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‘Monumentskulptura’ all’Accademia Teatro alla Scala

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'Monumentskulptura: statue da tavolo. Leningrado 1960 - 1990'

In mostra il 13 aprile a Milano

Riceviamo e pubblichiamo.

Sabato 13 aprile 2019 dalle 14:00 alle 19:00 l’Accademia Teatro alla Scala ospita la mostra ‘Monumentskulptura: statue da tavolo. Leningrado 1960 – 1990’, a cura di Giovanni Medeot, una collezione unica costituita da un centinaio di “statue da tavolo” che raffigurano i personaggi più illustri della storia e della cultura russa.
Alle 15:30 Riccardo Fiscato eseguirà al pianoforte alcuni dei preludi di Aleksandr Skrjabin da impromptu op. 14 e l’Elégie op. 3 n. 1 di Sergej Rachmaninov.

Alle 18:00 il curatore, nonché artefice di tale straordinaria collezione, ne ripercorrerà la genesi dialogando con Fausto Malcovati, ordinario di Letteratura russa all’Università Statale di Milano.

Articolata in sei sezioni – Ottocento, Novecento, Danza e sport, Musica, Scienza e spazio, Stato – la mostra permette di scoprire una produzione scultorea che ebbe la maggiore affermazione nella Leningrado fra gli anni Sessanta e Ottanta del Novecento: statue di piccole dimensioni, realizzate in alluminio al silicio, il Silumin, un materiale solitamente impiegato nell’industria aeronautica ed utilizzato in questo caso per la prima e unica volta a fini sculturali.

Le statue rappresentano i modelli e le figure iconiche a cui i sovietici dovevano ispirarsi. Sarà quindi possibile ritrovare i più grandi esponenti delle arti e delle scienze in un elenco impressionante di nomi e di storia: Šukšin, Esénin, Majakóvskij, Achmatova, Gor’kij, Čechov, Dostoevskij, Gogol’, Turgenev, Puškin, Tolstòj, Tchaikovsky, Musorgskij, Shostakovich, Pietro il Grande, Lenin, Gagarin, Kirov.

La collezione, una delle più importanti del mondo, raccoglie statue che si rifanno alla Monumentskulptura di San Pietroburgo, nata all’inizio del Settecento, su iniziativa di Pietro il Grande, come fonderia per la produzione di cannoni di bronzo. Successivamente, divenne la sede in cui veniva realizzata la più importante statuaria zarista e – dopo la Rivoluzione d’ottobre del 1917 – della statuaria sovietica. Teste, busti e statue bronzee di Lenin costellano tuttora le piazze delle città russe, dal Mar Baltico all’Oceano Pacifico.
La conversazione di Giovanni Medeot con Fausto Malcovati sarà particolarmente illuminante non solo per comprendere come sia nata la collezione, ma anche per riscoprire l’importanza di questa originale espressione artistica.

Giovanni Medeot, nato a Gorizia, laureato al Politecnico di Torino nel 1959, ha compiuto una significativa carriera presso Organismi Nato in Germania ed in Francia.
All’inizio degli anni Settanta è stato l’iniziatore della costituzione della prima società italiana di sistemistica avionica, con cui l’industria nazionale ha partecipato allo sviluppo del velivolo Tornado. Entrato all’Italtel, la maggiore manifatturiera di telecomunicazioni in Italia, ha riposizionato strategicamente le attività dell’elettronica per la Difesa.

Ha assunto successivamente la carica di responsabile per le esportazioni, world wide, di telecomunicazioni civili. Dal 1997 al 2000 è stato Presidente della Italtel Russia, risiedendo a Mosca e San Pietroburgo. Al rientro in Italia e fino al 2015 è stato Presidente del Festival Musicale di Stresa.

Fausto Malcovati, ordinario di Letteratura russa all’Università Statale di Milano, ha insegnato nelle Università di Pavia, Bari e Arezzo. Ha scritto saggi e monografie sui prosatori della seconda metà dell’Ottocento, Dostoevskij, Tolstoj, Gončarov, sui poeti simbolisti della prima metà del Novecento, Vjačeslav Ivanov, Aleksandr Blok, Andrej Belyj. Ha pubblicato monografie sui grandi maestri del teatro degli inizi del Novecento – Stanislavskij, Majerchol’d, Vachtangov – pubblicandone testi e note di regia.
È Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Italia – Russia, collabora regolarmente con l’Auditorium Giuseppe Verdi di Milano per i cicli di conferenze sui compositori russi dell’Ottocento e del Novecento.

Per informazioni:
Accademia Teatro alla Scala
www. accademialascala.it – 02-85451171

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