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Nardini su ‘Imprese al Centro 2020’

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Alessandra Nardini


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‘Preziosa occasione di incontro tra domanda e offerta di lavoro’

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Si è tenuta questa mattina, 1° dicembre, l’edizione 2020 di ‘Imprese al Centro’ l’iniziativa promossa da ARTI, l’Agenzia Regionale Toscana per l’Impiego, che si pone l’obiettivo di agevolare l’incontro tra i fabbisogni occupazionali delle aziende e le persone in cerca di lavoro.

Spiega l’Assessore regionale alla formazione e al lavoro, Alessandra Nardini:

L’edizione di quest’anno ha un elevato valore simbolico. Si svolge in un periodo, in un territorio e con modalità di particolare significato.

Siamo alle prese con la seconda ondata di contagi e vediamo all’orizzonte qualche spiraglio di luce: fare questa vera e propria Fiera del Lavoro, proprio in uno dei territori più colpiti dalla stessa, rappresenta il segnale della volontà di Regione Toscana e della sua Agenzia ARTI di sostenere la ripartenza, a partire dall’ascolto e dalla concertazione.

‘Imprese al Centro’ rappresenta una preziosa occasione di incontro tra domanda e offerta di lavoro, proprio durante una delle crisi più gravi della storia recente della nostra regione, che sta accentuando le disuguaglianze economiche e sociali e rischia di aumentare le distanze fra i territori regionali, a fronte di una riduzione impressionante del PIL regionale.

La pandemia ha colpito duramente anche il nostro sistema produttivo, soprattutto in alcuni settori, come l’intera filiera del sistema moda, che vede un calo drastico in questo 2020.

Oggi e soprattutto nei prossimi mesi sarà determinante lo sforzo per riattivare il mercato del lavoro: se il blocco dei licenziamenti, prorogato al 31/3/2021, ha impedito un’emorragia di posti di lavoro, al crollo della produzione industriale ha immediatamente corrisposto una caduta verticale dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro, soprattutto di giovani e donne.

La pandemia sta accrescendo disuguaglianze e fragilità. Nei prossimi mesi dovremmo far ripartire l’economia anche con gli strumenti messi a disposizione dell’UE, ma dovremmo anche impegnarci a migliorare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

La Regione e ARTI intendono dare un segnale di fiducia, non rinunciando – nonostante l’emergenza sanitaria – a far incontrare cittadine e cittadini e imprese del territorio e associazioni di categoria, proponendo luoghi virtuali anziché spazi fisici.

Ed ecco perché ‘Imprese al Centro’ diventa piattaforma web e mette a disposizione non solo opportunità di lavoro immediatamente disponibili, ma anche informazioni e testimonianze per la ricerca del lavoro.

Sottolinea l’Assessore Alessandra Nardini:

Non va dimenticato che i nostri Centri per l’Impiego non si sono mai fermati, continuando ad erogare i servizi in modalità a distanza e impegnandosi a superare le disuguaglianze di accesso ai servizi grazie all’innovativa figura del facilitatore digitale.

I nostri CPI hanno svolto un ruolo strategico permettendo alla Toscana di essere una delle pochissime regioni italiane a superare nel 2019 i livelli occupazionali precedenti la crisi del 2008-09, e di raggiungere i più alti livelli italiani di gradimento dei servizi da parte di cittadini e imprese. Partiamo da questi dati positivi, ma non ci fermiamo.

Abbiamo cercato di preparare l’Agenzia Regionale Toscana per l’Impiego ad affrontare la difficile fase che si aprirà nel 2020 potenziandola, investendo in nuovo personale qualificato, sedi, infrastrutture tecnologiche e dotazioni strumentali, al fine di avere strutture moderne, funzionali ed integrate tale da permettere di rispondere a un numero maggiore di destinatari e con una maggiore intensità e complessità di intervento.

Con il Presidente Giani abbiamo sottoscritto la settimana scorsa un importante accordo con CGIL, CISL e UIL, che ringrazio.

L’Assessore si è detta quindi convinta che, grazie al modello organizzativo adottato dall’Agenzia regionale toscana per l’impiego sarà possibile raggiungere l’obiettivo di

integrare maggiormente le politiche del lavoro con le politiche dell’istruzione e della formazione e con i programmi regionali per l’inclusione dei soggetti più deboli e per lo sviluppo del sistema delle imprese così da ridurre le disuguaglianze che l’emergenza sanitaria Covid-19 ha accentuato e sostenendo le specificità e le progettualità dei territori, così come stiamo facendo anche nell’Empolese Valdelsa.

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