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Sahara: bambino soldato del Polisario macchia visita De Mistura

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Un ragazzino in tuta mimetica da soldato a Tindouf accompagna l’inviato internazionale e testimonia l’uso dei minori a scopi militari da parte del gruppo separatista

Accompagnato da una delegazione dell’ONU, Staffan de Mistura, inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, si è recato questo fine settimana, nei campi del Polisario di Tindouf, nel sud dell’Algeria, seconda tappa del suo primo viaggio nella regione dalla sua nomina lo scorso novembre come inviato speciale per il conflitto del Sahara.

Ad accoglierlo è stato il rappresentante del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite e coordinatore con la Minurso, Sidi Mohamed Omar, il quale ha indicato poco prima che il referendum, opzione richiesta da decenni dal movimento, era obsoleta.

Nell’arco di due giorni, l’inviato delle Nazioni Unite ha incontrato altri leader del movimento. Durante la sua visita, il diplomatico italo-svedese che succede al tedesco Horst Köhler, dimessosi nel 2019, è stato portato in vari siti a Tindouf e Rabouni.

Gli osservatori presenti hanno rilevato che durante la sua visita il diplomatico è stato affiancato da un bambino soldato, visibile in una delle immagini diffuse dai media ufficiali di Algeri, nonostante il reclutamento e l’impiego di minori nei conflitti armati siano severamente vietati dal diritto internazionale oltre al fatto che l’arruolamento di bambini di una certa età può anche costituire un crimine di guerra.

Staffan de Mistura ha iniziato giovedì la sua visita nella regione da Rabat, tappa durante la quale la diplomazia marocchina ha ribadito le sue posizioni, ovvero l’autonomia regionale del territorio come unico quadro di discussione e il coinvolgimento dei quattro belligeranti nel conflitto regionale, ovvero il Marocco, Algeria, Polisario e Mauritania.

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Autore Redazione Arabia Felix

Arabia Felix raccoglie le notizie di rilievo e di carattere politico e istituzionale e di sicurezza provenienti dal mondo arabo e dal Medio Oriente in generale, partendo dal Marocco arrivando ai Paesi del Golfo, con particolare riferimento alla regione della penisola arabica, che una volta veniva chiamata dai romani Arabia Felix e che oggi, invece, è teatro di guerra. La fonte delle notizie sono i media locali in lingua araba per dire quello che i media italiani non dicono.