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Samuel Hahnemann e i principi dell’omeopatia

principi dell'omeopatia

I principi dell’omeopatia sono contenuti nelle opere di Samuel Hahnemann (1755 – 1843) e, in particolare, nell’Organon der Heilkunst, edito nel 1810.

Laureatosi in medicina nel 1779, all’inizio della sua carriera attraversò molte difficoltà economiche prima di compiere vari esperimenti chimici e di pubblicarne i risultati in vari articoli che ebbero una certa diffusione.

Nel diciottesimo secolo coesistevano due grandi linee di pensiero sulla natura della medicina: una che cercava le cause generali delle malattie, come problemi di eccitabilità per Brown e pletora gastroenterica per Hoffmann, l’altra basata sulle osservazioni e le misurazioni dirette dei fenomeni, tramite esperimenti controllati, ad esempio da Giovanni Battista Morgagni.

In ogni caso, la medicina del tempo si basava su criteri misti tra empirismo e tradizione, ricca di formulazioni erboristiche e salassi, con fortissimi dubbi sulla natura delle azioni dei rimedi.

In questo contesto Hahnemann volle essere un radicale riformatore della medicina, fornendo soluzioni pragmatiche a miriadi di speculazioni teoriche.

Nel 1790, traducendo la Materia Medica di William Cullen, notò i risultati dei test con la cinchona (Cinchona succirubra, fonte del chinino), uno dei pochissimi rimedi allora riconosciuti come efficaci su una malattia specifica, le febbri intermittenti e la malaria.

Hahnemann spiegò il fenomeno affermando che la cinchona sopraffaceva le febbri intermittenti principalmente eccitando una febbre di breve durata.

A seguito di questa scoperta, nel Saggio su un nuovo principio per scoprire le virtù curative delle sostanze medicinali, e un confronto con i precedenti, del 1796, dichiarò i primi pilastri teorici, ovvero la legge dei simili – similia similibus curantur, secondo i quali  la cura nasce dal simile, o meglio, da ciò che riproduce il sintomo, e quella dell’uso di dosi infinitesimali dei rimedi.

La legge dei simili esprime il concetto che per curare una patologia il medico deve far ricorso a una medicina che sia in grado di produrre un morbo artificiale a essa molto simile, che le si sostituisca per poi scomparire, le cui dosi devono essere il minimo indispensabile così da minimizzare o annullare gli effetti avversi.

Nel 1810 pubblicò l’Organon della medicina razionale, una forte condanna dei sistemi medici del suo tempo. Successivamente, si trasferì a Lipsia, dove insegnò all’università e diede alle stampe la prima edizione della sua Materia Medica.

La sua critica sostanziale era basata sull’idea che i dottori dell’epoca si ingannassero pensando di trovare la causa materiale delle malattie, perché confondevano effetti e cambiamenti patologici con le cause del morbo.

Allora la malattia era definita “materia morbosa” da eliminare dal sangue e dal corpo tramite flebotomia e purghe, rimedi cioè depletivi, secondo la teoria del contraria contrariis curantur.

Per Hahnemann la causa delle malattie, quando non riconducibile a fattori anatomici o chirurgici né a carenze nutrizionali, sarebbe immateriale, o spirituale e dinamica, e risiederebbe non in cause fisiche esterne al corpo, ma in una perturbazione della “forza vitale”, o Lebenskraft, concetto tutt’altro che poco diffuso nella pratica medica dell’Europa del XIX secolo.

Hahnemann replicò che, in tal modo, non si fa che appoggiare una forza vitale in disequilibrio, peggiorando solo la situazione con rimedi inefficaci, debilitanti e dannosi.

Il compito dell’omeopata, a suo parere, era quello di riattivare e riordinare la forza vitale individuale attraverso la somministrazione del rimedio scelto, mediante un processo scientifico e sistematico, perché, nella sua azione, coincide con il maggior numero possibile di sintomi e segni, secondo la legge dei simili. Questo rimedio viene somministrato in dosi infinitesimali e opportunamente dinamizzate tramite un procedimento detto succussione.

Autore Altiero Biello

Altiero Biello, medico-chirurgo, specialista in Ginecologia ed Ostetricia, con particolare competenza in infertilità di coppia, diagnostica ecografica, medicina in menopausa. Dirigente Medico presso PMA Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (NA), specialista territoriale, pratica tutte le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Cultore di Studi Tradizionali è il fondatore dell’Associazione Culturale “Il filo sotterraneo: oltre la nebbia” alla ricerca di testimonianze di studiosi, traduttori ed archeologi indipendenti che sembrano far risalire la nostra civiltà ad un’antichissima tradizione e cultura.