Nibiru è noto anche come Pianeta dell’incrocio o Pianeta dell’attraversamento o XII Pianeta, dal momento che i Sumeri contavano 9 pianeti a noi noti, più Sole e Luna, per altro tale conteggio veniva fatto dall’esterno all’interno del sistema solare, come se, appunto, qualcuno lo avesse fatto da una nave spaziale che via via si avvicinasse al Sole.
Simbolo antichissimo rappresentativo del pianeta Nibiru, la croce + (incrocio) e, successivamente, il disco solare alato. Pianeta dal ciclo orbitale di 3.600 anni, pari ad 1 SHAR, con movimento orbitale opposto alla Terra e con passaggio tra Marte e Giove.
La storia in sintesi
Veniamo ai fatti. La teoria su cui Sitchin (pronuncia “Sicht”), fonda le sue convinzioni, parte da un remoto passato. 450 mila anni fa, all’incirca, una razza di esseri proveniente da un pianeta lontano, pose piede sulla terra colonizzandola.
Il pianeta in questione era “NI.BI.RU.”, il cui significato letterario è “pianeta che attraversa” o “dell’incrocio”, che, secondo la teoria, impiegherebbe, 3.600 anni, pari a uno Shar, per compiere la propria orbita.
I suoi abitanti, gli Anunnaki, “coloro che dal cielo scesero sulla terra”, secondo la definizione di Zecharia Sitchin, “Gli Architetti del tempo”, Piemme, trovano riscontro negli equivalenti “Nefilim”, termine ebraico il cui significato è “coloro che sono stati buttati giù”, della Bibbia ebraica.
Nelle cronache giornaliere compilate dai Sumeri con dovizia di particolari, gli Anunnaki venivano spesso menzionati mediante un altro epiteto, i “Din. Gir.”, o “I Puri dei razzi fiammeggianti”, i cui simboli sono rispettivamente un razzo a testata aperta e un modulo con base costituita da protrusione, che si incastra nella precedente per costruire un vero e proprio missile.
I primi 50 Anunnaki arrivati sulla terra, a seguito di un precedente sbarco del Dio Alalu, dettero luogo ad un primo insediamento urbano chiamato “E.RI.DU.”, casa o luogo lontano da casa”.
In seguito gli Anunnaki, decisero di collocare la propria dimora in un luogo chiamato “E.Din.”, La casa dei Giusti”, “Il codice del cosmo”, sempre dalla definizione di Sitchin, Piemme, o, se preferite, “Eden”.
Nel corso della colonizzazione, altri Anunnaki arrivarono da NI.BI.RU. In totale, il numero destinato alla “missione Terra” raggiunse le 900 unità. 600 Anunnaki vi rimasero e agli altri 300 fu assegnato il compito di sorvegliare i cieli con basi sulla Luna e su Marte. Questi ultimi furono chiamati “IGI.GI.”, “coloro che vedono e osservano” o che “ruotano”, vedi “Guerre atomiche al tempo degli Dei”, Zecharia Sitchin, Piemme.
Il comando del pianeta NI.BI.RU. all’epoca dello sbarco terrestre era saldamente in mano del “Dio An”, che delegò i suoi due figli, Enki ed Enlil, al comando terrestre. Lo scopo dei 600 Anunnaki destinati alla Terra era quello dello sfruttamento minerario.
Inizialmente, gli sforzi furono concentrati all’estrazione dell’oro, che doveva servire per rigenerare l’atmosfera di NI.BI.RU., gravemente compromessa. La forza lavoro, però, risultò insufficiente. Il malcontento si diffuse tra gli operai, che insorsero a tal punto da causare forse la prima rivolta generale del pianeta Terra.
Sigilli cilindrici e immagini infisse su alcune tavolette di terracotta indussero Sitchin a vedere in quei documenti una dettagliata sequenza di interventi genetici, atti a creare sulla terra un essere capace di intendere e di volere.
Il Dio scienziato Enki, “Signore della terra”, conosciuto anche con l’altro nomignolo, “Ea”, “Signore dell’acqua”, coadiuvato dalla sorellastra Ninhursag (Ninmah o Mammu, sono altri appellativi di colei che veniva chiamata “La madre degli Dei”), combinò il DNA di un Dio Anunnaki con quello di un essere primitivo già esistente sulla terra, fino ad ottenere il primo “Lulu”, ibrido, si frutto di manipolazione genetica”, il lavoratore primitivo”.
Il risultato non fu soddisfacente, perciò dovette procedere con nuovi interventi di ingegneria genetica che dettero come frutto il primo Homo sapiens, “Adamu” o “Adamà”.
Ulteriori miglioramenti produssero la creazione definitiva, l’Homo sapiens sapiens, “Adapa”.
Nel “Libro perduto del Dio Enki”, il Supremo “An” ammonisce gli Dei sopravvissuti al Diluvio Universale, affinché lascino il governo della Terra agli uomini. “An” continua affermando che il “Creatore di tutte le cose”, forse, nel suo progetto cosmico, aveva programmato il dominio umano sulla terra. Pertanto, invitava tutti gli Dei a lasciare la colonia terrestre, per far ritorno al pianeta madre, NI.BI.RU.
Istruita l’umanità, rientrarono nei loro luoghi di provenienza, promettendo un giorno di “ritornare”. I testi un tempo sacri agli Egiziani descrivono un periodo pre-dinastico, lo “Zep Tepi”, primo tempo, dominato dai loro Dei, i “Neteru”, i Guardiani, provenienti dal “Pianeta di milioni di anni”.
Autore Altiero Biello
Altiero Biello, medico-chirurgo, specialista in Ginecologia ed Ostetricia, con particolare competenza in infertilità di coppia, diagnostica ecografica, medicina in menopausa. Dirigente Medico presso PMA Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (NA), specialista territoriale, pratica tutte le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Cultore di Studi Tradizionali è il fondatore dell’Associazione Culturale “Il filo sotterraneo: oltre la nebbia” alla ricerca di testimonianze di studiosi, traduttori ed archeologi indipendenti che sembrano far risalire la nostra civiltà ad un’antichissima tradizione e cultura.













