Home Territorio UGL: emendamenti al PiTESAI bloccano sviluppo industriale Italia

UGL: emendamenti al PiTESAI bloccano sviluppo industriale Italia

186
UGL Chimici


Download PDF

A rischio posti di lavoro ed indipendenza energetica

Riceviamo e pubblichiamo.

La transizione energetica di un paese come l’Italia non può avvenire a colpi di emendamenti, il tema va gestito con senso di responsabilità!

È critica la posizione dell’UGL Chimici nei confronti del Governo e delle forze politiche che hanno espresso la volontà di emettere un emendamento al decreto Semplificazioni, in merito al PiTESAI, il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, che, di fatto, porterebbe al blocco delle nuove attività di ricerca e trivellazioni.

Sottolineano il Segretario Nazionale UGL Chimici Luigi Ulgiati ed il Segretario Provinciale Ugl Chimici Ravenna Luca Michieletti:

Ciò risulterebbe essere un colpo al cuore del settore oil&gas italiano, già fortemente in difficoltà per l’incertezza del mercato del petrolio e per l’emergenza sanitaria in corso.

La tutela della sicurezza della salute e dell’ambiente sia nei luoghi di lavoro che del territorio sono i valori fondamentali da perseguire unitamente all’occupazione, allo sviluppo economico sostenibile per la crescita del Paese, per evitare la perdita dei posti di lavoro preludio all’assistenzialismo e dell’incremento del già pesante debito pubblico.

Tra le aree più colpite dall’emendamento ci sarebbe quella di Ravenna vista l’importante presenza delle concessioni minerarie degli idrocarburi e degli impianti di estrazione.

Spiegano i due esponenti dell’UGL Chimici:

Il testo proposto con lo scopo di semplificare ed accelerare l’emissione del PiTESAI in realtà, introduce ulteriori impedimenti ed incertezze e possibilità di un blocco delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale, prevedendo un’aggiuntiva restrizione del perimetro delle “aree in cui sarà consentito svolgere l’esplorazione e perforazione”, escludendo quelle con limitata potenzialità produttiva.

Il sindacato si rivolge direttamente al Ministro Patuanelli e all’intero Governo:

Il cambiamento climatico è uno dei prioritari temi ambientali, che riteniamo sia urgente affrontare attraverso interventi da pianificare in armonia con la trasformazione del settore energetico verso le fonti alternative.

Questi obiettivi vanno però raggiunti evitando costi sociali elevati, la perdita di moltissimi posti di lavoro e le conseguenti ricadute negative.

Le azioni che si stanno compiendo in Parlamento creano i presupposti per colpire duramente il sistema industriale ed energetico del Paese, la sua indipendenza energetica e lo sviluppo occupazionale.

Print Friendly, PDF & Email