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Perché studiare fa bene?

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Studiare


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Quando leggere diventa una medicina

Ogni volta che poni i tuoi occhi sulle righe scorrevoli di un libro, la tua immaginazione si attiva e crea forme e colori.

Se in qualche modo trascrivi ciò che hai letto, o ne parli con qualcuno, la tua memoria si fortifica e allontani la degenerazione del cervello.

Se confronti le tue letture con gruppi di persone e ascolti anche il parere degli altri su quanto studiato e ponderato, la tua mente si apre e si arricchisce di prospettive diverse.

Leggere è sognare attraverso le pagine degli scrittori.

E se scegli tu i tuoi studi, di certo non diventano un castigo, come quando ti sentivi costretto.

Puoi farlo come tuffandoti in una solitaria peregrinazione o, meglio ancora, in compagnia degli amici che amano il tuo stesso tragitto, e che ti accompagnano con il tuo stesso entusiasmo.

È un modo per portare a passeggio la tua anima.

Aiuta ad apprendere l’arte della coesione e della solidarietà.

Ti permette di vincere gli stati depressivi della solitudine.

Studiare insieme è un po’ come riunirsi intorno ad un caminetto e, anche se ora si è costretti a farlo talune volte in modo virtuale, è sempre meglio che non riunirsi affatto.

In primo luogo perché è certamente un valido sistema per occupare la mente in qualcosa di diverso da quelli che sono i pensieri stancanti, distraendoli e dirigendoli su questioni più costruttive.

In secondo luogo perché, è risaputo, la buona compagnia alza le difese immunitarie e sollecita le endorfine del buon umore.

Lo sapevi, inoltre, che la curiosità allunga la vita e allontana la depressione?

Se ti guardi intorno ti accorgerai come sembrino più vecchie le persone che non hanno più interessi.

Perfino un giovane può prendere le sembianze di un anziano se lo vedi spento e annoiato, disinteressato e per nulla attratto dal mondo circostante.

La vita è, per ognuno di noi, quel che di essa costruiamo con la nostra immaginazione.

Chi rinuncia a leggere, e a studiare in profondità, si vedrà ristretta e limitata la propria immaginazione e quindi anche la capacità di pensare in modo creativo.

Ogni giorno appaiono un’alba e un tramonto, ma solo chi non ha perso la buona abitudine di sognare se ne accorge, e non perde il romanticismo che questi due straordinari eventi ci regalano quotidianamente.

Studiare è come mettersi in viaggio pur restando fermi.

Tanto vale farlo ancor di più quando non si può partire, quando non si ha la possibilità di andare dove si vorrebbe.

Quando viaggio mi piace farlo vivendo intensamente ogni centimetro, ogni emozione.

Sarà per questo che quando leggo e studio non mi accontento di un libro qualunque?

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Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.