Home Rubriche Ambula ab Intra Ottavo o Undicesimo Arcano?

Ottavo o Undicesimo Arcano?

Ottavo o Undicesimo Arcano?

Ciò che si annida nei dettagli

Una Tradizione risulta essere tale quando essa viene perpetuata e trasmessa sempre allo stesso modo senza variazioni significative, semmai arricchimenti frutto della somma degli sforzi individuali orientati verso la comprensione di ciò che si sta operando soprattutto sui piani sottili.

Nella struttura dei Tarocchi la sequenza dei ventidue Arcani Maggiori ha sempre seguito un ordine specifico e apparentemente immutabile ma, giunti alla trattazione di questo punto della sequenza di Archetipi, non possiamo fare altro che scontrarci con quest’evidente anomalia strutturale connessa, appunto, alla posizione attribuita dalle varie scuole di pensiero all’ottavo e all’undicesimo Arcano.

Nel fare affidamento alla classica sequenza dovremmo adesso soffermarci sullo studio della Giustizia e, successivamente, a quella della Forza, posta in undicesima posizione.

Questo l’Ordine secondo i Tarocchi di Marsiglia e anche secondo Wirth, che, proprio dal mazzo marsigliese, prende spunto.

Ma se volessimo prendere come riferimento il mazzo Rider Waite Smith, divenuto ormai uno standard tra gli studiosi di Esoterismo e Cartomanzia, dovremo approfondire il perché le due carte in questione si trovino a occupare l’una il posto dell’altra.

Le motivazioni, chiaramente, sono legate alla concezione che si aveva di determinati concetti cabalistici all’interno della Golden Dawn.

I mazzi più antichi, come il già menzionato mazzo Marsigliese e quello ancora più antico dei Visconti – Sforza, hanno conservato una logica spirituale ben precisa, intrisa anche di Kabbalah secondo alcuni.

Noi sappiamo che l’ottava lettera dell’alfabeto Ebraico è una Chet, appartenente al gruppo delle dodici lettere semplici, connessa al segno del Cancro. Spostando le carte di posizione ci troveremo con la Forza a essere collegata alla lettera in questione.

Perché i membri della Golden Dawn si sono presi la briga di effettuare questo cambiamento rispetto alla Tradizione? La risposta breve probabilmente è unica: per crearne una nuova.

Ma tentando di approfondire la questione, potremo trovare certamente motivazioni più profonde e maggiormente ancorate al profondo studio e alla grande revisione che questa Società Iniziatica tentò di portare avanti sin dal primo momento in cui scese in campo.

Loro accolsero ed elaborarono l’idea del parallelismo tra i ventidue Arcani Maggiori e i ventidue sentieri dell’Albero della Vita, operarono questo spostamento dunque, per fare in modo che le loro idee, frutto dei loro studi, si riflettessero all’interno di questa monumentale opera simbolica rappresentata dai Tarocchi.

Per la Golden Dawn la Forza si associa al segno del Leone e la Giustizia al segno della Bilancia; se pongo la Giustizia prima della Forza va a farsi benedire la classica sequenza astrologica.

Fu Waite a operare quest’inversione all’interno del suo mazzo, senza però lasciare troppe spiegazioni a riguardo. Bisogna dunque sempre scavare, indagare, studiare e riflettere per conto proprio anzitutto, cercando una risposta che sia valida e plausibile.

Successivamente è fondamentale avere un Maestro accanto, che conosca davvero il senso di ciò che trasmette, che abbia la visione globale del cammino, perché ne ha già percorso gran parte e che sia disposto a insegnare attraverso lo schema tradizionale, che mai ha fallito finora: da bocca a orecchio.

L’Orecchio è Ozen in ebraico e il valore gematrico di questa parola è 58, lo stesso di alcune interessanti parole:

• Nogah – Luminosità;
• Chen – Grazia;
• Noach – Conforto.

L’Orecchio di un Apprendista deve sempre ascoltare parole, insegnamenti che abbiano quindi queste qualità, così da poter nutrire la sua anima e poter fare chiarezza dentro se stesso e lungo il cammino.

Stesso dicasi per i Tarocchi, che, attraverso un linguaggio muto, ci accompagnano nella nostra interiorità fino a trovare l’accesso a quel mondo sottile così misterioso e invisibile.

Questo riescono a farlo a prescindere dalla loro posizione, anche se è pur vero che ogni cosa ha un suo senso e, immaginando gli Arcani come porte verso mondi interiori, non si potrà non notare una certa differenza se prima attraverso la porta della Forza o prima quella della Giustizia.

Personalmente, ritengo più sensato, dopo la vittoria del carro, sottopormi allo sguardo severo di Astrea e comprendere cosa ha significato questo trionfo, che guadagni interiori ha davvero portato e cosa è necessario lasciare da parte, tagliando il superfluo con l’ausilio della spada trovandomi così pronto alle richieste dell’Eremita.

Vi è, però, un’annotazione interessante da tenere a mente quando ci addentriamo nel mondo del linguaggio codificato esoterico e viene dallo studio dell’Alchimia: siamo sicuri che in tutti i casi ci troviamo di fronte alla corretta sequenza di porte/operazioni/tappe quando parliamo di Tarocchi?

L’analisi degli scritti Alchemici ci insegna che una tecnica molto utilizzata per alimentare confusione ed errori tra i volgari “soffiatori” era quella di cambiare l’ordine delle illustrazioni o invertirne il contenuto di modo che la lettura, già di per sé complicata, divenisse praticamente impossibile senza un Maestro in grado di trasmettere la giusta chiave di decodifica.

Bene, chi ci dice, quindi, che non sia avvenuta la medesima cosa con i Tarocchi?

Del resto, se ho solo un mazzo a disposizione per nascondere determinate informazioni, perché dovrei solo limitarmi a occultarle nei disegni?

Chi mi vieta di cambiare la posizione degli Archetipi secondo uno schema che solo io conosco e trasmetto, eventualmente, ai miei allievi più capaci?

Prova di questi possibili “giochi” è la carta del Matto, che, con il suo valore pari a zero, non è mai riuscito a trovare una collocazione stabile e definitiva nel mazzo. C’è chi lo colloca all’inizio, chi alla fine e chi tra Giudizio e Mondo.

Chi ha ragione? Ma, soprattutto, siamo davvero sicuri che sia tutto vero? Nessuno può dire con certezza che non sia una costruzione della mente umana che, è risaputo, cerca e trova schemi, codici e parallelismi ovunque, anche dove non vi è nulla in realtà.

La via Esoterica è molto più pericolosa e piena di insidie di quel che si pensi. Per questo la figura del Maestro, di un Vero Maestro, è indispensabile. Egli ci tutela, ci mostra la Via e ci dà gli strumenti reali per poterla percorrere.