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Skynet sta arrivando: diventeremo le batterie del Matrix?

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Terminator


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Ricordate ‘Terminator’, il film che narra la storia della rete mondiale di computer intelligenti Skynet che diventa autosufficiente, prende il controllo delle macchine e decide di distruggere l’Umanità perché ‘classe inferiore’, oppure l’altro famoso cultmovie ‘Matrix’ in cui le macchine, come in ‘Terminator’, prendono il sopravvento ed impiegano gli uomini come batterie della Matrix: pile elettriche biologiche?!
Già da anni sono molti gli scienziati, programmatori e tecnici che stanno lavorando per sviluppare il sogno di dotare i computer di forme d’Intelligenza Artificiale per pilotare le Macchine.

All’inizio di quest’anno, i ricercatori di Facebook hanno annunciato di avere ingegnerizzato dei ‘chatbot di seconda generazione’, dei particolari programmi, dei software, progettati per simulare una conversazione con un essere umano, che dovevano imparare a negoziare, imitando in modo automatico il commercio umano con gli utenti Internet.
Ma quando due di questi programmi, soprannominati Alice e Bob, sono stati messi in rete tra loro, accoppiati nel corso degli esperimenti per comunicare allo scopo di scambiarsi informazioni l’uno con l’altro, hanno iniziato ad interagire tra loro sviluppando autonomamente, senza che fossero stati programmati per questo, un’originale e bizzarra forma di comunicazione, incomprensibile agli stessi tecnici programmatori.

Facebook chatbot facebotlish

In seguito a questo esperimento, nel corso di una conferenza stampa gli scienziati di Facebook hanno dichiarato:

… La conversazione chatbot ha portato ad una divergenza dal linguaggio umano poiché gli agenti intelligenti hanno sviluppato una propria lingua per negoziare tra loro […] non è stato possibile per gli esseri umani tradurre il linguaggio AI (cioè generato dall’intelligenza artificiale n.d.r.) in inglese.

Dhruv Batra, professore della Georgia Technology University e ricercatore del gruppo di lavoro Facebook, ha aggiunto:

Gli agenti (chatbot) si allontanano da un linguaggio comprensibile ai propri programmatori e hanno inventato delle parole in codice, che sono utili solo a se stessi.

Nel corso dell’esperimento i responsabili del team di ricerca si sono resi conto della direzione che stava prendendo il test, ed hanno deciso di staccare la spina alla connessione tra i due agenti Bot Intelligenti mettendoli a tacere mentre iniziavano a colloquiare tra loro in maniera incomprensibile. Perché?

Forse i tecnici di Facebook hanno intuito che i due programmi chatbot intelligenti stavano iniziando a comunicare tra loro potendo scambiarsi informazioni al di fuori del loro controllo? Si sono sentiti calati nella realtà della finzione cinematografica di ‘Skynet’?
Questi dubbi hanno iniziato a diffondersi sulla rete.

E ricercatori hanno cercato di criticare le “notizie infarcite di terrore” che giravano sui social media, rispondendo:

… Nel campo della chat agent-to-agent (una delle tante aree in cui si applica oggi l’Intelligenza Artificiale), è già successo che gli agenti intelligenti abbiano sviluppato i propri stili di comunicazione, che i ricercatori sono stati in grado di modificare successivamente.

Dunque, stando a quanto ci dice Facebook, “non ci dobbiamo preoccupare”; il motivo per il quale i loro ricercatori hanno scelto di staccare la spina è solo dovuto alla preoccupazione di non lasciare che i chatbot continuassero

a sviluppare una lingua nuova, privata, perché il focus dell’esperimento era quello di migliorare la comunicazione intelligente artificiale Chatbot – verso – Uomo, e non tra chatBot verso chatbot.

Lo sviluppo del digitale e dell’informatica fanno passi da gigante, la strada della ricerca continua a percorrere nuove vie, cosa incontreremo in fondo? La fantasia potrebbe diventare un’orrenda realtà?

AI chatbot

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Vittorio Alberto Dublino

Autore Vittorio Alberto Dublino

Vittorio Alberto Dublino, educatore socio-pedagogico lavora nel Marketing e nel Cinema come produttore effetti visivi digitali. Con il programma Umanesimo & Tecnologia inizia a fare ricerca sui fenomeni connessi alla Cultura digitale applicata all’Entertainment e sugli effetti del Digital Divide Culturale negli Immigrati Digitali. Con Rebel Alliance Empowering viene candidato più volte ai David di Donatello vincendo nel 2011 il premio per i Migliori Effetti Visivi Digitali. Introducendo il concetto di "Mediatore della Cultura Digitale" è stato incaricato docente in master-post laurea.