Home Lombardia Regione Lombardia Sicurezza, Garavaglia: DASPO sospesi a Milano? Messaggio pericoloso

Sicurezza, Garavaglia: DASPO sospesi a Milano? Messaggio pericoloso

Christian Garavaglia

Il Consigliere: Chi devasta non ha il diritto di restare impunito

Riceviamo e pubblichiamo.

Servono certezza della pena e certezza delle sanzioni, altrimenti si perde di credibilità.

Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Christian Garavaglia commenta la notizia della sospensione dei provvedimenti amministrativi a carico di alcuni partecipanti agli scontri avvenuti nel capoluogo lombardo.

La decisione del TAR di sospendere i DASPO urbani per i responsabili delle devastazioni durante i cortei pro-Pal a Milano ci lascia perplessi.

È un segnale che rischia di indebolire l’autorità dello Stato e il lavoro incessante delle Forze dell’Ordine, che ogni giorno rischiano la propria incolumità per difendere la sicurezza dei cittadini.

In democrazia tutti hanno il diritto di manifestare, ma nessuno, per nessuna ragione, ha il diritto di devastare le nostre città, assaltare le stazioni o aggredire gli uomini e le donne in divisa.

Confondere la libertà di espressione con il diritto al vandalismo è un errore concettuale che non possiamo accettare.

Chi sceglie la violenza come linguaggio politico deve essere consapevole che lo Stato risponde con fermezza.

Il capogruppo di FdI ribadisce la posizione del partito:

Fratelli d’Italia è e sarà sempre dalla parte di chi serve il Paese. Il DASPO urbano è uno strumento necessario per allontanare i facinorosi e garantire che la civile convivenza non venga calpestata da professionisti del disordine.

Vedere questi provvedimenti annullati o sospesi non fa che alimentare un senso di impunità che Milano, purtroppo già troppo provata da episodi di insicurezza, non può permettersi.

Continueremo a sostenere ogni iniziativa utile a rafforzare i poteri dei Prefetti e delle Questure perché la sicurezza è un prerequisito della libertà.

Auspichiamo che nei prossimi gradi di giudizio venga ripristinato il valore di un provvedimento nato per proteggere la comunità e non per colpire il dissenso. Chi rompe deve pagare: questa è la base di ogni società civile.