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Premio Via Francigena, aperta la terza edizione concorso letterario

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Via Francigena


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‘Intanto parto… racconti e parole in cammino’ presentato dagli Assessori Barni e Ciuoffo a Palazzo Strozzi Sacrati

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Terza edizione del premio letterario Via Francigena, ‘Intanto parto… racconti e parole in cammino’, presentata stamattina a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze.

L’iniziativa, promossa da Betti Editrice in collaborazione con AEVF, Associazione Europea delle Vie Francigene, e Regione Toscana, si rivolge a racconti inediti di autori, esordienti e non, che sappiano raccontare il viaggio ed i cammini con un nuovo punto di vista.

Non il classico diario di viaggio, ma un racconto che sappia snodarsi tra realtà e finzione, mettendo in luce qualcosa che v a oltre il pellegrinaggio in senso stretto e abbraccia storie di persone e luoghi.

Alla presentazione dell’edizione 2019 la vicepresidente della Regione Monica Barni, l’Assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo e Luca Betti, editore e ideatore del Premio Francigena.

Ha detto la Vicepresidente Barni:

Leggere stimola a cercare anche un contatto con i luoghi che sono narrati. E a volerli raccontare una volta percorsi e vissuti. L’iniziativa in questione è molto bella, anche perché lega insieme tante politiche della Regione: da quelle che si occupano fisicamente di investire, per fare della Via Francigena uno dei maggiori cammini a livello nazionale e internazionale, fino a quelle che puntano alla sua valorizzazione dal punto di vista culturale.

Tra queste anche il suo inserimento nella lista propositiva nazionale del Patrimonio UNESCO. Al Premio di oggi si legano inoltre tutte le azioni sul versante culturale che stiamo portando avanti come ad esempio il Patto per la lettura, che cerca di unire tante istituzioni, enti ed associazioni per promuovere la lettura, l’editoria, in particolare quella indipendente, e quindi anche la scrittura.

Ha aggiunto l’Assessore Ciuoffo:

Una terza edizione che affrontiamo con interesse e piacere perché il lavoro fatto negli anni precedenti si sta consolidando, accumulando memorie, stimoli e sollecitazioni su racconti ed esperienze di viaggio.

E questo è sicuramente il dato forse più affascinante rispetto alla memoria sui cammini che ci portiamo dietro. Raccontare, scrivere e immaginare storie è senza dubbio un’esperienza che sollecita la fantasia, arricchisce culturalmente e che attiene soprattutto all’esplorazione esistenziale.

Quello che abbiamo letto finora ci da un riscontro oggettivo di ciò che innesca la voglia di fare un cammino. Come può essere quello su un tratto toscano della Francigena. È la ricerca interiore che attraverso la scrittura diventa memoria collettiva.

Un arricchimento che spinge a riflettere, a meditare, a una ricerca spirituale che si affianca all’esperienza fisica e alla scoperta del paesaggio.

Ha concluso Luca Betti:

Un premio di narrativa che è stata una scommessa vinta: nelle due edizioni passate non abbiamo ricevuto scontati diari di viaggio, ma racconti capaci di emozionarci, e di trasmetterci l’importanza del cammino – e della narrativa – come ponte tra le culture.

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