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Roberto Della Ragione: “Oltre l’amore”

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Lo scrittore flegreo denuncia nella sua seconda opera l’assenza del diritto alla salute

Roberto Della Ragione, tre lauree, Economia, Scienze Politiche della P.A. e Scienze della Formazione Primaria, dottore commercialista, docente, scrittore con una grande umiltà e la voglia costante di non accontentarsi, mettersi in gioco, dar voce a chi non ha voce e riaffermare i veri valori, quelli che nella società contemporanea si sono persi a discapito dei falsi miti e delle apparenze.
È alla sua seconda esperienza come autore e, d’accordo con la casa editrice, Giammarino Editore, si occupa essenzialmente di diritti negati in modo molto delicato ed efficace. La denuncia sociale parte proprio dalla voglia di raccontare la quotidianità così che la gente si identifichi, si scuota dal torpore e lotti per ribaltare la situazione. Temi diversi, trasversali e volutamente provocatori per stimolare riflessione e discussione. Affronta argomenti come la solitudine dell’individuo di fronte alla collettività, il silenzio delle istituzioni, la perdita dei punti di riferimento, la precarietà nel lavoro e la conseguente impossibilità di programmare il futuro, le ingiustizie sociali. L’approccio è però battagliero, combattivo, ottimistico, attivo, alacre, ma sempre garbato, avanzando una serie di proposte concrete, con un perenne fondo di speranza.
Filo conduttore di entrambi i romanzi è il racconto di storie normali, quelle di cui oggi si è perso il senso, l’impegno sociale, la promozione della cultura e del lavoro al Sud, la ribellione al sistema sbagliato e all’assenza di valori contro lassismo e determinismo: “Chi non ha il coraggio di ribellarsi non ha il diritto di lamentarsi”, sottolinea.

Lo incontriamo proprio per parlare del secondo libro che sta promuovendo in questi giorni, ma non possiamo non fare un accenno, se pur breve al primo.

L’amore prima di tutto è la storia d’amore di due precari, con un’amara riflessione sul tema del diritto negato al lavoro e sulle difficoltà legate al vivere in una terra bellissima eppur così difficile.

Della_Ragione_RobertoNel nuovo libro, “Oltre l’amore” Roberto approfondisce il tema del diritto negato alla salute.
Nonostante l’insicurezza economica i due protagonisti riescono a prendere casa, a convivere a Baia e a condurre una vita serena. La vicenda inizia con una tenera sorpresa, è il compleanno di Luca e Sara gli fa trovare casa piena di parenti ed amici. E gli regala due biglietti per Parigi, la vacanza dei loro sogni. Ma in agguato c’è la malattia di lui a trasformare tutto in un incubo.
Da precari non hanno i soldi necessari per sostenere le cure. Si attiva così una catena di solidarietà, tipica del meridione, una raccolta fondi per aiutarlo. Intraprendono una sorta di viaggio della speranza verso gli Stati Uniti dove lui sarà seguito da un medico napoletano emigrato che riuscirà fortunatamente a guarirlo. Ed ecco introdotto anche il tema della “fuga dei cervelli”, drammaticamente attuale nella nostra società.
In due capitoli del libro viene descritto il modello americano di democrazia da non esportare affatto: la sanità è privata e non c’è tutela per chi non avendo le possibilità economiche non può permettersi un’assicurazione sanitaria che lo assista in caso di bisogno; o ancora, la pena di morte in alcuni stati che non garantisce il diritto alla vita sempre e comunque.

“Oltre l’amore” quindi in senso lato, amore per le persone, il territorio, i valori, la solidarietà. Amore tra i due protagonisti e la certezza di avere al fianco una compagna pronta a sostenerlo nelle difficoltà, ma anche l’amore degli altri che, con un bellissimo gesto di altruismo, gli permettono di recarsi in USA e avere la speranza di sopravvivere.
Presente, nel testo, il riferimento ad un’altra triste verità: la Campania è l’ultima regione europea ad investire fondi nella ricerca scientifica e tecnologica. Ad esempio, nell’ultimo capitolo, vengono riportati i dati di uno studio dell’Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari su come migliorare la sanità del meridione in modo efficace ed efficiente, perché molte delle eccellenze sono proprio al Sud.

Da laureato in economia, chiediamo, come nasce l’amore per la letteratura per la poesia? Della Ragione racconta di aver avuto fin da piccolo la passione per la scrittura, “per me scrivere è un’emozione, un brivido; ho sempre scritto, anche solo appuntando sul diario le mie riflessioni su ciò che mi accadeva, sull’osservazione della natura”.
I suoi libri non sono autobiografici, piuttosto un augurio alle persone di trovare ciò che cercano. La principale agenzia educativa, la famiglia, continua Della Ragione, non esiste più; oggi non ci si ascolta, non si comunica in modo adeguato, è tutto virtuale.

Della_Ragione_Roberto_2In “Oltre l’amore” sottolinea come le categorie più deboli siano sempre quelle meno salvaguardate sia nel campo della sanità che in quello dell’istruzione; i poveri non hanno la possibilità di curarsi, la pubblica istruzione funziona male.
Ribadisce con fermezza che non si può potenziare solo il privato a scapito del pubblico; il primo, che alla fine è un mercato per pochi, deve essere concorrenziale al secondo, non l’unico di alta qualità.

“La sanità pubblica in Italia costa 100 miliardi di euro all’anno, di cui ¼, cioè 25 miliardi, sono destinati ai profitti. La sanità come investimento primario non deve avere i profitti, ma il bene della collettività. Gli investimenti non devono riguardare la cura, ma la prevenzione. In Italia interveniamo quando ormai è tardi; c’è anche un gioco alla speculazione. Io immagino un modello di ospedale no profit, dove si assistano tutti a costo zero”.

Racconta di aver scelto un editore meridionalista, Giammarino Editore, proprio perché voleva approfondire le tematiche del nostro meridione: “Qui funzionano solo burocrazia, tasse e criminalità. Non c’è nulla che ci dia una speranza di luce. I miei sono libri di denuncia sociale e di promozione delle nostre eccellenze. La più grande eccellenza che abbiamo al Sud sono le nostre intelligenze; è inaccettabile doversi trasferire altrove per essere valorizzati”.

Il discorso man mano si ampia alla selezione della nostra classe dirigente. Una società sana deve fare essenzialmente tre cose: premiare il merito, punire i delinquenti, investire nella cultura, nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica. In Italia, invece, rimarca Della Ragione, succede il contrario: si premiano il demerito, furbizia, criminalità.

“Si è forti con i deboli e deboli con i forti: è la realtà delle cose. E soprattutto siamo l’ultimo Paese europeo ad investire in cultura, solo l’1% del PIL; mentre siamo i primi in Europa per corruzione nella Pubblica Amministrazione. Questi due dati illustrano bene la situazione in cui ci troviamo”.

Un altro argomento che sviscera nel primo libro e che riprende poi in forma di dialogo nel secondo, concerne il totale abbandono delle nostre risorse archeologiche ed ambientali.
“Potremmo vivere solo di arte e di cultura, tra musei e siti UNESCO, invece non siamo in grado di capirne e sfruttarne adeguatamente il potenziale. Non sappiamo fare del marketing territoriale che promuova degnamente il nostro territorio. Nel mio piccolo, in qualità di scrittore, vorrei se ne parlasse per poter poi trovare delle soluzioni condivise”.

Non manca poi il riferimento all’amore verso la madre malata, cui è dedicato uno struggente capitolo del libro; è un passo finale molto intenso.

“In Italia investiamo più sulla ricerca nella terapia della disfunzione erettile che per quella sull’Alzheimer: questo fa capire il nullismo istituzionale. È inammissibile che chi soffra di una malattia non abbia alcun punto di riferimento nello Stato. Il dramma del singolo si estende poi a tutta la famiglia. Si è soli di fronte al dolore, così come si è soli nella precarietà. Così come c’è un giustizia che non funziona in nulla: nasciamo con ingiustizie sociali abissali, se poi non abbiamo tutti le stesse opportunità, vanno avanti solo i furbi e i ricchi, ed è immorale. Dobbiamo indignarci e ribellarci, ognuno per la propria parte, per provare a fare la differenza”.

Il rapporto con il territorio, chiediamo, un’altra ambivalenza relativa che emerge nelle sue letture. Si parla di Bacoli con trasporto, affetto, passione. Della Ragione riferisce di essere parte attiva della sua città, tanto da aver avuto la fortuna ed il piacere di ricoprire la carica di vicesindaco. Pur non essendo nato nei campi flegrei, nonostante i genitori fossero campani, è rimasto estasiato dai posti e proprio per questo è forte la sua indignazione verso un territorio dove c’è tutto, mare, storia, archeologia, ambiente, passione, vitalità, in cui però “c’è la desertificazione produttiva, industriale, ma soprattutto culturale”.

“Per chi fa cultura, in tutte le sue forme, non esiste alcun punto di riferimento. Le eccellenze vanno premiate a tutti i livelli. Oggi la vera lotta è quella per la sopravvivenza. I punti di riferimento, chiesa, famiglia e stato, sono in crisi. Bisogna mettere amore in ogni cosa. Un dato inquietante è che i nostri figli, i nostri alunni, non sono più lo specchio dei genitori, ma dei tempi; questo dà l’idea che la situazione ci sfugga di mano. Vivono troppo nel mondo virtuale, completamente abbandonati a se stessi dalla famiglia, ormai, il più delle volte, priva di collante. I centri di aggregazione non ci sono più, i loro punti di riferimento non possono essere le piazze virtuali, i vizi o le droghe. I modelli educativi, inoltre, sono sbagliati. Troppo spesso si fa credere agli adolescenti che viene premiato il furbo, chi prende la scorciatoia. Non c’è più il valore del sacrificio e della solidarietà, il tenersi per mano nelle difficoltà”.

“L’amore prima di tutto”, ci dice comprensibilmente soddisfatto, è arrivato in tutti e cinque i Continenti ed è stato tradotto in molte lingue. Il ricavato di “Oltre l’amore”, da accordi presi con la casa editrice, sarà investito nella realizzazione una biblioteca permanente per ragazzi meritevoli ma in difficoltà economica in una scuola di Monteruscello di Pozzuoli, luogo in cui mancano ritrovi sociali per adolescenti.
Il libro, come quello precedente, è fatto di liriche; una serie di racconti in forma romanzata e dialogica, integrati da immagini con forte carica comunicative.
L’immagine della copertina del libro racchiude l’essenza stessa del testo: un chiavistello che si apre con difficoltà che si spalanca poi ad un mondo pieno di sentimenti, passioni, empatia; la vita in sé.
Le ambientazioni dei libri sono nel napoletano, prima Pozzuoli ora Baia, perché Napoli, a suo avviso, è la città che meglio interpreta la musica, la dinamicità, l’amore nella sua totalità. Le illustrazioni sono state decise insieme all’editore, ma c’è un progettista grafico che lo ha indirizzato. Ha scelto le immagini proprio in funzione del testo scritto, come se accompagnassero il lettore nella riflessione.

“Siamo nella società dell’immagine che ha la funzione di rendere in modo immediato il senso delle cose”.

Le presentazioni dei suoi testi, aggiunge, sono sempre multimediali perché più capaci di stimolare la discussione, perché “scrivere significa prima di tutto ascoltare, attingere informazioni”.

Ci regala poi una piccola anticipazione sui suoi progetti futuri rivelandoci che ha intenzione di scrivere un libro sul tema del diritto negato alla giustizia. “Una ricerca che ho condotto all’università rivela che in Italia siamo il 158esimo Paese su 176 sui tempi di funzionamento della giustizia civile, penale e commerciale, veniamo dopo Congo, Angola, Zaire e Zambia. I tre gradi di giudizio penalizzano la giustizia che, di conseguenza, non funziona. La denuncia sociale parte proprio dalla voglia di raccontare la quotidianità; la gente spesso si identifica e riconosce in ciò che scrivo perché il soggetto è la realtà”.

Chiosa quindi ribadendo la necessità di promuovere, con amore e con orgoglio, le risorse del nostro territorio.

Napoli è la terza città industriale d’Italia che lentamente è andata scadendo. 164 anni fa eravamo la capitale mondiale della cultura e dobbiamo tornare ad esserlo. I diritti negati vanno rivendicati. Solo l’amore può superare ogni cosa”.

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Pietro Riccio

Autore Pietro Riccio

Pietro Riccio, esperto e docente di comunicazione, marketing ed informatica, giornalista pubblicista, scrittore. Direttore Responsabile del quotidiano online Ex Partibus, ha pubblicato l'opera di narrativa "Eternità diverse", editore Vittorio Pironti, e il saggio "L'infinita metafisica corrispondenza degli opposti", Prospero editore.