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Napoli e la malattia

Napoli e la malattia

È cosa nota che il popolo napoletano debba distinguersi in ogni circostanza e, ovviamente, non può essere da meno nei confronti dell’atteggiamento consueto nei confronti della malattia e dei medici.

Ecco, quindi, una serie di detti e proverbi che testimoniano, anche in questo caso, il particolare rapporto che classicamente e, da sempre, il napoletano ha nei confronti di ciò che appare inevitabilmente legato alla sorte, ma anche al trascorrere degli anni, con l’avvicinarsi della vecchiaia.

Il tutto appare sempre dominato, come vuole la tradizione di questo popolo, da una visione mai pessimistica e tragica, bensì scanzonata e, a tratti, divertente e risibile, laddove ci si trovasse anche di fronte a gravi problemi di salute e dove spesso abbondano suggerimenti anche sul tipo di alimentazione che va seguita per conservare un buono stato di salute generale.

Chi tene ‘o cuorpo sano, è rricco e nun’ ‘o ssape

La vera ricchezza è la salute, un corpo sano, la qual cosa spesso non apprezzata finché non la si perde.

A conferma di questa visione abbiamo anche:

A salute è ‘a primma cosa

È la conferma di quale sia il valore assoluto, il più importante nella vita di una persona. La salute è la prima cosa, la priorità assoluta.

Vino acopp’ ‘a menesta e ‘o miereco resta ‘a fenesta

Un buon pasto, con vino e una minestra, rappresenta la cura che tiene lontano il medico. Questo proverbio anticipa tutta la serie di considerazioni già fatte in altro articolo sui benefici relativi ad un corretto uso del vino e l’importanza di una buona nutrizione.

Chiaja anteveduta remmèdio truvato

Una ferita vista, un problema riconosciuto, è metà della cura, evidenziando che la consapevolezza è il primo passo per risolvere un male.

Dopp’ ‘a quarantina ‘nu malanno ogne mmatina

L’ineluttabile passaggio degli anni, in particolare dopo i quaranta, è legato all’insorgere dei primi acciacchi e malanni quotidiani, i quali, spesso, si manifestano quando iniziamo la giornata.

Febbraro: chi freve vole, freve trova

È un cauto invito a ricordare che, con i mesi freddi, laddove febbraio ne rappresenta il prototipo, è più facile ammalarsi.

Te voglio rompere ‘e cure pe’ te sanà ‘a malatia

Per farti guarire, dovrò farti soffrire, che, detto da un medico, sottolinea il fatto che alcune cure possono avere risvolti non piacevoli e addirittura dolorosi.

‘A meglia mmericina? Vino ‘e campagna o ‘e cantina e purpette ‘e cucina!

Si ritorna a enfatizzare il potere curativo del vino, ma si precisa che il miglior rimedio è il vino genuino, quello di campagna associato a una dieta proteica data, appunta, dalle polpette.

Per proseguire su questa scia abbiamo:

L’acqua fa male e ‘o vino fa’ cantà

Ancora il suggerimento, in verità non corretto, di preferire all’acqua il vino.

Qualche volta ci si riferisce, nella tradizione, anche a malanni immaginari e a suggestioni per cui:

Tene ‘o male ‘e ndindò: a isso le vene e a me no

Si dice ironicamente di chi si lamenta di mali inesistenti.

Sentirse ‘na lota

Credo non esista un solo napoletano che non abbia avuto occasione di ascoltare questo proverbio almeno una volta nella propria vita… sentirsi male fisicamente o moralmente giù di corda significa paragonarsi a melma, fango o a persona di bassi costumi.

A cavallo sicco Dio manna ‘e mosche

Il detto testimonia l’importanza che ha un buono stato di salute poiché, al contrario, chi è debole o in difficoltà attira maggiori problemi.

Uno di questi proverbi conferma una circostanza alquanto frequente nella vita di tutti i giorni, con ironia infatti afferma:

‘E mmalatìe veneno a cavallo e se ne vanno ‘a ppere

Un modo piuttosto pittoresco per dire che le malattie arrivano rapidamente, ma richiedono tempo per guarire​.

Mentre ‘o miedeco sturea, ‘o malato trova muorto

È la conferma del rapporto diffidente che l’animo napoletano ha nei confronti della scienza, del medico e, forse, della propria rassegnazione allo svolgersi degli ineluttabili eventi legati alla malattia.

A casa d’ ‘o miedeco e d’ ‘o pagliette trase e aspiette

Non c’è nulla da fare, nello studio del medico e dell’avvocato, salvo rare eccezioni, entri e aspetti, bisogna armarsi di pazienza!

Chiudiamo questa breve rassegna con un proverbio che, ancora una volta, testimonia la saggezza napoletana:

Si ‘o culo parla ‘o miedeco nun trase

Se la funzione intestinale è rispettata, la salute è preservata e il medico rimane lontano. È quanto confermato dai recenti studi sul microbiota intestinale e sui rapporti tra questo e la salute umana.

Ma questa è un’altra storia…

Autore Altiero Biello

Altiero Biello, medico-chirurgo, specialista in Ginecologia ed Ostetricia, con particolare competenza in infertilità di coppia, diagnostica ecografica, medicina in menopausa. Dirigente Medico presso PMA Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (NA), specialista territoriale, pratica tutte le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Cultore di Studi Tradizionali è il fondatore dell’Associazione Culturale “Il filo sotterraneo: oltre la nebbia” alla ricerca di testimonianze di studiosi, traduttori ed archeologi indipendenti che sembrano far risalire la nostra civiltà ad un’antichissima tradizione e cultura.