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Strage via D’Amelio, Rocca: Alla memoria si accompagna dovere verità

Strage via D'Amelio
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Il Presidente: ‘Lo dobbiamo ai familiari delle vittime e alla credibilità dello Stato’

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa della Regione Lazio.

Nel trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio rendiamo omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, che hanno servito lo Stato fino all’estremo sacrificio.

L’attentato del 19 luglio 1992, a distanza di quasi due mesi da quello di Capaci, fu un nuovo e gravissimo attacco a chi contrastava la criminalità organizzata, ma anche ai principi di legalità, libertà e convivenza civile sui quali si fonda la nostra democrazia.

Il dovere della memoria si accompagna al dovere della verità. I depistaggi che hanno segnato le indagini hanno ostacolato l’accertamento delle responsabilità.

Proseguire nel percorso di ricostruzione dei fatti rappresenta un impegno imprescindibile.

Lo dobbiamo ai familiari delle vittime e alla credibilità dello Stato.

Così il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.