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Toscana, il progetto ‘Spesa per tutti’ raddoppia

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'Spesa per tutti'

8.100 pacchi distribuiti nel 2018, saranno 16.000 nel 2019

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Combattere la povertà e il disagio sociale, distribuendo generi alimentari alle famiglie in difficoltà, e nel contempo diffondere anche il messaggio di un uso consapevole dei prodotti, per l’abbattimento dello spreco alimentare.

È il senso del progetto ‘Spesa per tutti’, avviato dalla Regione nell’ottobre 2016, grazie a un accordo con terzo settore e grande distribuzione. Da allora il progetto è stato rinnovato ogni anno, e viene riconfermato anche per il 2019.

L’accordo, siglato da Regione, Conferenza episcopale – Caritas Toscana, Associazione Banco Alimentare, Unicoop Firenze, Esselunga spa, Conad del Tirreno, è stato presentato stamani dall’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, assieme a Marcello Suppressa, delegato regionale Caritas, Marco Tommasi, presidente del Banco Alimentare, Luciano Rossetti, procuratore e direttore soci Unicoop Firenze, Massimo Ciucchi, responsabile rete soci Toscana Conad del Tirreno, e David De Lauzieres di Esselunga spa.

La presentazione è avvenuta nella sede del Banco Alimentare all’interno della Mercafir, dove vengono stoccati i generi alimentari e i volontari confezionano i pacchi.

Ha detto Stefania Saccardi:

Il progetto ‘Spesa per tutti’ si inquadra in una serie di azioni che abbiamo attivato per combattere povertà e disagio sociale. Dopo una prima sperimentazione, abbiamo deciso di ripeterlo ogni anno, con la collaborazione indispensabile di terzo settore e grande distribuzione, che ringrazio. Questo progetto è il frutto della sinergia tra tanti progetti.

L’esperienza è decisamente positiva, negli anni passati sono stati distribuiti alle famiglie più bisognose circa 8.000 pacchi alimentari, quest’anno abbiamo l’obiettivo ambizioso di raddoppiare e contiamo di arrivare a 16.000.

Il commento di Leonardo Carrai:

Grazie alla Regione e all’assessore Saccardi per questo progetto, che facciamo solo noi a livello nazionale. La missione del Banco Alimentare è di recuperare il cibo in eccedenza e donarlo alle famiglie povere. E grazie alla grande distribuzione, che ci dà i prodotti ottimi a un buonissimo prezzo, introvabile in altri contesti.

Ha sottolineato Marcello Suppressa:

Voglio puntualizzare l’aspetto della sinergia. Per aggredire la povertà c’è bisogno di fare squadra, stare tutti insieme, solo così si può andare incontro ai bisogni delle persone. Noi abbiamo ascoltato più di 24.000 persone su tutto il territorio toscano. La nostra forza è la capillarità, cerchiamo di raggiungere il maggior numero di persone possibile.

Ricorda Luciano Rossetti:

Noi ci siamo impegnati da subito in questo progetto. Per noi questo è un momento molto importante. Proprio sabato scorso abbiamo fatto un’altra iniziativa, nella quale abbiamo raccolto 216 tonnellate di alimenti distribuiti alle associazioni di volontariato del nostro territorio. La Toscana è una regione molto attenta alla solidarietà, e le iniziative vedono la partecipazione di tantissimi volontari.

Ha dichiarato Massimo Ciucchi:

Siamo molto grati per questa collaborazione, che facciamo ormai da tre anni. È un modo per poter restituire al territorio una parte della ricchezza che queste iniziative ci danno – Noi della grande distribuzione mettiamo in atto una specie di concorrenza virtuosa: ogni anno ci diamo da fare per dare i migliori prezzi e i migliori prodotti.

Ha detto infine David De Lauzieres:

Siamo noi della grande distribuzione a ringraziare Regione e terzo settore. Questa è un’azione lodevole e concreta, mirata ad aiutare chi ha veramente bisogno. Noi confermiamo il nostro impegno.

Il progetto ‘Spesa per tutti’
Il progetto coinvolge l’Associazione Banco Alimentare della Toscana onlus e la Conferenza Episcopale – Caritas diocesana, che hanno una pluriennale esperienza nell’ambito delle attività di recupero alimentare, anche tramite la raccolta di generi alimentari in collaborazione con i soggetti della grande distribuzione, e hanno aderito, a seguito di avviso pubblico, alla realizzazione del programma, con la presentazione di specifici progetti. E Unicoop Firenze, Esselunga spa e Conad del Tirreno, che sono i soggetti della grande distribuzione maggiormente rappresentativi e diffusi a livello regionale.

Anche per il 2019 la Regione, come già ha fatto negli anni precedenti, finanzia il progetto con 150.000 euro, e coordina tutti gli interventi.

La Regione trasferisce a favore della Conferenza Episcopale – Caritas Toscana la somma di 150.000 euro. La Caritas individua i cittadini da coinvolgere nel progetto, garantendo una copertura il più ampia possibile del territorio regionale, e dando priorità a famiglie numerose, con minori e disabili. Sempre la Caritas acquista dalla grande distribuzione, alle migliori condizioni possibili, generi alimentari di prima necessità, che il Banco Alimentare si impegna a prendere in carico e stoccare in un’area appositamente controllata, all’interno del Centro alimentare polivalente Mercafir. La Caritas distribuisce i generi alimentari, garantendo un’equa ripartizione tra i cittadini aventi diritto. Dal canto loro, i soggetti della grande distribuzione riservano prezzi di favore per l’acquisto di questi generi alimentari.

Come negli anni precedenti, anche quest’anno sono stati individuati tre prodotti: olio, legumi e tonno.

Questi i criteri generali seguiti da Caritas per l’individuazione delle famiglie: garantire la più ampia copertura possibile del territorio regionale nella distribuzione dei prodotti alimentari; garantire priorità nell’accesso a famiglie numerose, con minori, con la presenza di disabili; provvedere alla distribuzione dei prodotti, garantendo un’equa ripartizione dei beni in termini di qualità e quantità tra le persone che ne hanno diritto.

Negli anni precedenti sono stati distribuiti 8.100 pacchi spesa ogni anno, per il 2019 si conta di raddoppiare, arrivando a 16.000. Ma i numeri da soli non rendono giustizia dell’importanza del progetto a livello sociale e territoriale: decine di Caritas parrocchiali coinvolte, centinaia di volontari impegnati nell’individuazione delle famiglie destinatarie, un numero non indifferente di destinatari indiretti.

 

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