Home Territorio Estero Peso di piombo di epoca greca sequestrato in Israele a contrabbandieri

Peso di piombo di epoca greca sequestrato in Israele a contrabbandieri

Peso di piombo - Crediti IAA
Peso di piombo - Crediti IAA

L’iscrizione riporta il nome di Agoranomos, il supervisore delle norme commerciali in una delle città della Terra d’Israele

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo.

Un raro peso di piombo, recante un’iscrizione risalente a circa 2.150 anni fa e conservato in ottime condizioni, è stato sequestrato a Gerusalemme in un’operazione dell’Unità di prevenzione dei furti dell’Autorità israeliana per le antichità.

L’iscrizione – Eliodoro figlio di Apollonio, Agoranomos – riporta il nome del funzionario responsabile della regolamentazione dei pesi e delle misure. È datata all’anno 165 dell’era seleucide (148/7 a.C.), durante il dominio ellenistico in Terra d’Israele.

Accanto all’iscrizione compare la raffigurazione di un delfino, il cui significato è ancora oggetto di studio, con la speranza di identificare la città da cui proviene il peso.

Il peso è stato sequestrato in un negozio di antichità a Gerusalemme, a seguito di informazioni di intelligence ricevute dall’Unità di prevenzione dei furti dell’Autorità israeliana per le Antichità.

Gli ispettori dell’Autorità hanno interrogato il proprietario del negozio nel tentativo di rintracciare gli intermediari e i saccheggiatori che avevano rimosso il peso dal suo contesto archeologico.

Il ruolo dell’Agoranomos era quello di sorvegliare pesi e misure e di prevenire le frodi nel commercio – e in effetti il peso è preciso: una Mina, l’unità di peso standard dell’epoca, pari a cento dracme greche. Il segno simile alla lettera greca “M” che compare sul peso potrebbe rappresentare la prima lettera della parola Mina.

Secondo Ido Zangen della Israel Antiquities Authority:

I nomi greci di Eliodoro e di suo padre, Apollonios, attestano una popolazione ellenizzata.

Entrambi i nomi sono collegati alle divinità solari greche – Helios e Apollo – e indicano un’affinità culturale e religiosa con la cultura ellenistica che governava la regione in quel periodo.

Questi nomi erano particolarmente comuni in Idumea, dove il dio locale ‘Qos’ era identificato con le divinità solari greche.

Il nome Eliodoro era comune a Maresha, la capitale dell’Idumea durante il periodo ellenistico. È interessante notare che a Maresha sono stati rinvenuti in passato altri oggetti legati alla carica di Agoranomos, recanti gli stessi nomi e datati ad anni vicini a quello del peso attuale.

Il nome Eliodoro era comune a Maresha, la capitale dell’Idumea durante il periodo ellenistico. È interessante notare che a Maresha sono stati rinvenuti in passato altri oggetti legati alla carica di agoranomos, recanti gli stessi nomi e datati ad anni vicini a quello del peso attuale.

Secondo Ido Zangen dell’Autorità israeliana per le Antichità:

I nomi greci Heliodoros e suo padre Apollonios testimoniano la presenza di una popolazione ellenizzata.

Entrambi i nomi richiamano le divinità solari greche – Helios e Apollo – e indicano un’affinità culturale e religiosa con la cultura ellenistica che governava la regione.

Erano particolarmente diffusi in Idumea, dove la divinità locale Qos era identificata con gli dei solari greci.

Il nome Heliodoros era comune a Maresha, capitale dell’Idumea in epoca ellenistica, dove in passato sono stati rinvenuti altri reperti legati alla carica di agoranomos, con iscrizioni simili e datate a pochi anni di distanza da quella del contrappeso sequestrato.

Su un esemplare di circa vent’anni più antico, 170/69 a.C., compare infatti il nome di un agoranomos chiamato Apollonios. Il reperto attuale, del 148/7 a.C., reca il nome di Heliodoros figlio di Apollonios. E su un peso e un recipiente di misura datati cinque anni più tardi, 143/2 a.C., figura un agoranomos di nome Antipatros figlio di Heliodoros.

Zangen aggiunge:

È noto che nel mondo antico le cariche governative – incluso l’ufficio dell’agoranomos – spesso si trasmettevano all’interno delle famiglie, di padre in figlio.

Tuttavia non sempre il passaggio era diretto, e i nomi in questione non erano rari a Maresha.

Non vi è quindi certezza assoluta che il reperto provenga da quel sito.

Questa ipotesi è ora al vaglio dell’Autorità israeliana per le Antichità.

Se confermata, costituirebbe una scoperta di grande rilievo per lo studio della politica e dell’amministrazione nel mondo antico.

In passato, nell’area di Maresha è stata rinvenuta anche una nota iscrizione reale in greco, datata al 178 a.C., che menziona un altro Heliodoros: Heliodoros il Dioiketes, Ministro delle finanze e capo del consiglio dei ministri del re, citato anche nel Secondo libro dei Maccabei, cap. 3.

Questo funzionario era stato inviato da Seleuco IV per confiscare i fondi del tesoro del Tempio di Gerusalemme, un episodio che alcuni studiosi indicano come una delle cause scatenanti della rivolta asmonea contro i Greci.

Secondo Ilan Haddad, responsabile della supervisione del commercio di antichità presso l’Autorità israeliana per le Antichità:

La rimozione di un manufatto dal suo sito senza uno scavo scientifico comporta la perdita di informazioni storiche inestimabili.

Se avessimo trovato il reperto nel suo contesto archeologico preciso, avrebbe potuto arricchire in modo significativo le nostre conoscenze.

Al momento, purtroppo, possiamo solo ipotizzare da quale città antica provenga e quale fosse il suo utilizzo specifico.

La legge proibisce ai commercianti di acquistare reperti da fonti ignote: si tratta di un reato penale.

L’Autorità israeliana per le Antichità lavora per impedire che reperti saccheggiati finiscano sul mercato, per individuare i responsabili sul campo e assicurarli alla giustizia.

Il Ministro del Patrimonio, rabbino Amihai Eliyahu, ha dichiarato:

La lotta contro i saccheggiatori e il commercio illegale di antichità è essenziale per preservare i tesori culturali dello Stato di Israele.

Ogni reperto storico ci consente di ricomporre un frammento in più del grande mosaico della storia del popolo d’Israele e della Terra d’Israele.