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Trilogy – Greca

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Greca


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Prima che sapessi di te, il mondo mi appariva enorme e indomabile: un immenso groviglio di strade e di città che affastellavano la mia mente già confusa e solitaria.
Camminavo ramingo su cocci di vetri rotti; sparsi qua e là tra i sentieri che percorrevo senza averne cognizione, né alcuna flebile forma di consapevolezza.
L’unica cosa di cui fossi certo in quel tempo, era la precisa e determinata consistenza di tutto quanto il dolore lasciato alle mie spalle e delle cicatrici che mi restavano dentro, sul cuore, nel mio sentire e percepire più intimo e profondo.

Oggi ho scoperto e riscoperto che se avessi avuto dei figli, li avrei voluti e avuti soltanto da tua madre: non esiste, al mondo, una donna che come lei conosce fino in fondo il mio cuore; quello che ha patito e ciò che vi è germogliato; quello che le ha rivelato e ciò che le lascia intuire nel vivermi accanto.

Ogni essere umano ha e possiede dei segreti; ciò discende dal potere del libero arbitrio. Quando sarai più grande, comprenderai ciò che intendo dirti e che molto probabilmente adesso, ti sembra difficile o addirittura oscuro.

Anche tu sei stata generata nell’oscurità di un ventre giovane e fecondo, ma prima che ciò accadesse, ho dovuto intraprendere un viaggio verso la nuvola di Luce su cui eri adagiata e da dove ci osservavi, sorridendo a volte, intristendoti altre; eppure, da lì, eri pronta a cogliere il momento opportuno, per tornare a vita nuova dalla luce divina in cui eri immersa e avvolta.

Da lì hai deciso; da lì sei discesa fin qui, spinta dalla forza di un amore di natura umana e al contempo divina, che ti ha rassicurato e motivata verso quel nuovo inizio, il tuo nuovo viaggio nel mondo, in questo preciso e determinato “mondo”.

La prima volta che ti ho vista è stato come specchiarsi negli occhi di Dio; piccola e chiara come un fiocco di neve. Unica e immensa come l’Amore da dove ti eri appena sganciata per giungere fra le braccia di tua madre e le mie.

A te ho consegnato nuovamente la mia vita, il mio sacrificio, il mio insistere nel vivere in questo mondo tanto assurdo, quanto strano e incomprensibile.
A te ho consegnato il mio coraggio, scevro di ogni paura insensata e priva di valore, se non quella che non ha nome né identità.

Rapida è la tua crescita; a volte mi par quasi che stia sfuggendo dalle mie mani quel tempo che all’inizio sembrava eterno e pertanto interminabile.

Sei in continuo cambiamento; mutevole e consapevole per quella Madre Natura che ti sta lasciando sbocciare come la più tenera e dolce delle rose di maggio: è questo il tuo mese di venuta tra noi. Già, avvolta dal manto di una Vergine Divina, è proprio nel tempo mariano che hai illuminato con la tua luce vitale la terra feconda di una donna che hai reso madre per la prima volta, con un atto unico e irripetibile quale sei.

Quanto somigli al bambino che ero; in te palpitano i miei antichi pensieri e i sogni che nel tempo ho smarrito, ma non dimenticato.

Prendi la mia mano Greca, portala al tuo volto primaverile e in un attimo, al di là del passaggio del tempo e dello spazio, ti ritroverai donna, con i tuoi sogni, le tue aspettative, i tuoi amori.

Sii salda in te stessa e in ogni istante, in ogni particella di te, dal corpo all’anima, e sentirai per ogni singolo giorno della tua vita, il mio amore per te e di chi ti ama da sempre.

Se riuscirai a sentirlo questo amore, unico e sconfinato, non ti sentirai mai sola, anche quando sarai in città che non conosci, in posti che non ti appartengono.

La tua casa è tutto ciò che ti porti dentro, con amore e in amore; ogni volto, ogni sorriso e ogni ricordo costituiscono la tua vera dimora e questa, bambina mia, ovunque sarai, è la casa che non lascerai mai.

Ascolta la voce che ti parla dentro; lei non ti tradirà mai. E se nel tuo viaggio in questo mondo ricorderai che sei amore, vero e genuino amore, nulla ti scalfirà né abbatterà e ti ritroverai forte e possente, come una vecchia quercia cresciuta tra il cielo e la terra, in compagnia del vento e della luce degli astri, al suono millenario del mare.

Tu sei Greca; sei amore e sei la prima gemma preziosa della mia “trilogia spirituale”.

Con Amore, tuo padre.

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