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Parlamento europeo condanna brutale repressione manifestanti in Iran

PE - Parlamento europeo Strasburgo

Estendere le misure restrittive dell’UE e subordinare le relazioni con l’Iran a democrazia e diritti

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Parlamento europeo in Italia.

In una risoluzione adottata giovedì 22 gennaio, gli eurodeputati esprimono la loro indignazione per la repressione e le uccisioni di massa perpetrate dal regime iraniano contro i manifestanti in Iran.
Nella risoluzione non vincolante, adottata con 562 voti a favore, 9 contrari e 57 astensioni, il Parlamento chiede alle autorità iraniane sotto il controllo di Ali Khamenei di porre immediatamente fine alla violenza contro i manifestanti pacifici, fermare tutte le esecuzioni e cessare l’uccisione e la repressione dei civili.

Esprimendo piena solidarietà al popolo iraniano e al suo coraggioso e legittimo movimento di protesta, condanna fermamente l’uso diffuso, intenzionale e sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza.

Un inquietante passaggio dalla deterrenza all’eliminazione strategica

I deputati esprimono forte preoccupazione per l’uccisione di migliaia di manifestanti, che segnala un inquietante passaggio nella repressione del regime iraniano dalla deterrenza all’eliminazione strategica.

Chiedono quindi il rilascio immediato e incondizionato di tutti i manifestanti, i difensori dei diritti umani e i giornalisti attualmente detenuti.

Il Parlamento invita il Consiglio a procedere senza indugio alla designazione completa del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, compresi i Basij e la Forza Quds, come organizzazioni terroristiche.

Chiede l’estensione e la rigorosa applicazione delle misure restrittive dell’UE, comprese il congelamento dei beni e i divieti di visto, accoglie con favore le recenti sanzioni statunitensi e sollecita un’azione rapida dell’UE contro tutti i funzionari ed enti responsabili della repressione.

Nella risoluzione, i deputati condannano inoltre i tentativi del regime di censurare le proteste attraverso l’oscuramento di internet e invitano l’UE e gli Stati membri ad aumentare il sostegno tecnico e finanziario agli strumenti per aggirare la censura e alla protezione contro la manipolazione informatica e informativa.

Accesso senza ostacoli alla missione d’inchiesta delle Nazioni Unite

Il Parlamento sottolinea il modello decennale di repressione sistematica del regime iraniano, che colpisce in particolare donne, attivisti per i diritti umani e dissidenti politici, e ribadisce l’invito all’Iran a garantire un accesso immediato e senza ostacoli alla missione d’inchiesta istituita dalle Nazioni Unite per indagare su gravi crimini ai sensi del diritto internazionale, tra cui omicidi, torture, stupri e sparizioni forzate utilizzati per soffocare il dissenso.

I deputati chiedono un’intensificazione dell’impegno diplomatico, anche attraverso una presenza rafforzata dell’UE, per fornire protezione, assistenza umanitaria e sostegno alle persone a rischio.

Condannano fermamente le attività destabilizzanti e le ingerenze dell’Iran nella regione, sottolineando che Teheran continua a rappresentare la minaccia più grande e significativa per la sicurezza e la stabilità regionali e il principale ostacolo alla pace.

Infine, il Parlamento sottolinea che qualsiasi normalizzazione delle relazioni con l’Iran potrà avvenire solo dopo il rilascio incondizionato dei prigionieri politici e progressi concreti verso la democrazia e lo Stato di diritto, accogliendo con favore la decisione della Presidente Roberta Metsola di vietare l’accesso ai locali del Parlamento europeo ai rappresentanti del regime iraniano e invitando gli Stati membri a fare altrettanto.