Home Territorio Estero Sukkòt: tra memoria, ospitalità e sapori della tradizione

Sukkòt: tra memoria, ospitalità e sapori della tradizione

Sukkot - crediti IMOT

I piatti della tradizione

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo.

Con l’arrivo dell’autunno, il calendario ebraico accoglie Sukkòt, la ‘Festa delle Capanne’, che quest’anno si celebrerà a partire dalla sera del 6 ottobre fino al tramonto del 13 ottobre 2025.

La festività, di origine biblica, commemora il periodo in cui gli Israeliti vissero nel deserto dopo l’esodo dall’Egitto, alloggiando in capanne temporanee.

È anche una festa agricola, legata alla stagione del raccolto e invita a riflettere sul valore della protezione, della provvidenza e della gratitudine.

Durante i sette giorni di Sukkòt è usanza costruire una sukkà, una capanna coperta con rami, simbolo dell’abitazione precaria degli antichi. In essa si consumano i pasti, si ricevono ospiti e, ove possibile, si trascorrono momenti della giornata.

L’ospitalità è infatti uno degli elementi centrali della festa: ogni sukkà è tradizionalmente aperta ad amici, parenti e a chiunque desideri condividere un pasto o una riflessione.

Come in molte ricorrenze ebraiche, la componente gastronomica gioca un ruolo rilevante anche durante Sukkòt. I piatti variano secondo le tradizioni familiari e regionali, ma si prediligono pietanze a base di ingredienti stagionali e frutti della terra.

In Israele, e nelle comunità ebraiche di tutto il mondo, si preparano cibi che celebrano l’abbondanza, la semplicità e la convivialità.

Tra le preparazioni che possono essere apprezzate in questo periodo si trova l’insalata di melograno ed erbe fresche, particolarmente indicata durante Sukkòt per il suo legame con la stagione e con i frutti simbolici della terra d’Israele.

Insalata di melagrana ed erbe fresche – per 4 persone

Ingredienti

1 melagrana grande, solo i chicchi
1 mazzetto di prezzemolo fresco
1 mazzetto di menta fresca
½ cipolla rossa affettata finemente
succo di 1 limone
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale q.b.
pepe q.b.

Facoltativi:

1 cetriolo a cubetti
2 cucchiai di bulgur o couscous fine

Preparazione

Lavare e tritare le erbe fresche. Raccogliere i chicchi della melagrana e unirli in una ciotola con la cipolla, le erbe tritate e, se desiderato, il cetriolo e il bulgur.

Condire con succo di limone, olio, sale e pepe. Mescolare bene e lasciar riposare qualche minuto prima di servire.

L’insalata viene servita fredda, come antipasto o contorno leggero nei pasti festivi.

Un altro piatto di grande tradizione, preparato in particolare nella comunità ashkenazita, è quello dei kreplach, piccoli ravioli ripieni di carne o altri ingredienti, che si servono sia bolliti in brodo che fritti, e che vengono mangiati durante Hoshana Rabbà, l’ultimo giorno di Sukkòt.

Oltre al gusto, i kreplach hanno un forte significato simbolico: la pasta che avvolge il ripieno nascosto rappresenta l’idea che in certi momenti dell’anno – come Yom Kippur e Sukkòt – la misericordia e la protezione divina non si manifestano apertamente, ma operano in modo discreto e profondo.

Questo concetto di “bene nascosto” si riflette nella struttura stessa del piatto.

Kreplach di carne in brodo – per circa 4 persone

Ingredienti per la pasta

250 g di farina 00
2 uova grandi
1 pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno

200 g di carne di manzo cotta e tritata
1 cipolla piccola soffritta
1 uovo
sale q.b.
pepe q.b.

Preparazione

Impastare farina, uova e sale fino a ottenere una pasta liscia. Lasciar riposare 30 minuti.

Nel frattempo, preparare il ripieno mescolando carne, cipolla, uovo e condimenti. Stendere la pasta sottile e tagliare in quadrati di circa 6 – 7 cm. Inserire al centro una piccola quantità di ripieno, chiudere a triangolo e sigillare bene i bordi.

Cottura

• Bolliti: cuocere in acqua salata per circa 6 – 8 minuti. Si servono spesso in brodo caldo di pollo.

• Fritti: dopo la bollitura, possono essere dorati in olio per una versione più ricca.
Sukkòt è dunque una festa che intreccia memoria storica, gratitudine per la natura e attenzione alla dimensione comunitaria. Le sue tradizioni culinarie, variegate e simboliche, testimoniano la ricchezza culturale del popolo ebraico e invitano a riscoprire valori antichi attraverso gesti quotidiani come il cucinare e il condividere un pasto.