Le opere di Roberto Ghezzi in mostra dal 13 dicembre al 31 maggio 2026
Riceviamo e pubblichiamo.
Apre sabato 13 dicembre al Castello di Poppi (AR) la mostra ‘Paesaggi Assoluti’ dell’artista Roberto Ghezzi, a cura di Anna Ricci e con le foto di Francesco Fedeli.
L’inaugurazione è in programma alle 17:00 e dopo il taglio del nastro, guidati dall’artista, si potranno conoscere da vicino le fasi del suo lavoro sul campo.
La mostra resterà aperta fino al 31 maggio 2026.
L’esposizione comprende 10 naturografie, 25 fotografie che documentano il processo ritoccate pittoricamente dall’artista, 6 taccuini d’artista, monotipie a contatto delle essenze del Parco e un video artistico relativo alla ricerca di Roberto Ghezzi.
Un percorso di ricerca che intreccia arte contemporanea, osservazione scientifica e studio diretto degli ambienti naturali, e resterà aperta al pubblico fino al 31 maggio.
Le naturografie
Ghezzi, cortonese di nascita e apprezzato artista a livello internazionale, è noto per le sue ‘Naturografie’, opere realizzate attraverso l’interazione diretta tra superfici in tessuti naturali e gli ecosistemi in cui vengono collocate.
Negli ultimi anni ha lavorato in contesti differenti, dall’Italia al Nepal, dalla Groenlandia alla Patagonia, collaborando con ricercatori, parchi naturali e istituzioni scientifiche. Il suo approccio si concentra sui processi e sulle trasformazioni spontanee del paesaggio, più che sulla rappresentazione tradizionale della natura.
‘Paesaggi Assoluti’
L’artista ha operato nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, uno dei complessi forestali più antichi d’Europa, un territorio caratterizzato da faggete, abetine storiche, boschi misti, torrenti e zone umide di grande interesse ecologico.
Le tele installate da Ghezzi nei diversi ambienti del Parco, dalle faggete d’alta quota alle abetine secolari, dai corsi d’acqua ai boschi umidi, sono rimaste esposte, da luglio a settembre 2025, agli effetti del tempo e agli agenti naturali. Su di esse si sono depositati sedimenti, residui organici, tracce della fauna, microrganismi e variazioni dovute a luce, umidità e condizioni climatiche.
Per la realizzazione delle sue opere, Ghezzi lascia che sia il paesaggio stesso – in questo caso i vari ecosistemi del Parco – a intervenire direttamente sulle tele installate, scrivendo così la propria storia. Un vero e proprio autoritratto del paesaggio, che attraverso il tessuto bianco può raccontarsi senza che la mano dell’uomo possa in qualche modo tradirne o alterarne l’autenticità.
Il progetto è accompagnato dal contributo scientifico di Daniele Viciani, docente di Botanica ambientale e applicata all’Università di Firenze, che evidenzia come ogni ecosistema lasci una ‘firma’ diversa: microambienti anche molto vicini tra loro possono produrre risultati differenti sulle superfici; le abetine storiche modificano la deposizione dei materiali in base ai gradienti di luce e umidità; i torrenti imprimono segni diversi tra le parti sommerse ed emerse; le aree umide generano trame e accumuli particolari.
Il restauro delle tele è stato realizzato in collaborazione con Giorgio Capriotti, docente restauratore dell’Università della Tuscia.
Roberto Ghezzi
Il paesaggio naturale è da sempre il campo di ricerca artistico di Roberto Ghezzi. Dapprima indagato attraverso la pura pittura, negli ultimi anni l’artista toscano, affascinato dagli ambienti e dalle loro specifiche peculiarità, inizia ad operare sempre più immergendosi in essi e tentando di restituirne le specificità e l’essenza.
Nascono così agli inizi del Duemila le Naturografie©, opere letteralmente scritte dalla natura che l’artista lascia in terra o acqua e ritira nel momento in cui ritiene i sedimenti qui trasferitesi ne restituiscano in qualche modo il sembiante e il DNA.
Si tratta di lavori che richiedono a Ghezzi lunghi tempi di realizzazione e portano l’artista a praticare e vivere l’ambiente naturale per lunghi periodi, sondando caratteristiche, morfologie e divenendone empiricamente un ottimo conoscitore.
A questa ricerca, a matrice pittorico/estetica, si affianca quindi, sempre più, anche un interesse scientifico tale da indurre l’artista a collaborare sovente con biologi e studiosi ed enti che si occupano di rilevare l’impatto che l’uomo ha sulla natura stessa.
In due decenni Ghezzi ha realizzato installazioni e ricerche in molti luoghi nazionali e internazionali, legando il suo lavoro a studi sull’ecosistema e sulla biologia in parchi e riserve naturali di tutti i continenti: Alaska, Islanda, Sud Africa, Tunisia, Norvegia, Patagonia, Croazia, Danimarca, Groenlandia, ecc…
In Italia ha realizzato numerosi progetti di ricerca in ogni tipologia di ambiente, collaborando con i più importanti istituti di ricerca tra cui CNR ISMAR, CNR IOM, CNR ISP, ARPA Umbria e ARPA Lazio, oltre che con Parchi Naturali, riserve e associazioni naturalistiche nazionali e internazionali.
‘Paesaggi Assoluti’ è stato promosso e co-organizzato dal Comune di Poppi e il patrocinio del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, in collaborazione con il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, con il contributo e il patrocinio della Regione Toscana e il supporto di sponsor locali: Coingas, Freschi e Vangelisti, Polistamp, SLH Sic Luxury Home.
Info: www.robertoghezzi.it













