Il Consigliere: Nei casi di fragilità la responsabilità è dei servizi sociali, non di ALER
Riceviamo e pubblichiamo.
Il Consigliere Maira Cacucci sottolinea:
Le accuse e le strumentalizzazioni sulla gestione degli sgomberi sono completamente fuori luogo.
Regione Lombardia, insieme a Prefettura, Comune e ALER, opera da anni secondo quanto stabilito dal Piano Operativo di Azione per prevenire e contrastare le occupazioni abusive, con procedure chiare e condivise che garantiscono legalità e sicurezza.
Va precisato che nei casi di nuclei fragili la responsabilità non è di ALER, ma dei servizi sociali del Comune di Milano.
Queste le parole del Consigliere Cacucci in risposta alla mozione presentata dal PD sul tema delle occupazioni abusive degli alloggi pubblici.
Cacucci chiarisce:
Non si tratta di un problema risolvibile con la sola volontà politica gli sgomberi seguono regole precise: un Gruppo Operativo raccoglie tutte le informazioni sui nuclei occupanti e redige l’elenco dei soggetti da sgomberare, che viene trasmesso al Tavolo Tecnico della Questura per programmare gli interventi secondo priorità stabilite e disponibilità delle Forze dell’ordine.
Il Consigliere spiega la distinzione tra sgomberi programmati e sgomberi in flagranza, ricordando che nel 2025 sono stati eseguiti 742 sgomberi, con priorità per nuclei recentemente occupanti, persone con precedenti penali o che generano problemi di sicurezza.
Cacucci precisa:
Va sottolineato che nei casi di reale fragilità sociale, come nuclei familiari con bambini o persone vulnerabili, la responsabilità non è di ALER: in questi casi devono intervenire i servizi sociali del Comune di Milano, che valutano la situazione e decidono come procedere, mentre ALER si limita a fornire dati e supporto operativo.
Dai dati ufficiali, gli alloggi ALER occupati abusivamente sono passati da 3.093 al 31 dicembre 2024 a 2.734 al 31 dicembre 2025, a dimostrazione dell’azione sistematica e coordinata tra Regione, Comune, Prefettura e ALER.
Cacucci prosegue:
A Milano, in via Gola, su 279 alloggi occupati abusivamente, oltre la metà risulta collegata a centri sociali o a persone ad essi collegate: situazioni che richiedono interventi decisi e continui per ripristinare la legalità.
Allo stesso tempo gli interventi non possono fermarsi davanti ai centri sociali che occupano abusivamente spazi pubblici e privati.
Esempi concreti sono il Leoncavallo, con 133 rinvii dell’esecuzione dello sfratto da parte degli ufficiali giudiziari, il Centro Sociale Lambretta e l’ex Askatasuna a Torino, dove gli sgomberi hanno richiesto un lavoro coordinato complesso e hanno affrontato manifestazioni violente contro le Forze dell’ordine.
Il Consigliere conclude ribadendo che la priorità deve essere garantire la sicurezza e il decoro agli assegnatari legittimi degli alloggi pubblici, con sgomberi mirati dei delinquenti e applicazione delle norme previste dal Piano Operativo, senza confondere responsabilità istituzionali e gestione operativa quotidiana.
Cacucci sottolinea:
Grazie all’azione del Governo Meloni, oggi le procedure per contrastare le occupazioni abusive sono più efficaci.
Fratelli d’Italia continuerà a mettere la giustizia e il rispetto delle regole al centro del proprio operato.
Nessuno sceglie arbitrariamente chi deve essere sgomberato: l’azione, non certo facile, arriva dopo controlli e approfondimenti di diversi soggetti.
Regione Lombardia, rispettando norme e competenze, può agire con serenità, consapevole di aver operato correttamente.













