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Online documentario ‘Vado verso dove vengo’

'Vado verso dove vengo'


Il documentario è fruibile a noleggio e in vendita, in 3 lingue, italiano, inglese e spagnolo, in 24 Paesi del mondo

Riceviamo e pubblichiamo.

È trascorso quasi un anno dalla première del documentario ‘Vado verso dove vengo’, realizzato dall’associazione Youth Europe Service, insieme ai partner Mediterraneo Cinematografica, Simbdea, Bitmovies ed Allelammie per il progetto ‘Storylines – The Lucanian ways’.

Un progetto corale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, coprodotto insieme a Fondazione Matera – Basilicata 2019, Lucana Film Commission e con il supporto del fondo etico della BCC Basilicata.

Dopo le prime presentazioni ufficiali al Bif&st, Bari International film festival e nell’ambito del programma culturale di Matera 2019, nel maggio scorso, il bilancio della distribuzione del documentario è, ad oggi, molto positivo: raggiungendo circa 4.000 spettatori in più di 60 eventi di proiezioni, in 12 regioni italiane, negli Istituti italiani di cultura di Berlino, Budapest e Bilbao nonché sul suolo americano presso Il John D Calandra Italian American Institute di New York e l’Italian American Heritage Federation di San Francisco per citare alcuni esempi.

Da pochi giorni, il documentario scritto da Luigi Vitelli con la consulenza di Vito Teti e diretto dal regista Nicola Ragone, continua la sua strategia di distribuzione nella rete, grazie al grande contributo del partner Mediterraneo Cinematografica.

Il documentario è fruibile a noleggio e in vendita, in 3 lingue, italiano, inglese e spagnolo, in 24 Paesi del mondo, Italia, Inghilterra, Polonia, Austria, Germania, Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Spagna, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Perù, Porto Rico, Paraguay, El Salvador, Uruguay, Venezuela, attraverso le piattaforme ChiliTv e Vimeo, in attesa di arrivare sul mercato USA con Amazon, nei prossimi giorni.

Grande soddisfazione da parte di tutto il team coordinato da Youth Europe Service, per l’impatto dei risultati raggiunti da un progetto impegnato a far riflettere sui problemi causati dallo spopolamento e dall’emigrazione nelle aree interne italiane. Territori fragili da cui è necessario ripartire per invertire lo sguardo e riabitare l’Italia, ricucendo il rapporto tra coloro che sono partiti e coloro che sono rimasti, tra centro e periferia.

Una piattaforma di narrazione delle tante storie di persone che, con un approccio resiliente, si adoperano per costruire nuove “comunità ruscello”, con lo scopo di trovare soluzioni innovative, generare emancipazione e garantire una migliore coesione sociale all’interno di territori che vivono forti disuguaglianze.

Attività su cui oggi ancora è più urgente investire alla luce dell’epocale crisi sanitaria che stiamo vivendo, per fondare un nuovo pensiero critico e gestire al meglio la fase di transizione verso un nuovo paradigma sociale ed ecologico.

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