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Pan, la storia controversa del Dio del panico

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Pan


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Pànico agg. e s. m. [dal lat. panĭcus, gr. πανικός (e come sost. πανικόν), der. del nome del dio Πάν, Pan] (pl. m. -ci). – 1. agg. a. Di Pan, relativo a Pan, che nella mitologia greca era
una divinità non olimpica dall’aspetto di un satiro legata alle selve e alla natura.
Il nome Πάν deriva dal greco paein, cioè “pascolare”, e, infatti, Pan era il dio pastore, il dio della campagna, delle selve e dei pascoli. Il nome è però simile a πᾶν, che significa “tutto”. La figura mitologica ricalca l’eroe solare vedico Pushan, il cui nome, dal verbo sanscrito pūṣyati, significherebbe “colui che fa prosperare”. È assimilato a Phanes (Φάνης, da φαίνω phainō , “che porta la luce”), altro nome di Protogonos (Πρωτογόνος, “primo nato”).

In alcuni miti è descritto come il più antico degli Olimpi, se è vero che aveva bevuto con Zeus il latte da Amaltea, allevato i cani di Artemide e insegnato l’arte divinatoria ad Apollo. Venne inoltre notoriamente associato a Fauno, versione maschile, poi figlio, fratello o marito, a seconda del mito, di Fauna, e, come tale, era lo spirito di tutte le creature naturali, più tardi legato anche alla foresta, all’abisso, al profondo.

Dal suo nome deriva il sostantivo panico, originariamente timor panico o terror panico, poiché il dio si adirava con chi lo disturbasse emettendo urla terrificanti, provocando così un’incontrollata paura.

La genealogia di Pan è controversa. La più accreditata è quella dell’Inno omerico, in cui vengono indicati quali genitori il dio Ermes e la dea Persefone.
La leggenda vuole che la ninfa Driope sia fuggita terrorizzata dall’aspetto deforme del figlio, mentre il dio Ermes lo raccolse e, avvoltolo amorevolmente in una pelle di lepre, lo portò sull’Olimpo per far divertire gli dei, causando così l’ilarità di Dioniso.

Secondo altre fonti, era figlio di un amore tra Zeus e la ninfa Callisto dal quale vennero alla luce Pan ed Arcade, secondo altre nacque da Zeus ed Ybris, pura astrazione.

Igino, invece, afferma che Zeus, dopo essersi unito ad una capra di nome Beroe, le diede un figlio, il dio Egipan, ovvero la forma caprina di Pan. Oltre a un’altra leggenda che lo vuole figlio di Ermes e della capra Amaltea.
Un altro mito narra del suo amore per la ninfa Eco dal quale nacquero due figlie, Iambe e Iunce.

Pan non viveva sull’Olimpo: era un dio terrestre amante delle selve, dei prati e delle montagne. Preferiva vagare per i monti d’Arcadia, dove pascolava le greggi e allevava le api. Era un dio perennemente allegro, venerato, ma anche temuto.

Nel Medioevo, Pan ed i suoi aspetti vennero demonizzati dal Cristianesimo, tanto che, nei secoli successivi, il diavolo, nella cultura occidentale, assunse, progressivamente, i tratti di questa antica divinità: corna, zampe caprine e barba a punta.

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Autore Antonio Conte

Antonio Conte, nato a Napoli il 28 maggio 1976, vive e lavora a Londra dal 2018. Appassionato di paganesimo, magia, esoterismo, culti, miti e divinità Sposato con due figlie.