Home Territorio Ragazza uccisa da cani randagi. OIPA: Enti inadempienti su randagismo

Ragazza uccisa da cani randagi. OIPA: Enti inadempienti su randagismo

299
Guardia Zoofila OIPA con cane


Download PDF

Le Regioni sono tenute ad adottare un programma di prevenzione del randagismo, ma i fondi non sono mai sufficienti

Riceviamo e pubblichiamo.

L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, OIPA, appreso con sconcerto che una ragazza di 20 anni è stata sbranata da un branco di cani randagi a Satriano, in provincia di Catanzaro, punta il dito sulle Amministrazioni inadempienti in materia di randagismo e sulla cronica mancanza di fondi necessari a gestirlo.

Commenta il Presidente dell’OIPA, Massimo Comparotto:

Il randagismo non si crea da sé: questa piaga sociale, molto grave in Italia e soprattutto nel Meridione, è determinata dagli scellerati abbandoni e dalle Amministrazioni locali che, troppo spesso, girano la testa dall’altra parte, invece di sterilizzare, accogliere e promuovere le adozioni.

Che in Calabria la Regione, le Aziende sanitarie e i Comuni non abbiano mai preso sul serio la questione randagismo è testimoniata, tra l’altro, dalla mancata comunicazione al Ministero della Salute dei dati sul randagismo 2020 che ogni anno Regioni e Province autonome trasmettono al Dicastero.

Calabria e Sicilia non hanno trasmesso alcun dato riguardante il 2020.
Le Regioni sono tenute, sentite le associazioni che operano in ambito regionale, ad adottare un programma di prevenzione del randagismo, ma i fondi non sono mai sufficienti a lenire questa grave piaga sociale.

Come riconosce il Ministero della Salute

negli ultimi venti anni in Italia sono state emanate diverse norme per la tutela degli animali da affezione e la lotta al randagismo. Tuttavia l’attività ispettiva e il monitoraggio effettuati sul territorio hanno messo in evidenza molte criticità sull’applicazione delle disposizioni vigenti.

Continua Comparotto:

I cani abbandonati sono sempre tanti e, laddove le campagne di sterilizzazione sono lacunose, le molte femmine vaganti partoriscono cuccioli che, quando non muoiono di stenti, di malattia o d’incidente, diventando adulti alimentano la popolazione di randagi.

Ecco allora che sono le associazioni a dover tappare i buchi dei responsabili con propri fondi alimentati dalle donazioni di privati.

Nel 2020 l’OIPA ha dato in adozione 3.586 animali, 3.105 nel 2019, ne ha soccorsi e curati 3.672 – 1.503 cani, 1.773 gatti e 396 di altre specie -, 3.272 nel 2019, e raccolti 31.290 chili di cibo, secco e umido, 24.098 nel 2019.

 

Print Friendly, PDF & Email