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Resoconto presentazione libro “Foto Romanzi”

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Presentazione


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Il romanzo d’esordio di Cristina Maria Russo

Napoli, 19 gennaio 2017, ore 17:30, siamo al Teatro Bellini, Via Conte di Ruvo, 14, alla presentazione del libroFoto Romanzi di Cristina Maria Russo, edito da Homo Scrivens.

Una splendida introduzione ce la regala la bellissima voce dell’attrice Miriam Cundurro, che legge, con grande intensità, alcuni passi del romanzo.

Apre i lavori l’editore Aldo Putignano che presenta la scrittrice, Cristina Maria Russo, il dirigente Rai, Francesco Pinto, la scrittrice e drammaturga, Lucia Stefanelli Cervelli.

Viene subito data la parola all’autrice che spiega come le polaroid sviluppate nelle pagine dei libri siano altamente simboliche. La sua opera prima, “Foto Romanzi”, è un libro di tutti e per tutti, che permette ad ognuno di riconoscersi in qualche storia.

Aldo Putignano, nell’introdurre Francesco Pinto, legge la definizione che quest’ultimo ha dato del romanzo: “Un palazzo come un romanzo dove in ogni porta c’è tanto da raccontare”.

La parola passa proprio a Pinto che ci parla del libro, soffermandosi sui suoi punti salienti.
Siamo di fronte ad un romanzo da condominio; ogni palazzo è un mondo a se stante e ogni vicenda si svolge all’interno dei singoli comparti. L’unico mistero, quello forse impenetrabile, è e resta l’animo umano.
Il protagonista è fermo nel suo appartamento, mentre, intorno a lui, tutto comincia a svolgersi. Man mano che l’ambiente si affolla e cresce in verticale, è come se lui indietreggiasse e perdesse terreno.In un mondo letterario dove tutto è già conosciuto, rimane solo un viaggio da esplorare, quello appunto nell’animo umano.

Il palazzo è un luogo da perlustrare come la guardiola del portiere Raffaele Giordano in Un Posto al Sole, come la finestra di Una finestra sul cortile e come quello spazio angusto in cui è rinchiusa Anna, quasi una prigione senza possibilità di uscita, ma, al contempo, spazio imploso dove esplodono con forza le storie.

Nel romanzo ci sono tanti racconti così che ogni lettore possa scegliere quello che più lo intriga. Un universo tutto al femminile in cui gli uomini hanno un ruolo marginale o appaiono come semplici testimoni di quel microcosmo che non riescono a comprendere appieno, osservatori di una realtà di superficie, di una cecità mentale e, per questo, si muovono a tentoni in un ambito ignoto.

Emerge un ambiente sofferente, storie finite male, episodi che hanno quasi una doppia verità. In questo contesto, la scrittura racconta l’ombra del personaggio e trasforma le lettere in protagoniste.

Interviene nuovamente l’attrice Miriam Candurro che continua con la suggestiva lettura recitata di un altro brano focale del romanzo.

È il turno di Lucia Stefanelli Cervelli che sottolinea come nel libro la vera protagonista rimanga la scrittrice. Con la sua capacità di guardarsi intorno, Cristina è la misurazione stessa della storia. Nel frequentare i corsi di scrittura ha trovato il suo nucleo nella frantumazione e quest’opera è frutto, quindi, di un preciso percorso scientifico. L’immediatezza del titolo è l’ordine disordinato che l’autrice ha voluto conferire al testo.
Ha sentito la necessità di inquadrare la sua narrazione in una cornice, quella del “palazzo” appunto. Misteriosamente un ex inquilino dello stabile fa arrivare delle foto e da qui si snodano man mano una serie di situazioni attraverso storie che appaiono come didascalie, ma che sono, in fondo, degli squarci, o meglio, una denuncia psicologica di un disagio insito nell’autrice. Ed ecco spiegata la volontà di non narrare episodi compiuti e di mostrare immagini di persone che non abbiamo conosciuto ma che, in qualche modo, ci appartengono.

Si continua a far parlare direttamente il libro attraverso il meraviglioso reading di Miriam Candurro.

Interviene brevemente l’autrice per spiegare che ancor prima della stesura del testo i personaggi fossero già dentro di lei, per questo ha scelto di raccontarli uno dentro l’altro quasi come si trattasse di una matrioska. Vista così la struttura dell’immobile appare come un indice, un modo per collocare le storie.

L’incontro si conclude con la lettura di qualche altra intensa pagina del libro.

A questo punto non ci resta che leggere il romanzo, che mi ha profondamente incuriosito.

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Elisa Santucci

Autore Elisa Santucci

Divoratrice di libri e sperimentatrice culinaria.