sacro, ci guida a rispettare le tappe necessarie della nostra evoluzione.

Come diceva Hiram ai suoi operai:

Il Tempio si erige un giorno alla volta; nessun mattone può essere posto prima del suo tempo.

Questa verità ci insegna che ogni attesa, ogni pausa, ogni revisione del progetto è parte essenziale dell’Opera.

Costruire e demolire come atti iniziatici

Nell’esoterismo massonico, costruire significa dare forma all’energia spirituale, mentre demolire significa liberarsi di ciò che ostacola la crescita. Tale alternarsi di fravecare e sfravecare è il cuore stesso dell’Iniziazione. Non c’è progresso senza distruzione del superfluo.

Ecco perché il Massone non teme gli errori, non si avvilisce davanti agli imprevisti:

Tempus omnia revelat

Il tempo rivela ogni cosa.

Anche ciò che oggi appare come un fallimento, domani sarà compreso come un tassello prezioso del proprio cammino.

Chi fraveca e sfraveca nun perde tiempo non è soltanto un proverbio popolare: è una sintesi perfetta dell’arte massonica e del cammino iniziatico. Ogni costruzione e ogni distruzione, nel mondo e dentro di noi, sono passi verso la Luce.

Il Massone, come Hiram, è chiamato a impegnarsi senza sosta, a scolpire sé stesso, a non temere di ricominciare.

Perché, come dice la tradizione:

In labore virtus

Nella fatica risiede la virtù.

E solo chi lavora sulla propria pietra interiore può aspirare a erigere un tempio degno della Gloria del Grande Architetto dell’Universo.

Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero Pensatore.