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Toscana: Presidente Rossi su Giorno del ricordo

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Enrico Rossi

‘Solo un rinnovato progetto europeo può evitare nuovi e possibili disastri’

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Solo un rinnovato e credibile progetto europeo, sostanziato di valori e in grado di affrontare e lenire i dolori del novecento, può aiutarci ad evitare nuovi e possibili disastri.

Occorre rammentarlo oggi, mentre si ricordano le vittime delle foibe e l’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia, rifiutando letture parziali e tese a legittimare nuovi nazionalismi e divisioni.

La memoria delle vittime deve renderci consapevoli e responsabili, deve esortarci a costruire identità che si fondino non su esclusioni ed espulsioni ma sulla ricerca di un futuro comune.

Con queste parole il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha concluso l’intervento che ha svolto oggi 12 febbraio in Consiglio regionale in occasione della seduta straordinaria dell’Assemblea toscana dedicata al Giorno del ricordo, istituito con legge nel marzo 2004 su iniziativa dell’allora Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, allo scopo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati di nazionalità italiana dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra.

Ha aggiunto il Presidente Rossi:

La pace si costruisce attraverso la verità, bisogna pertanto proseguire senza negazionismo.

Il quadro di cui parliamo è quello della fine della seconda guerra e del confine orientale.

La tragedia delle foibe vide un giustizialismo sommario.

Il Governo jugoslavo del maresciallo Tito stava cercando di costruire un’identità nazionale che coincideva con l’affermazione, in Jugoslavia, del movimento comunista.

L’apice della tragedia si ebbe nella primavera del ’45. Ci fu una vera e propria pulizia etnica anti-italiana. Togliatti ebbe parole dure contro gli istriani.

Eppure, in quello stesso periodo, ci furono voci e comportamenti di dissenso molto importanti anche all’interno della sinistra e degli stessi comunisti italiani.

In Toscana, a Livorno, ci furono straordinari esempi di accoglienza.

Oltre mille profughi furono accolti nella sola Livorno, al Calambrone e nel quartiere delle Sorgenti, in una città che dai comunisti era amministrata.

Il Presidente della Regione, nel ricordare che

solo dal ’43 al ’45 furono uccisi, come vittime innocenti, molte migliaia di italiani e che, in seguito, furono spinti all’esodo circa 350 mila persone di origine italiana

ha evidenziato che alla base di drammi come quello delle foibe

vi è la grande semplificazione che ha distrutto il patrimonio europeo costruito sulla diversità di lingue, culture e tradizioni, immolando questa ricchezza sull’altare dell’ideologia del nazionalismo esclusivo ed aggressivo.

Per questo, secondo Rossi, un rinnovato e credibile progetto d’Europa è necessario per costruire un futuro senza divisioni e senza conflitti.

A me piacque che nel 2011 la bandiera slovena sventolò al Quirinale accanto a quella italiana in occasione dell’incontro tra i due capi di Stato

ha detto ancora ricordando l’incontro, nel gennaio 2011, tra l’allora Presidente italiano Giorgio Napolitano e il suo omologo sloveno Danilo Türk.

Ha precisato Rossi:

La pace ed i rapporti amichevoli con la Slovenia e la Croazia non possono prescindere dal riconoscimento reciproco delle verità.

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